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La Sapienza: metodi da truffa nel sistema informatico degli studenti

L'università di Roma la Sapienza mette a disposizione dei suoi studenti INFOSTUD. Un sistema per comunicare con la propria università da casa propria, sfruttando Internet. Uno studente prova a valersi dei nuovi servizi: le email non funzionano, le transazioni sono fantasma e il conto della carta di credito doppio.
I dettagli della debacle informatica della Sapienza nella storia di Andrea, studente di sociologia.

Andrea, giovane studente di sociologia, insieme a molti colleghi riceve dall'università di Roma "La Sapienza" una entusiastica comunicazione dall'economato dove si annuncia la possibilità di comunicare con la segreteria online e di pagare le tasse universitarie comodamente da casa con la carta di credito.

Andrea da anni naviga su Internet e ha scelto di studiare scienza della comunicazione proprio in virtù della passione per gli strumenti della comunicazione digitale. Non perde tempo e porta il suo browser sulla pagina INFOSTUD della Sapienza.

Viene accolto sul server Microsoft della Sapienza da un pinguino spaparanzato. Il disegno, che di primo acchitto potrebbe somigliare al simbolo di Linux, si rivela essere Opus, un personaggio dei comics americani.

Seppure meravigliato dalla presenza del mammifero sulle pagine non perde di vista il suo obiettivo e, inseriti i suoi dati, si reca prontamente nella sezione dedicata al pagamento online.

Inserisce quindi i dati della sua carta di credito e attende conferma della transazione. Con sua somma sorpresa il server gli risponde che la transazione non può essere eseguita e di riprovare in un secondo momento.

Andrea non si perde d'animo, ha lavorato nel campo del web e sa che alcune volte qualcosa può andare storto. Attende qualche secondo e quindi ricomincia la procedura.

Anche questa volta il sistema risponde picche: "Siamo spiacenti ma non è stato possibile eseguire l'operazione in questo momento; si consiglia di riprovare più tardi".

Una bella delusione per Andrea. Spenti gli entusiasmi per i nuovi servizi della Sapienza online decide di scrivere alla sua segreteria per segnalare il problema. Il servizio di pagamento non funziona, ma almeno potrà risparmiarsi qualche mattinata di coda in segreteria con i nuovi servizi online.

Scrive un bel messaggio dove specifica tutti i particolari del suo caso e lo spedisce.

Dopo poco il suo programma di posta gli annuncia che è arrivato un nuovo messaggio. Che sia la conferma dalla segreteria? Non proprio.

Andrea riceve un messaggio di errore: l'indirizzo della segreteria di sociologia (segrstudenti.sociologia@uniroma1.it) non esiste!

Il nostro studente si scollega dalla rete pronto a tornare ai vecchi metodi di comunicazione (file interminabili agli sportelli) e di pagamento (contanti alla Banca di Roma).

Ma le trame ordite dal sistemone INFOSTUD non sono finite. Dopo qualche giorno Andrea si vede recapitare il conto della sua carta di credito. Questo presenta in bella mostra due pagamenti da 1.053.000 lire.

Non solo la transazione era andata a buon fine, ma La Sapienza, non accorgendosi dell'errore, ora trattiene il doppio delle tasse dovute da Andrea.

Andrea corre su INFOSTUD, per vedere se la sua situazione amministrativa reca qualche indicazione di questa irregolarità. Un pagamento è stato registrato e quindi, secondo INFOSTUD, la sua situazione è regolare. Nessuna traccia invece del secondo pagamento.

Con metodi da vero e proprio truffatore online la Sapienza rischia di portarsi via un milione in più del dovuto. Non solo non fornisce conferma del fatto che si prende dei soldi (indicava chiaramente che la transazione non era avvenuta), fornisce indirizzi errati (come se si volesse rendere irreperibile) e addebita somme non dovute ai suoi studenti.

L'unica luce di questa storia è la suadente voce della signorina dell'American Express che rassicura il nostro Andrea. "Non si preoccupi, ci occupiamo noi della faccenda, bloccheremo il pagamento".

A noi invece la preoccupazione resta.


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