" /> >skip intro: Settembre 2001 Archives
|
|
|
|

« Agosto 2001 | Main | Ottobre 2001 »

30.09.01

Borderhack: net-art contro la globalizzazione

E' online la produzione artistica che ha accompagnato l'ultimo Borderhack svoltosi al confine tra Messico e Stati Uniti. Molte le opere interessanti nascoste in un sito forse un po' criptico.
Borderhack!

Motorola e Nokia rinunciano a Palm OS

Dopo il lancio di PocketPC 2002 da parte di Microsoft e l'annuncio di nuovi e piu' potenti palmari "powered by Redmond" ecco un nuovo colpo a Palm. Nokia e Motorola annunciano di non voler piu' produrre telefoni basati sul sistema operativo di casa 3com. Nokia supporterà Symbian Epoc, Motorola non si sa.
Europe Media - Nokia and Motorola drop their Palm smartphones plans

Mobile IP: un nuovo standard contro la 3G

La questione è un po' tecnica. Ci sono una serie di protocolli definiti di quarta generazione che starebbero mettendo in pericolo la terza generazione di telefonini. A supporto di un network misto viene una nuova tecnologia, quella del Mobile Internet Protocol o Mobile IP, che dovrebbe consentire di spostarsi dalla copertura di reti wireless di diverso tipo senza perdere la connessione.
Ars Technica - New Mobile IP standard to squeeze 3G

Grazie Y!

Dopo la dotta citazione di Virgilio ecco che si sveglia Yahoo! segnalando Skip Intro come una novità (ha già 7 mesi di vita!!!). Come cortesia vuole porgiamo i nostri omaggi alla redazione dell'esclamativo portale. Grazie Y!

DayPop: alla ricerca dei trend della rete

Dopo il tanto parlare di deep web, ovvero dei database pubblicati su Internet ma inaccessibil ai motori di ricerca, emerge una nuova tendenza, quella di creare dei motori di ricerca in grado di catturare l'attualità.

Sulla scia di moreover, un aggregatore di news, nasceva qualche tempo fa DayPop, un motore di ricerca dei siti di news e dei blog. La nascita di blogdex che navigando tra i blog crea una classifica delle notizie e dei siti più linkati ha stimolato daypop a fare lo stesso all'interno delle sue pagine. Il risultato è daypop top 40. Due modi diversi di vedere cosa c'è di interessante in rete.

28.09.01

Salon e MSNBC: prima la pubblicita', poi il contenuto

Sono sgradevoli e onnipresenti. Su Salon e su MSNBC ti impediscono, almeno per pochi secondi, di accedere alla pagina che volevi vedere. Sono dei banneroni e, secondo gli editori, sono colpa della crisi della pubblicità online.
Se questa è la cura...
CNET News - Web publications place ads first

Studiando il crollo delle torri gemelle

Non tutti sono interessati alle conseguenze politiche degli attentati terroristici dell'11 settembre. All'MIT si studiano le cause del cedimento delle Twin Towers attraverso l'analisi del loro crollo.
Technology Review - Fathoming the Towers' Structural Failure

Congelare il web all'11 settembre

Un gruppo di ricercatori, poco dopo l'attacco alle torri gemelle, ha iniziato a salvare il contenuto dei siti web che seguivano l'evento. L'obiettivo è quello di creare un archivio che riproduca quello che è successo in quelle ore evidenziando i contributi forniti dai singoli, oltre che dai media.
Washington Post - Web-Page Collection Preserves The Online Response to Horror

Osama bin Laden contro Pamela Anderson

Gli eventi dell'11 settembre continuano ad influenzare le abitudini dei navigatori Internet. Osama bin Laden scalza persino "sex" e "mp3" nella classifica delle parole più cercate mentre al top arriva Nostradamus con la sua solita profezia. Falsa.

Lo abbiamo già letto, detto e scritto più volte: nel giorno del crollo delle Twin Towers e in quelli immediatamente successivi le connessioni ad Internet sono aumentate vertiginosamente, tanto da mandare in tilt molti tra i più frequentati siti di news. A tre settimane dall’attentato, in un clima da guerra imminente, i pensieri di tutti vanno ancora, insistentemente, a quell’undici di settembre e a tutto ciò che necessariamente vi si lega.

E non solo i pensieri. Anche i mouse e le tastiere di tanti continuano a rincorrere le immagini delle torri in fumo, a cercare risposte ai timori di un conflitto, ad indagare su fatti e persone, tanto che, nella lista delle parole chiave più digitate nei principali motori di ricerca americani, “world trade center” e “terrorist attack” ultimamente hanno preso il posto di “sex” e di “mp3”, da sempre in testa alle classifiche. E Osama bin Laden ha superato Pamela Anderson.

Ad essere in cima alle top ten delle parole più scritte, però, non è né “twin towers” né “World War III”. No, la prima posizione, da tre settimane, la occupa stabilmente un altro che, in quanto a fascino, da Pamela Anderson avrebbe qualche cosa da imparare: Nostradamus.

E’ lui - medico, astrologo, matematico e presunto profeta nato in Francia nel 1503 - il più cercato dagli americani, che in queste settimane ha battuto anche la cliccatissima Britney Spears.

Non c’è da stupirsi: da quasi cinque secoli periodicamente – quasi sempre quando si verifica qualche evento particolarmente catastrofico – il tranquillo vecchietto e le sue visionarie quartine vengono tirati in ballo da chi vuole leggerci l’annuncio di quello che è appena avvenuto o sta per accadere. E’ successo, tanto per dirne qualcuna, con il grande incendio di Londra del 1666, con la Rivoluzione francese, con la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e con la Guerra del Golfo: perché questa volta dovremmo fare eccezione? Senza contare che le quartine in questione sono talmente confuse da prestarsi facilmente a qualunque tipo di interpretazione.

Comunque, che ci si creda o no, resta il fatto che versi e prose di Michel de Nostredame – Nostradamus per i più – imperversano per la rete; spesso, come sempre avviene in questi casi, travisati e manipolati da chi si diverte a creare allarmismi. Già W. Churchill, durante la Seconda Guerra Mondiale, aveva intuito il sottile potere persuasivo delle parole del Nostro e ne faceva diffondere versioni ed interpretazioni in cui si alludeva alla prossima caduta di Hitler. Ai nostri giorni non Churchill, ma qualcuno che, come lui, sa quanto la gente si possa facilmente suggestionare, sta diffondendo da giorni via posta elettronica centurie e quartine più o meno false.

Una di queste interminabili catene, di solito buone solo ad intasare la mailbox, è arrivata anche a me: faceva riferimento a dei presunti versi in cui Nostradamus, con la solita astuzia volpina, avrebbe nascosto - nell’espressione “del danno mela basì”, chiaro riferimento ai fatti di New York - l’anagramma di Osama bin Laden. Sorprendente, se non si tiene conto del fatto che il vecchio Michel scriveva in francese – arcaico, misto al latino e a parole di sua invenzione, ma pur sempre francese – e dunque nelle sue centurie non usò mai quell’espressione. Insomma, profezie a parte, ecco un esempio di come la rete possa fare da enorme cassa di risonanza per leggende metropolitane oramai capaci di diffondersi a livello mondiale.

Un’altra che gira in questi giorni riguarda l’inquietante scoperta relativa al numero di volo - Q33NY - di uno dei due aerei schiantatosi sulle Twin Towers: digitandolo in Word, ingrandendo il carattere a 26 punti e convertendolo in Wingdings ci si trova davanti a qualcosa di veramente agghiacciante. C’è chi ha voluto vedere in questa storia un coinvolgimento di Microsoft nell’attentato alle Torri. Peccato che quel numero di volo non corrisponda a nessuno di quelli degli aerei precipitati martedì…


Su Internet:
snopes.com - False Prophecy
About.com - Terrorist Attacks: The Wingdings Prophecies

22.09.01

CyLandia: una wireless community per teen ager

CyLandia è un mondo virtuale costruito sui bisogni dei teen ager. Si entra in contatto dal web, ma poi per comunicare si usa un piccolo gadget che ti permette tra l'altro di scambiare messaggi via radio, giocare in rete e ascoltare MP3. Il tutto gratis, senza bisogno del cellulare. Il trucco c'è: il sistema fuziona come i walkie talkie.
Technology Review - Teens Peer Ahead

PRO LOGO: The Economist contro Naomi Klein

L'attacco alla "filosofia del branding" sferrato da Noami Klein in NO LOGO non poteva restare senza risposta. Ha iniziato The Economist con la copertina della settimana scorsa dove campeggiava il titolo "PRO LOGO - Why brands are good for you". La risposta di Naomi non si è fatta attendere.
Granba - BE BOP LOGO

La nuova guerra americana ha gia' un obiettivo: Internet

Dal giorno in cui è scoppiata, all’indomani dell’attacco alle Torri gemelle, l’ “America’s new war” ha subito indicato in Internet uno dei suoi principali bersagli. Aumentare i controlli, limitare le libertà, rendere le comunicazioni più difficili: è quello che promettono da giorni le autorità americane e non solo. In una parola colpire al cuore lo spirito della Rete per evitare che, in futuro, divenga nuovamente uno strumento nelle mani del terrorismo.

Sicuramente il potenziale di Internet è immenso e difficilmente controllabile, tuttavia, se in passato si fosse fatta maggiore attenzione, forse non sarebbe passata inosservata l’apertura di domini dai nomi oggi perfettamente chiari, come worldtradetowerattack.com o attackontwintowers.com.

Non è la prima volta che Internet, regno di tutti e di nessuno, viene messo sotto accusa. Il problema esiste – lo abbiamo visto, per dirne una, quando è esploso lo scandalo dei siti pedofili – e forse sarebbe il caso di imporsi delle regole, anche se lo spettro di una rete “imbavagliata” spaventa un po’ tutti e sa di tradimento.

Il dibattito è aperto. Quel che è certo è che Internet – come la quasi totalità delle innovazioni tecnologiche – genera una serie di atteggiamenti contraddittori. L’ultimo arriva dall’Afghanistan, dove i Talebani stanno procedendo da qualche mese ad una vera e propria messa la bando di Internet (“non di Internet in sé, ma di tutto ciò che vi è di anti-islamico e immorale”) – tra l’altro piuttosto facile in un paese dove la diffusione della tecnologia è scarsissima – ma dove, allo stesso tempo, la rete di terroristi che ha sferrato l’attacco alle Torri si è largamente servita della Rete per comunicare spostamenti, organizzare attentati, comprare biglietti aerei.

Insomma, Internet sì ma nelle mani “giuste”: leggevo giorni fa che a Kabul l’unico accesso alla Rete è nel computer dell’ufficio del Mullah Omar. In realtà non ho trovato conferme da nessuna parte alla notizia e sul momento mi ha fatto anche sorridere. Ma a pensarci bene…


Su Internet:
Skip Intro – I Talebani vietano Internet
CNS News - Internet Domain Names May Have Warned of Attacks
L'Espresso - Internet: più sicurezza, meno libertà

19.09.01

Nimda: e' un attacco senza precedenti

Nimda colpisce duramente Internet. Da ieri il virus che infetta via e-mail, via rete locale, via web e che si diffonde anche tramite i server web ha avuto una diffusione senza precedenti. Migliaia i sistemi colpiti, da server web dagli amministratori "distratti" a importanti reti aziendali. Gia' piu' di 800 i tentativi di attacco rilevati sul server di SkipIntro.
Fondamentale per tutti l'aggiornamento del proprio antivirus, particolare attenzione per chi avesse gia' scaricato Internet Explorer 6 (c'e' il rischio di essere infettati navigando).
Cnet - "Nimda" outbreak spreads worldwide
ZdNet - 'Nimda' spreads its venom

16.09.01

Attacco agli U.S.A. - A chi serve la CNN?

Nel pieno dell'emergenza, Internet sembrava crollata, ferma, inaccessibile. Ma in realtà tutto andava avanti, nelle e-mail, nei messaggi istantanei e nei siti di informazione indipendenti. L'11 settembre i weblog e i siti di informazione indipendenti (o semplicemente non commerciali) hanno avuto un momento d'oro. Complici le circostanze, ma anche le grandissime potenzialità, tutte da scoprire, di una informazione distribuita, trasversale, umana. Il contrario della CNN.

Abbiamo in mano uno strumento straordinario. E probabilmente stiamo imparando ad usarlo.

L'11 settembre ha rappresentato una svolta nell'atteggiamento dei media nei confronti degli eventi e delle persone nei confronti dei media. I grandi network americani hanno desistito dalla belligeranza, i siti di news si sono privati dei banner che li dovrebbero "tenere in vita" per ridurre il loro impatto comunicativo ai testi delle notizie che le persone volevano leggere e alle foto che le persone volevano vedere (e che i server erano in grado di gestire).

Ma non è dalla CNN o da Repubblica.it che si è visto il vero cambio di prospettiva nei confronti dell'informazione in Rete e nella circolazione trasversale delle informazioni. Sono stati, come al solito, i siti indipendenti e non quelli basati su dettagliati quanto inutili business plan a svolgere il ruolo di traino dell'informazione online.

Per chi, giustamente, non abbia seguito la rete tutta nei momenti immediatamente successivi agli attentati di Washington e New York occorre dire che moltissimi siti personali e weblog indipendenti dedicati alla tecnologia e alle scienze si sono istantaneamente convertiti in bollettini dedicati all'attacco terroristico delle torri gemelle e del Pentagono. In un istante hanno potuto mutare linea editoriale, contenuto, messaggio e obiettivo, si sono trasformati in qualcosa di diverso, perché le circostanze lo richiedevano.

Questo è stato possibile grazie ad alcuni elementi scatenanti, primo fra tutti la gravità degli eventi, ma anche ad alcuni fattori di supporto. I tristi eventi si sono svolti negli Stati Uniti, paese che vanta una invidiabile penetrazione di Internet, il maggior numero di navigatori del pianeta e la lingua più parlata in Rete. Ma astraendosi dallo scenario empatico martellato attraverso la continua ossessiva ripetizione delle immagini dell'impatto e del crollo delle twin towers possiamo andare ad investigare anche qualche aspetto tecnologico/editoriale della faccenda.

I siti web che per primi sono riusciti a riconvertirsi per amplificare le notizie, aggiungere nuove informazioni, pubblicare materiale amatoriale altrimenti inedito, sono stati i weblog. Sembrerà un ossessione autoreferenziale di tutti i bloggatori quella di fare continuo riferimento al proprio "formato editoriale" come la panacea dell'informazione, ma questa volta, al di là delle autocelebrazioni, sono stati proprio i weblog a dare il maggiore contributo proprio in quei convulsi momenti in cui buona parte dei siti di informazione tradizionali avevano smesso di fornire pagine, foto ed animazioni, soccombendo per le troppe richieste.

Sembra una cosa di poco conto, ma piccoli siti, gestiti da minuscole redazioni sono riusciti a pubblicare notizie sugli eventi ad una velocità comparabile a quella dei maggiori siti di news. E' stata inizialmente una informazione frammentaria, ma si è arricchita in modo straordinario dopo poche ore con servizi per compilare elenchi delle persone disperse, sistemi per donare soldi alla croce rossa, testimonianze personali, foto e video amatoriali. Non sono mancati gli errori, molte le omissioni, difficile la verifica delle informazioni. Ma è stato un successo.

Cosa se ne deduce? Che forse la concentrazione del traffico e dell'interesse dei navigatori Internet per pochi siti web non è sana. Non è sana non soltanto perché va contro il principio di informazione distribuita e di pluralità delle voci di Internet, ma anche perché questi grandi fornitori di informazione e intrattenimento non sono in grado di reggere al carico delle richeste di tutti i netziens, specie quando questo giungono contemporaneamente.

Internet non è un satellite, non distribuisce broadcast trasmessi centralmente e uguali per tutti. Ad ogni richiesta fatta viene fatto seguito con una risposta ad hoc. E questo, nel caso di una concentrazione di tanti richiedenti su un solo fornitore, porta alla stasi. Internet, in questi casi, semplicemente non funziona.

Aggregare, nelle politiche di marketing, è più facile che distribuire. E, a parte il problema degli scarsissimi profitti, quello che conta per i media online sono i clic, i numeri, la posizione in classifica. Questo apparentemente impedisce di pensare una rete dove l'informazione è più aperta, più vicina a chi ne fa uso.

Un modello diverso è comunque possibile. Va ricercato e studiato, ma va innanzitutto richiesto da chi dell'informazione è utente. Da chi naviga. Ma una richiesta c'è?


Su Internet:
Scripting News
Slashdot
TechDirt

Questo articolo si chiude con un interrogativo... se hai una risposta condividila con gli altri arraverso il link "Scrivi un commento all'articolo".

Qualcosa e' cambiato: Skip Intro ha un nuovo server

Skip Intro ha un nuovo server. A dire il vero il server non e' proprio nuovo ed e' di poco piu' potente del precedente (siamo passati da 166 a 200 Mhz), ma c'e' una svolta: mi sono liberato di Windows 2000 e ora tutte le informazioni che consulterete attraverso Skip Intro vi verranno inviate da un sistema Linux.

Non c'è molto altro da aggiungere, se non di scrivere (nei commenti) cosa ne pensate o segnalarmi (sempre nei commenti) se qualcosa non va. Il sito dovrebbe andare molto più veloce ora, me lo confermate?

Per i pochi che lo volessero sapere la nuova linux box è un AMD K6 200 con 64 MB di RAM, due dischi IBM da 10 GB. Monta una Slackware 8 con Kernel 1.2.19. Quanto al web usa Apache 1.3.20 e Php 4.0.6. Sto comunque seriamente pensando di dotarmi di hardware di questo millennio, prima o poi.

Con l'occasione ho tolto i link a Skip Radio. Le trasmissioni della radio sono interrotte fino a data da destinarsi per problemi "organizzativi".

Per il resto non mi resta che augurarvi buona lettura e andare a dormire... sono le 5 passate!

13.09.01

Attacco agli U.S.A. - Le Twin Towers erano a prova di aereo?

A quanto pare le Twin Towers erano a prova di aereo. Diversi tecnici infatti affermano che è stato l'incendio provocato dall'impatto (e dal carburante) degli aerei a far crollare i due edifici.
El Pais ha realizzato un animazione per descrivere la struttura delle torri e le modalità del crollo, oltre che una ricostruzione della rotta dei 4 voli dirottati.

Attacco agli U.S.A. - Il nemico dai mille volti

I servizi segreti statunitensi, con la consueta solerzia, hanno individuato in Osama bin Laden e nel suo gruppo Al Qaeda i presunti colpevoli delle stragi delle Twin Towers e del Pentagono. In attesa dell'esito delle indagini Salon pubblica un ottimo articolo sul terrorista saudita, analizzando le possibli strategie di attacco U.S.A. contro i fondamentalisti islamici. Al Qaeda è un gruppo disomogeneo e poco radicato sul territorio, il suo leader è un finanziatore più che una guida militare. E le spie americane non sono molto attive in medio oriente, specie se si tratta di infilitrarsi...
Tutti elementi che complicano lo scenario di una possibile rappresaglia NATO.
Salon.com - The enemy with a thousand faces

Attacco agli U.S.A. - La nuova skyline di New York

Bisognera' farci l'abitudine. Dalla skyline della grande mela sono scomparse le torri gemelle.

12.09.01

Attacco agli U.S.A. - Nell'emergenza meglio l'e-mail del telefono

Durante l'emergenza per avere informazioni sui propri cari molti americani, trovando le linee telefoniche intasate, si sono rivolti alle nuove tecnologie come l'e-mail e la messaggistica istantanea.
Lo riporta Wired News.
Wired News - Trapped and Chatting in NYC

Attacco agli U.S.A. - Telefonate gratis a Manhattan

L'operatore di telefonia americano Verizon, dopo il terribile attacco terroristico di ieri a New York, ha deciso di offrire telefonate gratis dalle sue 4.000 cabine telefoniche pubbliche presenti nell'area di Manhattan per tutta la durata dell'attuale emergenza.
Ne parla il New York Times.
The New York Times - Verizon to Open Manhattan Payphones to Free Calls

Attacco agli U.S.A. - In ginocchio le reti di telecomunicazioni

L'attacco terroristico di ieri ha piegato il sistema di telecomunicazioni statunitense, sopprimendo per ore tutte le comunicazioni nella rete, via filo e wireless, del nord est americano. La mole di telefonate è stata impressionante: At&t dichiara per esempio che la sua rete di chiamate a lunga distanza trasmetteva ogni cinque minuti circa 4 milioni di telefonate.
Ne parla il Wall Street Journal.
WSJ - Panicked Phone Traffic Jams Lines in Northeast

Attacco agli U.S.A. - L'FBI diffonde Carnivore

L'attacco terroristico alle torri gemelle e al pentagono ha spinto l'FBI a proporre a molti provider di servizi Internet e di e-mail l'installazione di Carnivore, il nuovo sistema di controllo delle reti informatiche messo a punto dal bureau americano. Lo riporta Wired News.
Wired News - Anti-Attack Feds Push Carnivore

11.09.01

Attacco agli U.S.A. - Aggiornamenti e puntatori web

Un attacco aereo devasta New York e Washington.
Le notizie sulla CNN
Cerca notizie tra i siti di informazione americani: Google - Current Events
Segui l'andamento delle borse e delle valute: wallstreetitalia.com
Leggi i commenti sullo speciale del Granba: attacco al cuore degli U.S.A.

10.09.01

Wikipedia: l'enciclopedia libera

Contro la Britannica poco si può. Ma a tentare la sfida c'è una comunità web di esperti disposti a condividere con il mondo il proprio sapere in un grande progetto di conoscenza condivisa. L'idea è quella di mettere in piedi una grande enciclopedia (libera e gratuita, distribuita attraverso la free documentation license) chiamata Wikipedia.
Ne parla l'MIT Technology Review.
MIT Tech Review - Free the Encyclopedias!
Wikipedia.com

Robocode: impara Java, giocando

Ancora una notizia sui giochi. Da Slashdot la segnalazione di un nuovo gioco di IBM. Si chiama Robocode, si basa sulla capacità di scrivere codice Java per controllare il comportamento del proprio robot.
Slashdot.org - Learning Java Through Violence

Majestic: il gioco che entra nella tua vita...

La notizia non è nuova, ma in Italia non ha avuto ancora molta circolazione. Si tratta del lancio di Majestic, un nuovo gioco di ruolo che tenta di confonderti, entrando nella tua vita attraverso l'e-mail, il fax e il telefono.
Su Internet è a vostra disposizione l'episodio pilota.
SiliconValley.com - EA unveils Majestic offering

09.09.01

DemoMobile: quanta carne al fuoco

Si volge in California in questi giorni DemoMobile, fiera delle nuove tecnologie della telefonia mobile. Wired parla di nuove tecnologie sofisticatissime che si appoggiano sull’intervento umano per la loro efficacia e di tecnologie che in attesa della terza generazione dovrebbero portare una Internet "ridotta" nel nostro telefonino.
Ma in questa orgia di nuovi servizi c'è chi esprime scetticismo. Carmen Nobel su ZdNet afferma che le nuove applicazioni "mobili" risolvono i problemi degli operatori, non degli utilizzatori finali.

Grazie V

Il portalone color quella cosa segnala in pompa magna Skip Intro nella sezione Informazione. La redazione, piacevolmente sorpresa, ringrazia!

Creative Commons License
This weblog is licensed under a Creative Commons License.