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31.07.01

Red Hat e 3G Lab svilupperano il primo 'Wireless Linux'

Red Hat e 3G Lab svilupperanno una versione di Linux dedicata ai nuovi telefoni mobili di terza generazione. Il "Wireless Linux" offrirà nuove possibilità ai produttori di telefoni e agli operatori mobili di personalizzare i servizi offerti ai clienti.
Yahoo.com - Red Hat And 3G Lab Team Up to Make 'Wireless Linux'

Alice e le meraviglie del copyright

E’ curiosa la sorte che spetta ad "Alice nel paese delle meraviglie" nell’edizione pubblicata da Adobe. Correva il rischio di restare intrappolata nei meandri di una licenza davvero curiosa. Il testo di Carrol, per quanto caduto il copyright, nella versione di Abobe non si può salvare in altro formato e non si può copiare se non in piccole parti.
Ne parla Zeus News.
Zeus News - Alice e le meraviglie del copyright

30.07.01

Globalizzazione e anti-globalizzazione, senza perdersi nelle definizioni

Sul numero estivo di "A – rivista anarchica" appare un lungo articolo che sintetizza la posizione dei grandi e dei contestatori sulla globalizzazione. Non si perde in sterili dibattiti sulla "definizione" di globalizzazione, ma affronta il tema da un punto di vista pratico. Non mancano cifre ed esempi che tutti dovrebbero avere sempre chiari in mente. La conclusione dell'articolo, anche essa di impronta fattuale, evidenza alcuni semplici comportamenti da seguire in una lotta alla globalizzazione da fare tutti i giorni, a casa, in ufficio, al supermercato.
A – rivista anarchica – Volantone antiglobalizzazione

Nell'invitarvi alla lettura del documento in versione integrale, ho piacere di riportarvi, dalle conclusioni del volantone un brano che dovrebbe far riflettere sull'essenza del meccanismo globale di cui siamo attori.


Ridurre, rallentare, riflettere
Una azione imprescindibile è ridurre i consumi ed in questo gli abitanti del mondo occidentale hanno una grande possibilità di essere attivi. Ridurre gli acquisti riduce la richiesta di merci e l'importanza del mercato, riduce lo spreco di energia; rallentare i tempi delle azioni e degli spostamenti, visto che più velocemente ci si muove e più si consuma: la trappola del tempo è strumento di mercato; riflettere sulle cose che si fanno, su ogni gesto, sul come e il perché si compie. Nell'acquisto operare una distinzione critica tra le merci, boicottare i prodotti non corretti (eticamente, socialmente, ambientalmente), indirizzare il mercato. Acquisire prodotti da soggetti conosciuti, piccoli produttori, e non dalle multinazionali.

Su Internet:
A – rivista anarchica – Volantone antiglobalizzazione

29.07.01

Micro-pagamenti: maggiore il costo del guadagno

Inside.com ha messo in piedi due meccanismi per far pagare il proprio contenuto ai clienti. Il primo si basa su una iscrizione mensile o annuale, il secondo su micro-pagamenti di 40 cent per la lettura di singoli articoli. Ma il costo di una micro-transazione è maggiore dei 40 cent guadagnati. Conclusione: costa meno dare i contenuti gratis.
Un'altra soluzione che andrà alle ortiche?
Forbes.com - Isn't It Cheaper To Give It Away?

Radio Fujiko: anche su Internet una radio locale, giovane e raffinata

Trasmette in etere e in Internet da Bologna Radio Fujiko, una radio per propria ammissione "giovane". Due gli stream audio di cui uno di qualità egregia per una selezione musicale di tutto riguardo: rap e hip hop abilmente mescolate a suoni elettronici dell'ultima ondata europea e con un contorno di sapore rockettaro.
Radio Fujiko

La televisione si sta ''webificando''

Kevin Werbach dalle colonne di CNET evidenzia come la televisione si stia "webificando". Mentre la fruizione degli spettatori americani è facilitata dai personal video recorder come TiVo e UltimateTV che consentono di vedere solo quello che ci interessa saltando promozioni e spot, la stessa interfaccia dei canali televisivi come CNN, con testi e cifre che scorrono ai margini delle "finestre" del video, si sta avvicinando sempre più a quella del web.
CNET News - The Webification of TV is happening

21 ottobre: una giornata per bloccare Echelon

Cipherwar.com ha indetto per il 21 ottobre il primo "Jam Echelon Day". L'obiettivo è quello di mandare in palla il sistemone che, spiando ogni tipo di comunicazione, ci controlla. Gli organizzatori sono coscienti che bloccare Echelon con un protesta è probabilmente impossibile, ma mirano ad ottenere una copertura mediatica dell'evento per stimolare una presa di coscienza sul problema.
In tal caso questo era il mio contributo...
Cipherwar.com – Jam Echelon Day

Sorpresa! I pop-under sono un boomerang

Uh! uh! Le finestre pubblicitarie pop-under sarebbero un boomerang. Quasi tutti le chiudono molto rapidamente, quasi nessuno ci clicca sopra, praticamente nessuno compra i prodotti pubblicizzati. Questo è quanto afferma Jupiter Media Metrix basandosi su proprie analisi. I pop-under però continuano a piacere i siti web: a quanto pare portano ancora soldi.
The Standard - Pop-Under Web Ads May Backfire, Says Jupiter

27.07.01

G8: il perche' di una settimana senza le ''solite news''

Il notiziario di Skip Intro ha cambiato forma per una settimana per mantenere viva l'attenzione sugli eventi di Genova. Dalla prossima settimana le consuete notizie torneranno, ma resteranno molti "segni" del controvertice del social forum. Primo fra tutti il forum permanente di documentazione e discussione sui fatti di Genova realizzato in collaborazione con Granba e Baolian.
Ai lettori che si aspettavano questa settimana le "solite news" una mia spiegazione...

Il consueto notiziario di Skip Intro è momentaneamente interrotto. Fino al prossimo week end non pubblicherò notizie simili a quelle a cui siete abituati. Per qualcuno di voi potrà sembrare una scocciatura, altri potranno contestare che si tratta di una forzatura, altri potranno accusarmi di non avere una "linea editoriale".

Spero comunque che tutti voi abbiate tempo e modo di distogliere l'attenzione dalla Rete in quanto tale, dalle news culturali o tecnologiche che vi aspettate, e possiate mettere a fuoco, con calma e coscienza, la storia del vertice e del controvertice di Genova.

E' importante! Non reagire in modo intelligente ad un fine settimana di sangue e di barbarie può farci crollare in uno stato di terrore, di coazione allo schieramento e, infine, di pura e sterile contrapposizione.

Mi permetto di dare da questa pagina un suggerimento su come reagire: documentandosi. Conoscere i dettagli di quello che è successo è ora l'arma più potente che ci troviamo in mano, da una parte e dall'altra.

Per chi difende le ragioni del social forum, per chi difende l'operato delle forze dell'ordine, per chi non ha una opinione, per quelli che si sono voltati dall'altra parte, per tutti è fondamentale conoscere. E conoscere non tanto tramite le interpolazioni giornalistiche, come quelle di questo articolo, ma attraverso le testimonianze dirette di coloro che hanno partecipato alle pacifiche manifestazioni contro la globalizzazione.

Se il consiglio è quello di documentarsi, gli strumenti sono molteplici. Scegliete un sito da quelli che seguono, leggete, guardate le immagini, scaricate i video, fatevi un'opinione basata sui fatti. Il materiale, spesso grezzo, personale, inconsueto, è li per voi. Fatene buon uso.



Skip Intro – Speciale G8
Granba – La strategia dell'attenzione - Forum permanente di documentazione e discussione sui fatti di Genova
Carta.org
Indymedia
Baolian
Radio GAP
Genoa Social Forum

25.07.01

G8: NO LOGO - Naomi Klein parla del libro, del movimento e di Genova

La tardiva pubblicazione italiana di NO LOGO di Naomi Klein non è una casualità agli occhi dell'autrice. Poco dopo la pubblicazione e il tour di presentazione del libro infatti si è svolto il G8 a Genova. Nonleggere.it propone in questi giorni tre video da una conferenza italiana di Noami.
Non Leggere - Presentazione di No Logo di Naomi Klein (1)
Non Leggere - Presentazione di No Logo di Naomi Klein (2)
Non Leggere - Presentazione di No Logo di Naomi Klein (3)

G8: ''Io ho visto.'', il racconto di Stefano Agnoletto

Circola in Rete un e-mail scritta dal Stefano Agnoletto, fratello di Vittorio, portavoce del Genoa Social Forum. E' una testimonianza diretta, lucida e appassionata su quanto e' successo lo scorso week end al controvertice di Genova.
Skip Intro vi invita a leggerla e a mandarla a tutte le persone che conoscete.

Cari amici.
Mi permetto di invarvi un mio breve resoconto su Genova Allora io ero a Genova. Io ho visto. Non date retta ai giornali ed ai telegiornali. E' stata una cosa pazzesca, un massacro. E' difficile raccontare cio' che e'avventuto tra venerdi' e sabato. Per farlo mi aiuto con quello che ho visto io e quello che hanno visto altri carissimi amici presenti a Genova. Vi prego di avere la pazienza di leggere e' veramente la cronaca di un incubo che difficilmente sentirete sui grandi mass media.

1.Io arrivo Giovedi' a Genova dopo la festosa manifestazione dei migranti, 50.000 persone. Ci sono i campi di raccolta, siamo tantissimi. Migliaia di persone assolutamente pacifiche, un clima meraviglioso (mi ricordava i miei campi scout) si discuteva si cantava si stava bene insieme.

Scout e militanti, volontari e professionisti e venerdi' mattina iniziamo le piazze tematiche in una citta' blindata: le varie associazioni si troveranno sparse nella citta' per fare un assedio festoso con danze, performance e slogan alla famosa linea rossa.

A questo punto sul lungo mare arriva il famoso blak blok, alcuni di loro vengono visti parlare con la polizia, altri direttamente escono dalle loro fila. Parlano soprattutto tedesco.

Iniziano a sfasciare tutto. Polizia e carabinieri stanno fermi. I Black block cercano di infilarsi nel corteo dei lavoratori aderenti ai COBAS e altri sindacati, di cui picchiano uno dei leader, vengono respinti a fatica.

Poi i black blok puntano sulla prima piazza tematica (centri sociali), piombano armati fino ai denti. La polizia li insegue, i manifestanti si trovano attaccati prima dai black e poi dalla polizia che a quel punto inzia le cariche violentissime. I Black se ne vanno e piombano sulla piazza dove c'era la rete di Lilliput (commercio equo, gruppi cattolici di base, Mani Tese..ecc.). La gente facendo resistenza pacifica cerca di allontanarli. La polizia insegue: carica la piazza.

La gente alza le mani grida pace! Volano lacrimogeni manganellate. Ci sono feriti. I Black se ne vanno e continuano a distruggere la città...

300-400 del Black Bloc vagano per Genova, chi li guida conosce perfetttamente la citta': il loro percorso di distruzione punta a raggiungere tutte le piazze tematiche dove ci sono le iniziative del movimento.. E' impressionante.

Si muovono militarmente, si infiltrano, i capi gridano ordini, gli altri agiscono. E a ruota arrivano polizia e carabinieri.

Intanto nella piazza tematica dove c'e' l'ARCI e l'Associazione Attac ecc.: tutto va bene, nel primo pomeriggio si decide di andarsene dal confine con la linea rossa fino ad allora assediata con canti, scenette, ecc. La gente sfolla verso Piazza Dante, la polizia improvvisamente lancia lacrimogeni alle spalle.

Fuggi fuggi generale. Gli ospedali si riempiono di feriti. Molti pero' non vanno a farsi medicare in ospedale: la polizia ferma tutti quelli che ci arrivano.

E' sera. La gente e' sconvolta, molti inziano a essere presi dalla rabbia. Dei black improvvisamente non si ha piu'notizia.

Alla cittadella dove c'e' il ritrovo del Genoa Social Forum saremo diecimila. E' arrivata la notizia della morte del ragazzo.

C'e' paura, i racconti di pestaggi violentissimi si moltiplicano. Ragazzi e suore che piangono. C'e' un sacco di gente ferita. Un anziano che piange con una benda in testa, è un pensionato metalmeccanico.

C'e' Don Gallo della Comunita' di San Benedetto. C'e' la mamma leader delle Madri di Plaza de Mayo in Argentina, quelle che da anni cercano notizie dei loro figli desaparecidos: dice che e' sconvolta per quello che ha visto con i suoi occhi, gli ricordano troppo l'Argentina della dittatura: non pensava fosse possibile in Italia.

Intervengono mio fratello, Luca Casarini delle tute bianche e Bertinotti (l'unico politico che ha avuto il coraggio di correre) calmano tutti: ragazzi non uscite in piccoli gruppi, non accettate la sfida della violenza. Si decide che la risposta sara' la grande manifestazione del giorno dopo, saremo in tantissimi, pacificamente contro tutte le provocazioni e le violenze di black block e forze dell'ordine.

Il senatore Malabarba racconta che e' stato in questura. Ha trovato strani personaggi vestiti da manifestanti, parlano tedesco ed altre lingue straniere. Confabulano con la polizia e poi escono dalla questura.

Scoppia improvvisamente un incendio in una banca vicino alla cittadella. Gli elicotteri ci sono sopra: per piu' di 40 minuti non arriva ne' pompieri ne' niente. Di notte uno dei campi dove siamo a dormire, il Carlini, viene circondato dalla polizia. Entrate a perquisire, fate quello che volete.

La gente piange: implorano di non essere ancora caricati. La polizia entra: nel campo non trova niente.

2. Sabato: la grande manifestazione, siamo veramente una moltitudine. Il corteo parte, ci sono mille colori. Gente di tutto il mondo. Tutte le associazioni, il volontariato, i contadini, i metalmeccanici, i curdi, ....ecc.

Canti, danze, mille bandiere. Piazzale Kennedy. Non ci sono scontri. Non c'e' niente. Sbucano i black Block. La polizia improvvisamente, senza alcun motivo, spacca in due l'enorme manifestazione. . Si scatena la guerra. Cariche dovunque, manganellate. Sono impazziti. La polizia carica i metalmeccanici della FIOM, i giovani di Rifondazione. Iniziano inseguimenti per tutta Genova. Chi rimane solo è inseguito, picchiato. Decine di persone testimoniano di inseguimenti e pestaggi solo perche' riconosciuti come manifestanti.

E' picchiato dalla polizia un giornalista del Sunday Times (sul numero di oggi racconta la sua avventura...). In un punto tranquillo della manifestazione, sul lungomare, improvvisamente da un tetto vengono sparati lacrimogeni che creano panico. Usano gas irritanti, producono dermatiti, non fanno respirare.

I Black Bloc? compaiono e scompaiono, nessuno li ferma. Attaccano un ragazzo di Rifondazione. Gli spaccano la bandiera e lo picchiano. Attaccano a pietrate i portavoce del Genoa Social Forum. Spaccano vetrine ed incendiano. Sono armati fino ai denti: ma come ci sono arrivati nella Genova blindatissima?

La testa della grande manifestazione è tranquilla, il Genoa Social Forum fa l'appello di defluire con calma, di non girare da soli per la citta'. Veniamo indirizzati verso Marassi dove ci sono i pulman di quelli arrivati la mattina. Siamo fermi li'.

Non si puo' andare avanti: a piazzale Kennedy e' guerra. Siamo in tanti fermi, seduti per terra. Improvvisamente partono i lacrimogeni. Fuggi fuggi generale. Si cerca di tornare verso la cittadella del Genoa Social Forum: passano camionette della polizia da dove urlano: vi ammazzeremo tutti! La seconda parte del corteo non arriverà mai alla piazza dove era prevista la conclusione. Tutte le persone vengono caricate indistintamente sul lungo mare. Chi riesce scappa nei vicoli verso la collina, dove si scatena una vera e propria caccia all'uomo.

Sabato notte, la manifestazione era ormai finita da alcune ore, la polizia irrompe nella Sede stampa del Genoa Social Forum. Picchiano tutti con una violenza impressionante. In particolare sono interessati alla documentazione (testimonianze, video, foto...ecc.) che raccontano quello avvenuto tra venerdi' e sabato: sono molti attenti a distruggere tutto. Vengono distrutti tutti i PC e tutto il materiale che trovano, viene arrestato l'avvocato che coordina il gruppo di avvocati presenti a Genova. Viene distrutto o portato via anche tutto il materiale che gli avvocati avevano raccolto per difendere le persone arrestate. Adesso non si sa piu' neanche quante sono e quali sono le accuse.

Durante la perquisizione, fatta senza alcun mandato, a parlamentari, avvocati, giornalisti e medici è impedito di entrare. Le famose armi comparse oggi in conferenza stampa ieri non si erano viste... rimangono i feriti e gli arrestati. Del black blok non si sa piu' niente.

Vi assicuro, due giorni da incubo: black block e forze dell'ordine hanno fatto un massacro e volevano farlo. Poliziotti e carabinieri erano stati montati in modo pazzesco, fin da venerdi' mattina urlavano e insultavano... Gli hanno veramente lavato il cervello. E poi oggi a sentire televisioni e leggere giornali: Dio mio sembra proprio un regime: dove hanno scritto la verita' che tutti noi che eravamo li' abbiamo visto? Divento poi matto a pensare che alcuni potranno ancora pensare: "voi contestatori, dite le solite cazzate...". Non fatevi imbrogliare, abbiate il coraggio di mettere in discussione i vostri convincimenti sulle meravigliose forze dell'ordine italiane e sugli apparati democratici del nostro Stato.

A Genova veramente e' avvenuto qualcosa di pazzesco. Hanno inaugurato il nuovo governo....

Un'altra piccola cosa: sul giovane ammazzato. La sapete la prima versione della questura prima che comparissero i video? ammazzato da un sasso lanciato da altri manifestanti... Se pensate che molta della documentazione raccolta da testimoni e' stata distrutta dopo l'irruzione alla sede del Genoa Social Forum di questa notte... ci rimangono le "sicure" versioni delle forze dell'ordine...

Meditate e per favore fate girare, stampate, parlate, c'e' bisogno di raccontare la verita'. A vostri amici, parenti, colleghi di lavoro.

Vi prego non voltatevi dall'altra parte.
Grazie.
Stefano

Granba dedica uno speciale al G8 di Genova

Davide Lombardi, anche con la modesta collaborazione di Skip Intro, pubblica un numero speciale di Granba dedicato al G8. Sul sito molti articoli e molti spazi per approfondire gli eventi di Genova, capire cosa è successo, discutere delle conseguenze e dell'attuale stato di tensione.
Il tempio del Grande Bastardo - Speciale G8

24.07.01

G8: black bloc, una nuova tattica di guerriglia organizzata. Ma da chi?

Dalle FAQ di InfoShop, una rivista anarchica, qualche informazioni in più sui Black Bloc. Innanzitutto non sono un gruppo. La definizione si applica ad una tattica, quella di muoversi in piccole unità, di aggredire e quindi fuggire rapidamente. Lo stile, l'atteggiamento e la violenza che hanno mostrato non sembra però di matrice anarchica come è stato detto e scritto da più parti.

Iniziamo dal nome: black come il colore storico degli anarchici. Bloc (senza k finale di block: isolato, caseggiato) come unione compatta, blocco.

La "guida" Black Bloc for dummies da InfoShop.org raccoglie le informazioni più dettagliate sui black bloc disponibili in Rete. Peccato che InfoShop esprima posizioni discutibili sul gruppo. Proverò comunque a riportarvi una mia traduzione di una parte delle FAQ presenti su InfoShop.

InfoShop definisce così un black bloc: "Un black bloc è un insieme di anarchici e di gruppi con affinità anarchiche che si organizzano insieme per un particolare azione di protesta. Le sfumature di un black bloc cambiano da azione ad azione, ma il fine principale è di essere compatti contro i momenti di repressione delle forze dell’ordine e di fornire una critica anarchica alle ragioni della protesta."

Il sito anarchico aggiunge che un black bloc non può essere considerato una organizzazione. E' un gruppo tattico che si aggrega solo per partecipare a manifestazioni e dimostrazioni, è un "gruppo temporaneo".

A voler leggere queste parole da un'ottica genovese ecco la prima occasione di possibili infiltrazioni di gruppi che con l'anarchia non hanno nulla a che fare dentro l'organizzazione. Ma andiamo avanti a scoprire come si esprime la sedicente vocazione anarchica di questo gruppo.

InfoShop aggiunge anche informazioni preziose per capire l'origine del blocco nero: "I black bloc hanno visto la luce in nord america durante la Guerra del Golfo (1991). Si sono ispirati al movimento degli Autonomen tedeschi degli anni ’80. Questo movimento è conosciuto per le proprie battaglie urbane con la polizia, ma anche per la sua proposta di un'alternativa radicale ai movimenti di protesta esistenti. Il nome “black bloc” è stato coniato dalla polizia tedesca.".
Ci si domanda se ci sia davvero bisogno di questa "alternativa radicale" a cui si accenna nel brano precedente.

Ma i segni di una qualche forzatura della realtà arrivano quando si inizia a parlare delle ragioni dell'uso della violenza: secondo InfoShop i blocchi neri attaccano la polizia perché impedisce loro l'accesso agli edifici e agli esercizi, ovvero all'espressione della ricchezza, che essi vogliono distruggere. Qualcuno percepisce una "ragione politica" dietro il vandalismo. Qual'è la "ragione politica" che motiva la devastazione di una città? Per trovare la vera motivazione degli atti vandalici scellerati di questi giorni non cercherei più di tanto nella cultura anarchica, ma altrove.

Ma sono davvero anarchici?

Ho visto gli eventi attraverso la Rete e gli altri media e non mi sembra possibile che lo spirito anarchico si possa esprimere in un gruppo paramilitare organizzato, tattico e violento. Ho come l'impressione che quel nero non sia quello della bandiera anarchica, che stimo e rispetto, ma quello dell'estrema destra.

Questa per ora resta una impressione, un dubbio. Le forze dell'ordine, troppo impegnate a cercare un legame tra Genoa Social Forum e black bloc, non sono in grado di dare, come dovrebbero, risposta alle legittime domande che molti si pongono in questi giorni. Chi sono veramente i black bloc? Cosa c'entrano i nazi segnalati dalla stampa a Genova con la protesta del Genoa Social Forum? Chi li ha invitati? Cosa ci fanno i poliziotti insieme a ragazzi incapucciati con le spranghe in mano? Chi c'è, in conclusione, dietro i black bloc?

Non ci sono prove per poter esprimere una condanna. Non ci sono prove di una collusione, che non avrebbe alcun senso politico o pratico, di blocchi neri con il Genoa Social Forum, non ci sono informazioni sull'origine e sulla destinazione dei blocchi che, ora che il G8 è finito, si sono disgregati. Disgregati in attesa di ricompattarsi in un "gruppo temporaneo" alla prossima occasione internazionale.

Mi rifiuto comunque di pensare che gli anarchici possano marciare con passo militare, perseguire la violenza per la violenza, danneggiare altri manifestanti.

Sicuramente c'è bisogno di una visione diversa specie dentro i grandi movimenti antagonisti come l'attuale aggregazione anti-globalizzazione, ma questa visione di certo non è quella nera e violenta dei black bloc.


Su Internet:
Genoa Social Forum
Black Bloc for dummies da InfoShop.org

23.07.01

Media Connection: a Roma una mostra sul rapporto tra arte, tecnologia e media

La net art arriva anche a Roma. Media Connection, una mostra sul rapporto tra la ricerca artistica e la diffusione delle nuove tecnologie e dei nuovi media, apre al Palazzo delle Esposizioni.
Skip Intro la visiterà nei prossimi giorni.
MyTech - Tappa romana per la web art: è aperta Media Connection
Palazzo delle Esposizioni – Media Connection

Skip Intro, keep it simple

Il barocco sul web non funziona. Allora addio ai quadrettini, confondono gli occhi e le idee. E basta con i banner in testa alle pagine, non solo sono inefficaci, ma occupano anche spazio. Da oggi li trovate in fondo alla pagina.
La parola chiave è: semplicità.

22.07.01

G8: i media indipendenti battono giornali e tv. Ma se ne accorge nessuno?

Il controvertice del Genoa Social Forum ha dato all'informazione indipendente la prima occasione di mostrare la propria forza. Aggiornamenti frequenti, puntuali, approfondimenti e dibattiti hanno viaggiato in una rete libera, aperta e intelligente. I telegiornali e i giornalisti tradizionali, legati ancora a vecchie tecnologie, erano alla rincorsa dei media "indie". Ma ora bisogna farlo sapere!

Oggi abbiamo possibilità di scegliere. La diretta, il tempo reale, una volta appannaggio esclusivo delle televisioni più ricche ora è nelle mani di tutti. L'accesso alle tecnologie ha reso possibile la creazione di nuovi media. E la possibilità di scegliere, finalmente, ci è utile.

La scelta è quella della fonte delle nostre informazioni, che non è più solo un telegiornale o uno speciale, ma può essere un sito Internet, una web-radio, un weblog. Il momento in cui scegliere è stato il G8.

La copertura mediatica del G8, o meglio, del controvertice del Genoa Social Forum è stato il primo momento in cui in Italia abbiamo visto il rovesciamento degli equilibri di potere tra media tradizionali e media indipendenti.

Le foto, i video, le notizie hanno viaggiato più rapidamente in Rete. Ma non nella rete che collega ANSA a Repubblica o Reuters a CNN, ma in quella che collega le pagine personali, i weblog, le e-zine indipendenti.

Su queste ultime gli aggiornamenti sono stati più puntuali, le notizie più interessanti, gli approfondimenti più densi di fatti. E' stata una informazione grezza, a tratti poteva essere imprecisa, ma dava un quadro della situazione più chiaro di quella che i telegiornali con le loro camere fisse, i loro pulmini satellitari, i loro giornalisti, sono riusciti a fornire.

L'informazione convergeva al Media Center del Genoa Social Forum dai telefonini, da Internet, dalle agenzie e veniva resa pubblica minuto per minuto. Un incalzare di brevissime che rendevano l'ansietà e la preoccupazione per gli eventi ancora meglio delle foto, altrettanto choccanti, che venivano distribuite.

IndyMedia, il grande network mondiale dell'informazione indipendente, ha pubblicato costantemente aggiornamenti e notizie in doppia lingua, italiano e inglese. Una necessità forse, ma anche un grande impegno e, per una volta, una vocazione positivamente globale dell'informazione italiana. Il suo weblog è pieno di notizie, commenti, contribuiti. Le notizie di ieri, poi, non sono scomparse, e non scompariranno domani. Tutto è archiviato e sarà disponibile a tutti finché il sito sarà online. Prova a chiedere lo stesso a kataweb...

Carta, giornale cartaceo oltre che e-zine indipendente, si è affiancata a IndyMedia nella copertura, minuto per minuto, di tutte le fasi del controvertice, anticipando sempre l'informazione delle "dirette" televisive.

Radio GAP ha trasmesso via etere e via Internet tutte le fasi delle manifestazioni e degli scontri. Ha archiviato e reso disponibili interviste, commenti e notizie. Sul sito è possibile persino ascoltare la diretta dell'assalto del Media Center del GSF.

Il vertice è agli sgoccioli. Il controvertice è terminato. Il bilancio è pesante e andrà discusso, ma questa non è la sede adatta a tirare le somme dell'impatto politico e sociale delle manifestazioni di questi giorni.

Anche se è presto bisogna comunque tentare di fare un passo indietro e vedere nell'insieme gli eventi. Si scopre che purtroppo questa inversione, questo sconvolgimento, questo sorpasso dei media "indie" ai danni di Tv e giornali tradizionali è avvenuto solo per chi ha vissuto il vertice dalla Rete. E' stato proiettato dalla luce azzurrina dei monitor, mentre la nazione seguiva gli stessi eventi attraverso un giornalismo filtrato non dalla faziosità dei giornalisti che, per quanto è stato possibile e fatte le dovute eccezioni hanno fatto un ottimo lavoro, ma dall'impossibilità delle redazioni di essere ovunque, di raccogliere mille voci, di creare un network, di usare il web.

I media tradizionali hanno ancora più mezzi, ma, a quanto pare, la tecnologia che usano è inefficace, obsoleta. E l'informazione, quella che si è liberata in questo week end di sangue, è passata attraverso le migliori tecnologie, quelle dei media indipendenti. Non resta che farlo sapere al mondo.


Su Internet:
Carta
IndyMedia
Genoa Social Forum
Radio GAP

20.07.01

Scontri gravissimi al G8. I carabinieri uccidono un ragazzo. Centinaia i feriti.

"Ragazzi manifestanti uccisi dalla polizia gravissime provocazioni da parte della polizia abusi legali ovunque. La polizia ha sparato. Il GSF chiede l'immediata chiusura del G8" Questa la dichiarazione del Genoa Social Forum a seguito degli scontri di oggi.
Skip Intro si occupa di tecnologia, di cultura e soprattutto di Internet. Oggi si occupa della morte di un ragazzo, con le immagini della sua uccisione, immagini che vengono tristemente dal web.
Skip Intro si unisce al Genoa Social Forum, alla sua protesta non violenta contro i soprusi dei "grandi", perpetrati per mano dei "piccoli" Carabinieri. Non aggiungo altro, le foto della morte del ragazzo parlano da sole.

Informati su:
Notizie in tempo reale da Carta.org
Notizie in tempo reale da Indymedia
Genoa Social Forum

Ecco le immagini del ragazzo ucciso e di un carabiniere che gli punta contro una pistola. La parola è ai magistrati. Fate due più due...





Altre foto su CNN Italia.

18.07.01

La meta' delle applicazioni WAP non funziona su nessun telefono

Un nuovo studio riguardante un grande numero di applicazioni e siti WAP ne ha testato il funzionamento. Lo studio evidenzia il fatto che solo l'11% delle applicazioni WAP funziona su piu' di un telefono. Un dato ancora piu' preoccupante e' che quasi la meta' delle applicazioni verificate non funziona su nessun tipo di telefono.
Ammetto di odiare il WAP, ma questo e' troppo!
Newsbytes - Only 11 Percent Of WAP Sites Fully Usable, Says Report

MSN: una panchina Internet per una rete ubiqua

MSN Uk, il portale del gigante di Redmond, metterà in un parco di Bury St Edmunds una panchina dotata di collegamento ad Internet. Gli "utenti" della panchina potranno collegarsi gratuitamente alla Rete con il loro portatile.
MSNBC - U.K. park bench to get Net access

Webby Awards: questa notte vegono assegnati gli oscar del web

Questa notte saranno assegnati i Webby Awards, il piu' ambito premio del web. Tra le nomination molti siti interessanti e poco noti in Italia. A domani per il commento dei risultati.
Webby Awards

16.07.01

Segnalazione: Cluetrain manifesto. La fine del business as usual

Gente della terra... una nuova e potente conversazione globale e' appena iniziata. Questo l'incipit del Cluetrain manifesto, finalmente edito in Italia da Fazi. 95 irriverenti e pungenti tesi contro un modo di "fare azienda", quello comune, privo di senso nel mondo dell'economia e della cultura interconessa.

Era il marzo del 1999 quando in rete ha fatto capolino cluetrain, il treno delle tracce, degli indizi che le aziende dovrebbero seguire per riuscire ad entrare nella "conversazione" in atto nei loro mercati.

Cluetrain ha filiato all'inizio del 2000 un libro inititolato "cluetrain manifesto" basato proprio sulle 95 tesi presenti sul sito.

Con un certo ritardo rispetto agli stati uniti il libro arriva in Italia edito da Fazi Editore. La speranza e' che con la pubblicazione del libro in Italia arrivi anche un dibattito, che aveva gia' raggiunto le nostre coste tramite il bellissimo sito di Luisa Carrada "Il mestiere di scrivere", ma che non aveva scosso piu' di tanto le tranquille acque del "fare business" italiano.

Cluetrain ci invita a comunicare, a farci sentire, a stabilire un nuovo livello di comunicazione all'interno di una grande conversazione che mette sullo stesso piano aziende e clienti. Ci suggerisce di reagire, come consumatori, alla pubblicita' e di smettere, come impiegati o dirigenti di azienda, di parlare una lingua incomprensibile, che poco si presta alla reale comunicazione e che porta invece a raggirare se stessi e clienti.


"se quest’anno avete tempo anche per una sola idea, questa è la sola da non perdere

non siamo spettatori, né occhi, né utenti finali, né consumatori

siamo esseri umani e la nostra influenza va al di là della vostra capacità di presa

cercate di capirlo"


Su Internet:
cluetrain.com
Il mestiere di scrivere - Le 95 tesi
Fazi Editore - Cluetrain manifesto

15.07.01

Wireless Freenet: una rete di quartiere, gratuita e senza fili

Una rete di quartiere, gratuita e senza fili. Questo è quello che la tecnologia 802.11 e alcuni gruppi di net-maniaci stanno realizzando tramite le wireless LAN. La visione e' quella di un mondo interconnesso dove chi passeggia per le strade puo' usare le reti locali dei palazzi che lo circondano. Una minaccia sia per gli ISP, sia per gli operatori mobili, una grande opportunita' per tutti gli altri...
ISP Planet - Wireless Freenets

Afghanistan: i talebani vietano Internet

E' coerente con il disegno che preve la negazione dei piu' basilari diritti civili il divieto per tutta la popolazione afgana di usare Internet. Il ministro degli esteri talebano afferma che il provvedimento non e' contro Internet in sé, ma contro le oscenità, le volgarità e la "roba" anti-islamica di cui la Rete e' portatrice.
Yahoo - Reuters - Afghanistan's Taliban Bans Internet

Fallisce Webvan, un simbolo dei tempi

Non e' la solita startup che fallisce. Webvan e' un simbolo dei tempi. Chiunque abbia viaggiato nella silicon valley negli ultimi 5 anni ha avuto modo di ammirare i pulmini di questa societa' che doveva rivoluzionare il nostro rapporto con la distribuzione alimentare al dettaglio e che ora non c'e' piu'.
CNET news - Webvan files for bankruptcy protection

Nuova vita per i vecchi telefonini

La frenesia mobile ti porta a cambiare telefonino spesso? Ne hai già accumulati alcuni in qualche cassetto? Pensi di buttarli via? C'e' chi ha pensato di raccogliere i vecchi cellulari, ripararli e donarli alle popolazioni africane bisognose di strumenti per comunicare e crescere.
BBC - New life for old mobiles

10.07.01

A.I.: tra il gioco e il film e' meglio il gioco

Il gioco inventato da Microsoft e da Spielberg per promuovere il film Artificial Intelligence e' meglio del film stesso. Lo dicono gli stessi giocatori che, pur delusi dal film, continuano a indagare sulla misteriosa morte di Evan Chan.
The New York Times - Some Prefer Online 'A.I.' Tie-In to the Movie

09.07.01

Alla ricerca del prossimo Napster

Napster, prima a causa dei filtri, ora a causa degli upgrade del sistema, e' diventato inutilizzabile. Ma se OpenNap non ti connette, Bearshare e' difficile da usare e Aimster e' a rischio chiusura possiamo provare Morpheus...
Ne parla ZDNet.
ZDNet -Looking for the next Napster

05.07.01

DoCoMo: sulla rete 3G i primi servizi di informazione localizzata

Dopo tanto parlare delle potenzialita' dei servizi mobili di terza generazione basati sulla localizzazione DoCoMo ne offre il primo esempio pratico. Informazioni meteo, sul traffico e un alert sulla pioggia i servizi piu' interessanti.
Il sole 24 ore - Per i telefonini i-mode infomobilità gratuita

Legge sull'editoria: sequestrato il primo sito

Nei giorni scorsi e' stato sequestrato eretico.com, un sito allegramente blasfemo che non recava offesa a nessuno. Ma il giudice del tribunale di Latina che ha ordinato il sequestro non la pensa cosi' e nel testo dell'ordinanza si appiglia alla famosa legge 62/2001.
Da oggi siamo tutti a rischio.
Vita non profit - Legge editoria: primo sequestro

02.07.01

3 luglio: Ghost in the machine day

Domani, 3 Luglio, secondo il calendario luddista e' il giorno del Fantasma nella Macchina (Ghost in the machine day). Per i luddisti e' il giorno che celebra il poteziale di errore che e' innato in ogni macchina. L'errore e' personificato da Etaoin Shrdlu, l'eponimo dell'errore insito nella macchina e in qualche modo l'errore stesso...
The Luddite Reader - Ghost In The Machine Day (GIMday)

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