Legge sull'editoria: preoccupati gli esperti, reazioni diverse dagli operatori
Skip Intro, a 48 ore dalla pubblicazione dell'allarme sulla nuova legge sull'editoria, raccoglie opinioni e commenti di esperti del settore e di operatori che potrebbero essere vittime del provvedimento.
Andrea Monti, presidente di Alcei, associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva, esprime preoccupazione: "Si tratta di un problema di interpretazione (della definizione di periodico), la legge è stata approvata non ci resta che vedere come verrà applicata dai magistrati".
Monti aggiunge che "non è possibile sapere se tutte le autorità (giudiziarie) agiranno allo stesso modo. L'unica cosa che possiamo fare è attendere che caschi la prima testa."
Manlio Cammarata, direttore di Interlex, condivide la preoccupazione, ma aggiunge un consiglio che potrebbe rivelarsi utile nel caso di una azione penale: "quello che le webzine possono fare per dimostrare la propria buona fede è di indicare sul proprio sito i dati richiesti dall'articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, cosa che, comunque, devono fare tutti i siti che divulgano informazioni al pubblico, anche se non sono periodici".
Quindi sarà il caso di pubblicare su qualsiasi prodotto editoriale, anche non periodico, indicazioni riguardo il luogo e la data della pubblicazione, il nome e il domicilio dello stampatore, il nome del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile, o comunque del coordinatore del sito.
Salta agli occhi immediatamente un ulteriore problema di interpretazione: chi è lo stampatore nel caso di un sito web? Interlex in questo caso ci si offre come autorevole precedente: nella registrazione della testata presso il tribunale, come stampatore (o tipografia), è stato indicato il server (ovvero il computer) dove viene ospitato il sito.
Mentre gli esperti sono preoccupati, gli operatori reagiscono in modi diversi al provvedimento. Alcuni portali sono già in regola con la nuova legge, Italia On Line ha infatti già registrato la testata "news 2000" e Omnitel la sua "Omnitel 2000". Tra quei portali che ancora non hanno adempiuto agli previsti il primo a risponderci è stato Dada, editore di SuperEva.
Marco Rizzelli di Dada afferma che per loro il problema non si pone. "Non credo che la nuova definizione di prodotto editoriale sia applicabile a SuperEva, comunque aspettiamo e vediamo cosa succede dopo l'entrata in vigore della legge".
Mentre restiamo in attesa delle reazione di Jumpy e di Buongiorno, che, a quanto pare, la testata ancora non la hanno registrata, raccogliamo la voce di KontroKultura.org, una webzine di "informazione alternativa ai media ufficiali" che alle regole della nuova legge proprio non vuole sottostare.
Paolox, webmaster di KontroKultura, ci scrive: "Abbiamo deciso che qualunque cosa accada dopo l'entrata in vigore dell'assurda legge, noi non faremo assolutamente nessuna iscrizione a qualsivoglia albo, nessuna registrazione, e nemmeno provvederemo a spostare il sito su server stranieri".
Nell'attesa che si arrivi alla scadenza del 5 aprile e che la legge 62 entri in vigore le reazioni degli operatori sono diverse. Il provvedimento ha creato scompiglio anche in quelli che avevano condotto sinora una mobilitazione contro una legge molto simile a questa, quella sulla stampa. Sul sito dedicato da Peacelink alla campagna contro la legge sulla stampa campeggia il titolo "Vittoria! (per ora)" quando di una sconfitta, e aggiungerei cocente, siamo vittime per colpa di quella sull'editoria.
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