La nuova guerra americana ha gia' un obiettivo: Internet
Sicuramente il potenziale di Internet è immenso e difficilmente controllabile, tuttavia, se in passato si fosse fatta maggiore attenzione, forse non sarebbe passata inosservata l’apertura di domini dai nomi oggi perfettamente chiari, come worldtradetowerattack.com o attackontwintowers.com.
Non è la prima volta che Internet, regno di tutti e di nessuno, viene messo sotto accusa. Il problema esiste – lo abbiamo visto, per dirne una, quando è esploso lo scandalo dei siti pedofili – e forse sarebbe il caso di imporsi delle regole, anche se lo spettro di una rete “imbavagliata” spaventa un po’ tutti e sa di tradimento.
Il dibattito è aperto. Quel che è certo è che Internet – come la quasi totalità delle innovazioni tecnologiche – genera una serie di atteggiamenti contraddittori. L’ultimo arriva dall’Afghanistan, dove i Talebani stanno procedendo da qualche mese ad una vera e propria messa la bando di Internet (“non di Internet in sé, ma di tutto ciò che vi è di anti-islamico e immorale”) – tra l’altro piuttosto facile in un paese dove la diffusione della tecnologia è scarsissima – ma dove, allo stesso tempo, la rete di terroristi che ha sferrato l’attacco alle Torri si è largamente servita della Rete per comunicare spostamenti, organizzare attentati, comprare biglietti aerei.
Insomma, Internet sì ma nelle mani “giuste”: leggevo giorni fa che a Kabul l’unico accesso alla Rete è nel computer dell’ufficio del Mullah Omar. In realtà non ho trovato conferme da nessuna parte alla notizia e sul momento mi ha fatto anche sorridere. Ma a pensarci bene…
Su Internet:
Skip Intro – I Talebani vietano Internet
CNS News - Internet Domain Names May Have Warned of Attacks
L'Espresso - Internet: più sicurezza, meno libertà