TIM e lo strano caso dei millesimi di euro
Telecom Italia Mobile pubblica sul proprio sito le nuove tariffe per la navigazione Internet e WAP dai telefonini GPRS. Le guardo prima distrattamente, poi mi cade l'occhio su un prezzo davvero strano: 0,6 centesimi di Euro.
Una frazione di un centesimo? Un millesimo quindi. Per la precisione 6 millesimi di Euro (0.006 Euro). C'è qualcosa che non quadra. Ci sono delle regole per gli arrotondamenti: se la terza cifra decimale è uguale o superiore a 5 si arrotonda al centesimo superiore. Se è inferiore a 5 si arrotonda al centesimo inferiore. E' scritto ovunque, Mr. Euro, Friedman, Vespa, il Pippo nazionale, tutti lo ripetono ossessivamente.
Tim il suo bel prezzo avrebbe dovuto arrotondarlo a 1 centesimo secondo la normativa. Ad un prezzo ben più alto (19 lire contro 11 lire), ma almeno chiaro e semplice.
E il problema non finisce qui. Wind, fiera delle sue 4 o 5 lire al secondo, ha tutte le tariffe sotto la soglia del centesimo di euro, che corrisponde a 19 lire e spicci. Come si farà in questo caso. Ci saranno comunque i millesimi? Le nuove tariffe ancora non ci sono almeno sul loro sito.
Forse sono io che mi sbaglio. La mia banca (121) mi rassicura dicendomi che l'arrotondamento è richiesto per legge solo nel caso in cui il prezzo di origine sia espresso in Lire. Quindi una nuova tariffa, secondo questo ragionamento, non dovrebbe essere necessariamente arrotondata.
Il servizio clienti di TIM, interrogato sulla questione, fa sapere che non solo il prezzo è legittimamente espresso in millesimi, ma che le operazioni in bolletta, con l'avvento dell'euro, verranno fatte tenendo conto di 4 cifre decimali e che l'arrotondamento (a norma di legge) verrà fatto solo sul totale della bolletta.
Ma la confusione resta e la domanda si fa assillante. I millesimi di euro esistono?