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Legge sull'editoria: si cerca una soluzione

Dalla Rete notizie confortanti questo week end. Il panico di giovedì si è placato, i webmaster che avevano chiuso il proprio sito per il piacere di far notizia hanno riaperto. Chiti tenta di rassicurare il popolo della rete, con scarsi risultati. Occhi puntati sul garante per le comunicazioni.

Molti ancora si interrogano sugli adempimenti legali che la nuova legge impone, mentre la prima dichiarazione ufficiale, quella del sottosegretario Chiti, che voleva rassicurare chi produce siti amatoriali, non tranquillizza nessuno.

Intervistato da Repubblica Chiti afferma: "Se nel suo sito cita le fonti, non ci sono problemi. In questo caso lei fa opera di ritrasmissione di notizie che hanno già un riferimento di garanzia. Se invece periodicamente e in modo continuato ha un rapporto informativo io sostengo che è giusto registrarsi".

Secondo questa definizione quindi basta essere produttore di informazioni per rientrare nelle larghe e vage maglie della legge sull'editoria. La distinzione tra amatori e professionisti viene a cadere in base a quanto dice il sottosegretario.

Chiti aggiunge un suggerimento che potrebbe rivelarsi comunque valido: ""Chi si vuole iscrivere lo può fare nell'albo dei comunicatori. Altrimenti, può attendere che l'Autorità (garante per le comunicazioni ndr) emetta il regolamento, dovrebbe essere già stato fatto. E' questione di giorni".

Infatti chi si iscrive al registro del garante delle comunicazioni non deve registrare la propria testata. Sembrerebbe ottimo, ma all'autorità ancora non sono pronti col regolamento e l'attuale regolamentazione impedisce la registrazione delle testate online.

Sembra impossibile far altro che attendere notizie dal governo o dal garante per le comunicazioni o aderire ad una delle iniziative contro la legge. Per la cronaca l'appello di Punto Informatico conta già più di 15.500 persone e quasi 1.400 siti.

Nel caos qualcuno si fa avanti in modo diverso però. Sono i direttori di "Vita Non Profit" che si offrono, con tanto di numero di tessera di iscrizione all'albo dei giornalisti, di fare da direttori di tutti i giornali online che lo chiedessero. Il vincolo? Essere "non profit". Lodevole iniziativa, spero però che nessuno debba approfittarne.


Tutto sulla legge sull'editoria nel reportage di Skip Intro.


Su Internet:
Repubblica.it - Intervista a Chiti
Iniziativa dei direttori di "Vita Non Profit"
L'Unità - La legge sull’editoria è contro Internet? O no?


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