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La nuova legge danese sul copyright cambia tutto. Forse no.

Una nuova legge, allo studio del governo danese, vuole consentire a chi acquista musica o la scarica da Internet una maggiore libertà di azione. I margini del provvedimento sono incerti, la reazione delle lobby non si è fatta attendere, con toni aspri e proposte discutibili.

Il governo danese ha allo studio una nuova legge sul copyright. Gli annunci fatti sinora consentono di capire che la legge va in due direzioni: da un lato quello di consentire, come avviene in molte legislazioni, tra cui quella italiana, la copia di CD a scopi personali, dall'altro vuole legalizzare il download di file musicali da Internet.

Ovviamente c'è un "ma". Offrire i propri file su Internet per scambiarli con altri utenti, "a la Napster", non sarà consentito da questa legge. Restano quindi da capire i margini del provvedimento. Sembrerebbe infatti che venga reso legale il solo download da Internet di file musicali.

Cosa vuol dire? Potrebbe voler dire che si posso usare sistemi come Napster, ma senza condividere i propri file, ovvero scaricando soltanto file trovati sul sistemone.

Occorre poi puntualizzare che le attuali leggi danesi sul copyright sono tanto restrittive da non consentire neanche la copia di un CD per l'ascolto personale. La nuova legge mira a rendere più morbido il rapporto dei danesi con i loro beniamini, non ad andare contro le "regole del mercato" o le leggi europee sul copyright come è stato subito detto dalle lobby dell'industria musicale.

Di questa vicenda, temo, non resterà molto tra qualche giorno. Associazioni danesi (come Copy-Dan) e internazionali (come l'IFPI, l'organizzazione internazionale dell'industria discografica) si sono già scagliate contro il provvedimento. Una delle soluzioni che propongono ricorda l'attuale normativa italiana. Copy-Dan (la SIAE danese), che già oggi prende una percentuale sui nastri audio vergini venduti, vorrebbe avere delle royalities anche sui CD registrabili. Un rimborso da intascare sempre, qualunque sia l'uso che dei nastri e dei CD venga fatto.

Non si arriva alla paranoia della legge italiana che prevede persino il pagamento alla SIAE di una quota per tutte le apparecchiature che consentono di registrare, ma la direzione è quella.

Perché definire paranoide la legge italiana? Beh, perché sancisce un pagamento forfettario sull'apparecchiatura che usiamo per registrare (Videoregistratore, telecamere, piastre), un pagamento a consumo sul supporto che usiamo (Videocassette, CD) e dopo che tanto abbiamo pagato per poter registrare, impedisce di fare copie se non ad uso personale.

La legislazione sul copyright, dell'era dell'informazione, continua a mostrarsi anacronistica e, nella massima parte dei casi, assolutamente inapplicabile. Il passo del governo danese potrebbe comunque essere importante. L'attesa è ora per l'effettiva approvazione della legge. Fino ad allora queste sono solo chiacchiere.


Su Internet:
IDG.net - Denmark plans to legalize music downloading
Punto Informatico - Danimarca, legale il downloading di musica
IFPI
Copy-Fan

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