La legge sull'editoria potrebbe spegnere l'informazione online, tra 7 giorni
La nuova legge sull'editoria: l'elettronico come il cartaceo
Skip Intro si prepara a salutare l'Italia per trasferirsi negli Stati Uniti. Siamo costretti a farlo per continuare a fornire informazione indipendente, libera e soprattutto gratis. Il 5 aprile entrerà in vigore una nuova legge sull'editoria (la n.62/2001) che potrebbe portare alla chiusura di centinaia (se non migliaia) di siti Internet e di pubblicazioni libere e gratuite in Italia.
Il provvedimento, approvato in via definitiva, nel silenzio degli organi di informazione, lo scorso 18 febbraio, fornisce una nuova definizione del prodotto editoriale che va ad includere, oltre alla carta anche le pubblicazioni "su supporto informatico" o mirate alla "alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico".
E' quindi incluso in questa nuova definizione il web, uno degli strumenti più in voga in fatto di "diffusione di informazioni presso il pubblico".
Fin qui si tratta di notizie positive. L'editoria elettronica viene uniformata a quella cartacea acquisendo una nuova dignità: quella di esistere. I problemi sorgono dopo poche righe dove si stabilisce che "il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948."
Le conseguenze: l'obbligo di registrazione per i siti web ad aggiornamento periodico
Sulla definizione di "periodicità" si giocano le sorti dell'editoria online. I giornali periodici infatti devono ottemperare alle disposizioni della legge sulla stampa (la n. 47/1948) che prevede la registrazione come testata giornalistica, ivi compresa la registrazione presso l'ufficio stampa della Prefettura, la registrazione presso il Tribunale Civile e la tutela di un Direttore Responsabile iscritto all'albo dei giornalisti.
Prima di analizzare le differenti interpretazioni della frase "periodicità regolare" vediamone qualche esempio pratico per capire fino in fondo quali conseguenze può avere questa legge.
Una storia inventata (quella di Britney Forever) per spiegare tante storie vere
Parliamo di Sharon e Michaela, due sedicenni pazze per Britney Spears che hanno fondato il sito "Britney Forever" (Sharon, Michaela e Britney Forever sono ovviamente personaggi e siti inventati).
Attraverso lo spazio web gratuito messo a disposizione dal loro provider pubblicano una volta a settimana, la domenica per la precisione, notizie sui concerti e le apparizioni dell'amata cantante. Dal 5 Aprile Sharon e Michaela, per non incorrere nel reato di stampa clandestina, dovranno avere un direttore responsabile e registrare la loro testata.
Dal 6 Aprile, se la nuova legge dovesse essere applicata alla lettera molte pubblicazioni online che escono periodicamente, inclusa Skip Intro, dovrebbero chiudere, a meno di non dotarsi dei necessari requisiti.
Immaginate se domani tutte i siti di informazione online dovessero richiedere ad un giornalista di fare il direttore responsabile per la loro testata. Considerato che l'autorevole webtime conta più di 900 webzine solo in Italia, quanti giornalisti resterebbero senza il titolo di direttore?
Bisogna anche considerare che spesso il budget di chi pubblica online è ridotto all'osso, spesso addiruttura a zero (è anche questo il caso di Skip Intro). I migliori siti web vengono realizzati da persone che lavorano in campi diversi e che dedicano il loro tempo libero alla diffusione delle informazioni su Internet. Quanti sono disposti ad affrontare la registrazione presso i tribunali? Quanti avranno il tempo e le conoscenze giuste per trovare un giornalista che si presti a fare da Direttore? Quanti avranno i soldi per poi pagare questi direttori, qualora chiedessero un compenso?
Ombre e luci: pareri e possibili soluzioni.
Il fatto che questa legge sia stata approvata è grave. Ancora più grave è il fatto che la stampa nazionale non abbia colto la portata delle conseguenze che questa legge potrebbe avere. E' devastante che i navigatori italiani poi non si siano organizzati in alcun modo e non siano pronti ad agire.
Tra tutte queste ombre vi sono comunque alcune luci, alcune possibili scappatoie e qualche probabile soluzione "a lieto fine". Skip Intro ha consultato molti esperti delle organizzazioni e degli enti che si occupano della stampa e ne rappresentano gli operatori, nessuno ha preso una posizione ufficiale, quasi tutti hanno espresso grosse perplessità sulla legge 62.
Alcuni ritengono che vi sia un margine per poter dichiarare che i siti web, per il loro aggiornamento costante (o incostante) non possono rientrare nella definizione di periodici. La dis-continuità di aggiornamento di alcuni giornali o la costanza di altri potrebbero salvarli.
La libertà di informazione su Internet però è comunque in pericolo se le sue sorti si giocano sull'interpretazione di una parola.
Altri vedono la luce nell'articolo 16 della stessa legge che addita la registrazione presso il "registro nazionale della stampa" dell'Autorità Garante per le Comunicazioni come una soluzione per evitare gli obblighi della vetusta legge del 48 sulla stampa.
C'è un "ma". Il registro dell'Autorità non accetta per ora la registrazione delle testate online. Per registrarsi bisogno passare per le rotative della tipografia e realizzare un prodotto cartaceo.
L'Autorità è stata presa alla sprovvista da questa nuova legge che, tra l'altro, mette in luce il grave ritardo nella redazione del regolamento del registro che, atteso per giugno, dovrebbe finalmente aprire le porte della registrazione anche alle testate online.
Delle due soluzioni quindi la prima è incerta, la seconda, almeno per il momento, impraticabile.
Conclusioni
Questo viaggio nel campo minato dell'informazione online è tutt'altro che terminato. Molte cose debbono esser dette, molte opinioni devono ancora essere espresse, molti dubbi devono essere sciolti.
Skip Intro si impegna a seguire la vicenda e vi invita nel forum che trovate in calce a questo articolo per discuterne e per trovare una soluzione possibile, per tutti. Noi ce la metteremo tutta, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto.
Se non vuoi partecipare al forum, ma vuoi contattare la redazione clicca qui.
Per saperne di più
Su Internet:
Legge n.62/2001 - Legge sull'editoria
Legge n. 47/1948 - Legge sulla stampa
Interlex – Non ci resta che chiudere
PeaceLink – Contro la censura
Il sole 24 ore - Via libera del Senato alla riforma dell'editoria
WEBTIME – Il mondo dell'informazione online