Web: il business model del futuro e'...
... l'advertising.
Ebbene Vivendi Universal ha annunciato la novità per il suo network di siti Internet. Si tratta dell'uso di campagne pubblicitarie come fonte di guadagno. Ma non era il metodo con cui sono fallite tutte quelle altre "dot-com"?
Wired News - Vivendi Moves in for Killer App
Ebbene Vivendi Universal ha annunciato la novità per il suo network di siti Internet. Si tratta dell'uso di campagne pubblicitarie come fonte di guadagno. Ma non era il metodo con cui sono fallite tutte quelle altre "dot-com"?
Wired News - Vivendi Moves in for Killer App
Comments
Re: Web: il business model del futuro e'...
Ridicoli, questi di Wired! cito dall'articolo:
Unfortunately for Internet companies and consumers, few of those models panned out. Scores of companies went out of business, and consumers were left to fend for themselves to find entertainment.
Many turned to peer-to-peer services like Napster and Gnutella.
Così, ce ne siamo andati su Napster o Gnutella perchè i modelli di "entertainment" propostici dalle aziende non hanno funzionato?
Sbaglio, o stanno invertendo causa ed effetto?
secondo loro: eravamo così tristi per il fallimento delle offerte meravigliose (...) che ci proponevano che, disperati, siamo scappati su Napster.
secondo me: nessuno voleva le loro meravigliose proposte che quindi sono naturalmente fallite; e fallite anche perchè altri (tipo Shawn Fanning) hanno avuto idee migliori da proporci.
imho, anyway.
massimo
http://dotcoma.radiopossibility.com
Posted by: max73 | 26.11.01 13:56
Re: Web: il business model del futuro e'...
Il punto di vista di Wired è distorto dal loro approccio orientato più al (mal)funzionamento dei modelli di business rispetto all'effettivo interesse del pubblico nel contenuto proposti.
Sono d'accordo: la differenza tra napster e vitaminic non è nella tecnologia o nel modello di business. La vera differenza è che su napster si trovava contenuto interessante e su vitaminic no.
Ma le aziende devono semplificare. E anche chi scrive su di loro.
Per semplificare si teorizzano i business model e poi si perde completamente di vista il servizio, il contenuto, l'obiettivo.
Anche se con questo modo di operare hanno bruciato Internet, secondo me il fatto che le aziende non riescano ad operare contemporaneamente su fronti economici/editoriali/tecnologici è un vantaggio. Ci sono ancora opportunità per chi ne capisce!
Ciao,
Matteoc
Posted by: matcas | 27.11.01 13:50
Re: Web: il business model del futuro e'...
Ciao Matteo,
d'accordo con te su tutto tranne una cosa, ovvero il confronto fra Napster e Vitaminic.
imho, non è che Napster avesse un miglior modello di business; Napster non aveva un modello di business, il che sulla Rete sembra essere la cosa migliore! :)
Ora, io non sono di quelli che vogliono sempre tutto gratis. Pagherei (pagherò) i servizi: per alcuni dei servizi di Yahoo, ad esempio, se resi ancora migliori e senza pubblicità. Pagherò per Google, dovesse diventare a pagamento: fra pagare per usare il loro servizio, ed usare Altavista 'gratis' perchè paga chi altera i miei risultati per i propri scopi commerciali, io non ho dubbi: Google a pagamento tutta la vita!
Ma questi sono servizi. Voglio dire: io non sarei mai in grado di creare un motore di ricerca come Google (neanche uno scarso come Altavista ;-) o un sistema di IM come Yahoo!Messenger.
Sono invece in grado di mettere su Napster o AudioGalaxy tutta la mia collezione di CD. E sono più o meno in grado di creare i miei 'contenuti' sul web, come dot-coma in qualche modo dimostra.
E come sono in grado di farlo io, così sono in grado di farlo altri mille e ancor mille. E queste migliaia di persone come me si porteranno via parte dei navigatori e (magari) parte della pubblicità che gira sulla Rete.
Adios Kataweb e i suoi 500 "giornalisti" ...
Posted by: max73 | 28.11.01 10:39