" /> >skip intro: Marzo 2002 Archives
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31.03.02

Un anno di >skip intro: >skip intro manifesto

">skip intro è un agglomerato nodale in divenire"
Così si apre il cyber-criptico manifesto concettuale di >skip intro. Un atto dovuto, visto che il sito è online da un anno, ma a cui non dare troppa importanza, l'importante sono gli articoli, quelli pubblicati giorno per giorno.
Vi invito a leggere il manifesto e aggiungervi qualcosa, scrivendo un commento.


>skip intro manifesto



>skip intro è un agglomerato nodale in divenire

Agglomerare più punti nodali è l'attuale obiettivo di >skip intro, ma questo, col tempo, potrebbe cambiare

Chiunque può cambiare l'obiettivo di >skip intro

>skip intro ha intenti sfumati e li persegue quindi molto vagamente

Un agglomerato nodale è una raccolta di punti nodali

I punti nodali sono i gangli della mutazione della Rete, si creano spontaneamente negli interstizi dell'informazione

Un punto nodale è tale se raccoglie e irradia informazione in più direzioni e da più direzioni in modo abbastanza intenso

Ognuno può essere riconosciuto come punto nodale

I punti nodali possono essere riconosciuti solo dalle menti interconnesse

Se ancora ti stai chiedendo che cosa sia un punto nodale, cambia sito

>skip intro fugge il marketing-as-usual come morte della creatività

Il creatore di >skip intro vive lavorando per il marketing

>skip intro non ha paura delle contraddizioni e dei conflitti interiori

>skip intro di solito salta alle conclusioni, a voi il ragionamento

>skip intro si esprime con le parole, per ora, ma vorrebbe conoscere anche l'udito e la vista

Questo manifesto è autoreferenziale, ma non vuole esserlo

>skip intro evita di essere autoreferenziale, ma non può non esserlo quando dichiara che esiste e che è in divenire

A >skip intro non interessa né chi sei, né come la pensi, se non ti esprimi. A >skip intro interessa cosa scrivi e quindi chi sei e come la pensi

Se non scrivi, su >skip intro ti diverti la metà

Se non scrivi, agli occhi di >skip intro non sei interconnesso

Se leggi esisti, se scrivi sei interconnesso

Se sei interconnesso potresti diventare un punto nodale

>skip intro rischia ogni giorno di non essere più un punto nodale. E' per questo che muta continuamente

Navigare rilassa se si naviga sui punti nodali

Il primo nome di >skip intro è "nodal points"

Il secondo nome di >skip intro è "data islands"

>skip intro crede che la fantascienza cyberpunk sia un bollettino della realtà del futuro. Berlusconi ne è un esempio lampante.

Se l'esempio per te non è lampante leggi poco Bruce Sterling. C'è rimedio.

>skip intro crede nel valore della memoria

>skip intro teme che la Rete sia un luogo privo di memoria

>skip intro crede che Rete ed Internet vadano scritti con la "R" e la "I" maiuscole

>skip intro spesso contiene errori grammaticali e di battitura. Se ne scusa

>skip intro crede nella sintesi

Essere sintetici non vuol sempre dire essere poco chiari

Tra le sue sezioni >skip intro preferisce decisamente >skip culture

>skip intro ti dà il benvenuto

>skip intro ti invita a partecipare alla stesura del suo manifesto

Clicca su "Scrivi un commento..." e entra nel manifesto


Un anno di >skip intro: auguri, cifre e ringraziamenti

Oggi >skip intro compie un anno. Un anno dal giorno in cui sono ufficialmente iniziate le pubblicazioni di questo ibrido mezzo giornale, mezzo blog, dove trovi di tutto, dalla cultura al trash passando per un sacco di news, ma soprattutto dove in un anno più di 175.000 mila singole entità di Rete hanno visitato circa 270.000 pagine.

Da quando ho partorito >skip intro, nel novembre del 2000, ne è passata da acqua sotto i ponti. E non vi nascondo la mia gioia di essere arrivato al primo anniversario di questa strana avventura. Un anno di vita è la dimostrazione che, in fondo, questo progetto serve a qualcosa.

Le statistiche e i numeri piacciono, specie nelle ricorrenze, allora ecco un po' di numeri:

Articoli pubblicati 711
Commenti alle notizie 150
Media articoli al giorno 1,9
Utenti registrati (sito+newsletter) 80
Media commenti per utente 1,8
Singole sessioni (anno) 175.848
Pagine viste (anno) 278.554
Media pagine viste per sessione 1,5

Forse la cosa più interessante è sapere quali sono gli articoli che sono stati maggiormente apprezzati:

Il premio per l'articolo più visto va a Sfogati! Liberati! Ridi! Risvolti ironici dell'11 settembre, un tentativo di sdrammatizzare gli eventi dell'11 settembre.

Nelle prime 10 posizioni (dimenticavo, le classifiche sono qui) troviamo 4 pagine di servizio (su Avantgo, la Newsletter, il WAP e l'ormai defunta >skip radio), 4 notizie relative al terrorismo (torri gemelle, talebani,Osama contro Pamela e i già citati risvolti ironici) e soltanto due notizie puramente Internettiane: una riguardo alla legge sull'editoria e una sul libro di Tim Berners-Lee.

Le "cazzo di ondine" di Word, ovvero un mio sfogo isterico contro Redmond, si prendono la palma dell'articolo più commentato. Subito dopo c'è il "concorso" per trovare uno slogan a >skip intro. A proposito, lo slogan è "non conosce convenevoli"... qualsiasi cosa significhi.

Vorrei approfittare di questa ricorrenza anche per ringraziare, oltre a tutti quelli che hanno visitato il sito nell'ultimo anno: Giampaolo che è stato (più o meno inconsapevolmente) l'ispiratore del nome della "testata", Giulia Ziino per essersi messa in testa di scrivere per >skip... e per averlo successivamente anche fatto, Davide Lombardi di Granbaol, Valentina Tanni di Random e Alessandro Ludovico di Neural per aver deciso di contribuire attivamente alla crescita di questo sito.

Concludo con una meditazione sui weblog.

Qualche giorno fa ho rispolverato qualche vecchia cartella dove conservavo fogliacci più o meno inutili. Mi sono trovato tra le mani il giornaletto della scuola, a cui collaboravo. E mi sono accorto che i blogger sono tutti lì, nelle redazioni dei giornali della scuola. Quello di bloggare non è un bisogno recente, i blogger sono soltanto gente che ha trovato un nuovo modo di dare sfogo alla propria voglia di comunicare. Soltanto che ora il pubblico è molto più ampio e per questo bisogna fare molto, molto meglio.

30.03.02

MilleLire Online: l'ebook utile e intelligente

Si è parlato molto di e-book negli ultimi tempi. Finalmente una notizia su alcuni e-book utili e intelligenti, pubblicati per seguire un scelta editoriale coraggiosa sin dal principio. Parlo del progetto di convertire in formato elettronico tutti i libri della collana MilleLire di Stampa Alternativa.
Il progetto è aperto ai contributi di tutti, partecipate!
Millelire Online

La British Library vuole archiviare l'Internet ''britannica''

Dal giugno scorso la British Library ha dato vita ad un progetto pilota per archiviare 100 siti inglesi. Ora un nuovo progetto, chiamato Domain UK, mira a mantenere memoria di 10.000 siti web di interesse sociale e storico. In pratica si tratterà di un Internet Archive in piccolo, orientato agli argomenti di interesse britannico.
Data la mia ossessione per la mancanza di memoria della rete non posso che essere contento.
BBC News - The internet. Volume One

Spammando spammando ne ho piene le palle (ma è pur sempre liberta')

Non ne posso più.
Non ho nessuna intenzione di allungarmi il pisello di altri dieci centimetri. Non ho debiti e non ho bisogno di prestiti all’istante. Non devo dimagrire, almeno non così tanto. Non me ne frega un tubo di giocare all’ultimo casinò online. Di “vedi la fica gratis” non ne posso più, onestamente se ne trova ovunque, a pagamento o meno (almeno per vederla...). Di problemi di erezione non ne ho così tanti da dover continuamente ordinare Viagra dal Canada. Non devo aprire un negozio virtuale non mi interessa quindi metter su un sistema di pagamento online.

Di tutto questo spam, insomma, ne ho piene le palle, e come me immagino molte altre persone. Il mio acconto storico, dove ricevo spamming, è attivo dal 1986 ed è quindi inevitabile che sia finito in mailing list di mezzo mondo. Potrei cancellarlo ed aprirne un altro, ma per ovvi motivi sentimentali ci sono legato, e soprattutto non è questo il punto.

Come fermare lo spam? C’è che usa i mail web con filtri ed i programmi filtro: funzionano decentemente ma non impediscono al server di ricevere spam e se è vero che lo spam causa il 20% di spreco della banda, la soluzione non è certo filtrarlo a valle, ma a monte. Legislazioni ce ne sono e comunque non risolverebbero il problema. Si è detto che andrebbe adottato l'"opt-in", il consenso esplicito a rivere email pubblicitarie. I sostenitori di questa teoria sostengono che così si potrebbe punire chi ti invia email pubblicitarie senza il tuo consenso. Al contrario altri ribattono che la cosa non risolverebbe molto, perché chi fa spamming certo non si ferma ad un divieto del genere, ed inoltre è impossibile salvaguardarsi da chi fa spamming da siti “fuori legge”, quelli russi, tanto per dirne uno. Val la pena citare alcuni interventi che ho preso dal sito Radicali.it e vi chiedo: che fare?


CAPPATO: "LA CYBER-PRIVACY È IN PERICOLO" ( Le Soir)
(Le Soir ,Venerdì 7 dicembre 2001, pagina 15)
intervista di Alain Jennotte a Marco Cappato
Il Parlamento vorrebbe lasciare agli Stati Membri la scelta tra l'"opt-out", il consenso implicito dell'internauta alla ricezione di messaggi commerciali, e l'"opt-in", il consenso esplicito. Il Consiglio reclama l' "opt-in" precedente ad un tale invio. La sua proposta non è quella più timida?
Alcuni paesi hanno già adottato l'"opt-in". E la loro esperienza dimostra che ciò non ha alcuna influenza sul volume dello spamming, l'invio massiccio e indiscriminato di comunicazioni non sollecitate, che peraltro è già vietato dal diritto comunitario. Gli specialisti di questa aggressione pubblicitaria non rispettano affatto alcuna regola. Perché, a causa loro, non si può accettare che la minoranza che rispetta le regole del gioco possa utilizzare il consenso implicito per inviare i suoi messaggi, che possono essere filtrati dagli utenti?
In materia di spamming, lei fa una distinzione tra i messaggi commerciali e gli altri?
In qualità di difensore del "laisser-faire", considero la pubblicità come una forma di espressione tra le altre. Se si vietano i messaggi commerciali si rischia, implicitamente, di proibire l'invio di messaggi politici o provenienti da organizzazioni umanitarie come se fossero ugualmente dei messaggi commerciali.







Il secondo punto riguarda le E-mail commerciali non sollecitate. La Commissione europea propone l'armonizzazione con il sistema di "opt-in", cioè il divieto di invio di quel tipo di messaggi a chi non abbia preventivamente espresso il proprio consenso a riceverli. La Commissione per le libertà e i diritti dei cittadini ha invece accolto (con il voto favorevole dei deputati popolari, socialisti britannici, parte dei liberali e noi radicali, e il voto contrario di socialisti, comunisti e verdi) la mia proposta di lasciare agli Stati membri la scelta tra l'"opt-in" e l'alternativa cosiddetta di "opt-out", che prevede la possibilità di inviare E-mail commerciali a meno che la persona non esprima la propria volontà di non riceverne. La ragioni di questa scelta stanno nella necessità di tutelare, contemporaneamente alla privacy, la piena libertà di espressione e di corrette pratiche commerciali. Il fenomeno dello "spamming", cioè dell'invasione delle caselle di posta elettronica con invii massicci e ripetuti, viene solitamente realizzato da mittenti nascosti e non identificabili. Tale pratica, realizzata senza alcun rispetto né dell'opt-in né dell'opt-out, è già illegale in base alle Direttive europee su Direct marketing e vendite a distanza. L'estensione dell'opt-in a livello europeo sarebbe dunque ininfluente rispetto a questo tipo di messaggi, mentre andrebbe a colpire quegli operatori identificabili che inviano messaggi commerciali corretti, con sistemi funzionanti di opt-out. La discriminazione stessa tra messaggi commerciali e non (discriminazione che non condivido, ritenendo, da radicale e liberista, la pubblicità una forma di libera espressione), si rivela di difficile attuazione pratica. Come ci dovremmo comportare infatti rispetto a messaggi di contenuto informativo o giornalistico collegati a servizi commerciali? Dovremmo considerare come "commerciale" un messaggio politico inviato attraverso sistemi gratuiti di mailing-list che spesso contengono forme di pubblicità del servizio stesso (piccoli spot, banner)? O ancora, è commerciale un messaggio di raccolta fondi per un'organizzazione umanitaria? La discrezionalità nell'interpretazione spalancherebbe la porta a "pubblicità camuffate" e abusi di ogni tipo.
In base a tali considerazioni, la Commissione libertà e diritti dei cittadini ha preferito seguire il principio di sussidiarietà rinviando alle diverse esperienze nazionali, nessuna delle quali ha sinora dimostrato un'indiscutibile superiorità. La plenaria di Strasburgo deciderà se confermare tale scelta oppure se - come appare probabile dal dibattito in corso all'interno dei gruppi politici - imporre una politica comune europea di segno restrittivo. Personalmente ritengo che, avendo a disposizione gli strumenti di legge minimi necessari, la protezione dai messaggi indesiderati avverrà sempre di più attraverso meccanismi di autoregolamentazione, collaborazione con gli Internet service providers e ricorso a tecniche di filtraggio che mettono in condizione il singolo utente di scegliere un livello di protezione adeguato alle proprie esigenze.
Più in generale è necessario riaffermare che, contro derive iper-regolamentatrici, lo sviluppo tecnologico non è solo di segno "intrusivo", ma offre anche molte opportunità per la tutela della privacy (dalla crittografia ai software di protezione) guidate da meccanismi di mercato e come tali rispondenti a concrete esigenze individuali.
Marco Cappato
(Deputato europeo, Lista Bonino)

29.03.02

594 modi di dire Britney Spears

Google espone al pubblico ludibrio gli affezionati della biondina americana che non conoscono lo spelling. Su una pagina ci sono ben 594 diverse versioni del nome del loro idolo successivamente corrette dal prode correttore ortografico di Google.

Con X10 puoi spiare gli spiati

Giorni fa scrivevo dell'hacking all'aria aperta, reso possibile dalle wireless LAN. Dopo le possibilità di scroccare l'accesso ad Internet dalle WLAN non protette, ora è possibile anche collegarsi ai network di telecamere senza fili basate sulla tecnologia X10.
Attenti alla privacy.
X10 Images In The Air

Olanda: KaZaA non e' illegale

Secondo una corte di appello olandese KaZaA può continuare a distribuire il suo software di file sharing p2p. La distribuzione del programma infatti non costituisce reato, come affermava la sentenza di primo grado, anche se usando il software è possibile scambiarsi file protetti da copyright.
Wired News - Reuters - Kazaa Gets the Green Light

AdCritic.com tornera'

Ad Age Group ha acquisito AdCritic.com ed ha intenzione di riportarlo online. Mentre lavorano sul sito accettano suggerimenti.
AdCritic.com

28.03.02

CollageMachine, il web come giustapposizione d'informazioni

Propriamente sottotitolato [interface ecology], CollageMachine, è un altro tool di destrutturazione di pagine web, ricombinante secondo un ennesimo criterio, stavolta familiare ai più. Questo lavoro di net art di Andruid Kerne, infatti, agisce su un sito specifico, selezionabile dall'utente, in base al quale reperisce le relative immagini, consentendo all'utente stesso, tramite un apposito applet java, di posizionarle dove preferisce, variandone anche la sovrapposizione, attraverso alcuni appositi tool. Il materiale che CollageMachine continua incessantemente a reperire è basato sulle rispettive scelte, in quanto l'applet tende a cercare materiale simile a quello precedentemente selezionato e messo in primo piano. Come nelle navigazioni più gradevoli, ossia quelle in cui ci si fa prendere dalla 'deriva', anche qui il risultato finale, dinamicamente creato, sarà ben poco prevedibile per forme e contenuti.
CollageMachine

26.03.02

Chi sei? Cosa fai? Parlami di te... questo e' il tuo spazio

E' tradizione di Kuro5hin, una famosa comunità web, chiedere periodicamente a tutti gli iscritti di presentarsi, facendo sapere agli altri qualcosa di sé. >skip intro, non volendo essere da meno, vi chiede di fare una breve introduzione di voi stessi: cosa si nasconde dietro al vostro nickname? Dove abitate? Cosa fate per vivere? E cosa vorreste fare invece? Avete un sito Internet?
Questo spazio è per voi...

How I learned to stop worrying and love Bill Gates

Paolo Attivissimo su Apogeo Online: "640 K dovrebbero bastare a chiunque". Da tempo immemorabile questa frase viene attribuita a Bill Gates e viene presentata come dimostrazione della sua arrogante incompetenza e scarsa lungimiranza. Beh, a quanto pare non l'ha mai detta".
Apogeo Online - Perché adoro Bill Gates

Chi vuole i domini .eu?

Continua, seppure con lentezza, il cammino verso i domini europei (con suffisso .eu). I ministri delle telecomunicazioni dei 15 hanno rimesso sul tappeto i più volte annunciati .eu siglando un accordo per promuovere l'e-commerce.
Dopo l'accoglienza glaciale degli ultimi nuovi domini e l'abitudine di cercare tutto con Google, invece che ricordare singoli indirizzi, pochi sentono il bisogno di questo nuovo nome europeo.
Guardian Unlimited - Europe claims place for .eu in cyberspace

DMCA: per favore salvate le radio online

Salon.com approfitta del caso di somaFM per parlare della campagna contro la revisione del Digital Millennium Copyright Act che, assimilando lo streaming audio alla copia digitale della musica, vincolerebbe tutte le radio Internet a pagare cifre esose in diritti, costringendole in pratica alla chiusura.
salon.com - Web radio's last stand

Quanti sono gli italiani in Rete? Per Forrester 18 mln

Dopo i botti di fine anno di Colt che, citando un proprio studio, affermava che gli italiani in Rete sono 20 milioni, ora arriva Forrester Research secondo cui gli italiani adulti che accedono ad Internet sarebbero ben 18 milioni.
Ma chi gli crede?
Punto Informatico - L'Italia è il terzo paese internet in Europa

25.03.02

Wi-Fi al cinema e Wi-Fi ''educativa''

Per gli operatori mobili è una tecnologia che educa all'UMTS, per gli utenti invece è ciò che lo affosserà: parlo delle Wireless LAN (o Wi-Fi o 802.11). Due le notizie interessanti a riguardo: gli operatori mobili (finalmente) si sono accorti che esiste e un cinema ad Austin, Texas che offre l'accesso ad Internet agli spettatori in sala.

Intertelecom ovvero come rendersi ridicoli con la spam

Spammato gentilmente con una newsletter di sola pubblicità che ovviamente non avevo richiesto effettuo la cancellazione del mio account. Arrivo su una pagina in cui Intertelecom si dichiara veramente spiacente della mia cancellazione. E puntualizza: "Probabilmente il Suo nominativo era stato prelevato da liste pubbliche, o inserito in queste pagine da qualcun'altro per errore (o da chi credeva di farLe cosa gradita!).
Ci scusiamo per l'accaduto (effettuiamo una politica anti-spam), ricordandole comunque, che potrà iscriversi nuovamente in qualsiasi momento, semplicemente collegandosi all'indirizzo (omissis)".

Non credevo si potesse fare spamming adottando una politica antispam...

Internet a Cuba: Fidel come i talebani

Anche se Castro sta promuovendo l'alfabetizzazione informatica, l'accesso ad Internet a Cuba è ancora strettamente controllato dal governo. Una lenta rete in tecnologia Internet collega tra di loro i siti dell'isola, ma è priva di accesso ad Internet. Nonostante queste limitazioni nell'isola i dissidenti stanno trovando nuove vie per accedere liberamente alla Rete, anche illegalmente.
SiliconValley.com - Despite strict government control, clever Cubans still get bootleg Internet

21.03.02

404: aereo non trovato

Del volo 404 non si sa più nulla, è una pagina non trovata in tutti i radar. Sorvolava l’Atlantico, ma qualcosa non ha funzionato. Il progetto di Robert Hodgin, Flight404, è un’hyperfiction in Flash assolutamente spettacolare basata sulla storia, se non vera assolutamente verosimile, di un incidente aereo. Ma tutto è avvolto nel mistero, cosa è successo realmente? La navigazione si svolge lenta e meditativa attraverso gli occhi dei passeggeri, attraverso i loro sogni, i loro pensieri, le loro paure, alimentando dubbi e riflessioni e rendendo sempre più labile il confine tra realtà e immaginazione.
Flight 404

Blogdex sperimenta il network sociale

Blog.it segnala una funzionalità sperimentale di Blogdex: l'analisi del network sociale dei blog. Per qualche ragione quello di >skip intro non viene interpretato, ma per vedere come funziona potete visitare il network sociale di dotcoma.
Blog.it - Blogdex sperimenta il network sociale

A San Marino un messaggio costa 30 mila euro

San Marino. Condannato il sito della cooperativa Il Macello a pagare 30mila € per un messaggio anonimo su un forum. Nell'impossibilità di determinare l'autore di un intervento diffamatorio il giudice dello staterello ha deciso di condannare i gestori del sito.
I gestori del sito giustamente intendono ricorrere in appello contro una sentenza davvero discutibile.
Punto Informatico - San Marino, forum condannato a 30mila euro

Twin Phreaks: un ricordo della telematica che non c'e' piu'

Scartabella, sfoglia, smucina tra la polvere di un vecchio archivio cartaceo e ti ritrovo una perla della letteratura cyber dell'underground italiano (?). Si tratta di "Twin Phreaks", la saga dell'imbranatissimo Jettero Heller alle prese con le BBS, i sysop, il phone phreaking, la seriale, l'handshake del modem ed altre amenità digitali.
Su SpaghettiPhreakers le cinque puntate dell'imperdibile saga.

19.03.02

Cadute di stile: Repubblica viola il copyleft

Troppo bello per essere vero l'articolo di Rampini apparso su Repubblica di lunedì. Clarence e Il Barbiere non si sono lasciate sfuggire le assonanze tra il pezzo del corrispondente nella Silicon Valley e l'articolo di Graham Lawton apparso sul New Scientist e successivamente tradotto in italiano da Internazionale.
Peccato però che Repubblica si sia limitata al copia & incolla, contravvenendo una regola fondamentale del copyleft e della Design Science License: quella di evidenziare chiaramente l'autore e la provenienza dell'articolo originario.

Pagare i contenuti? E perche'?

La crescita dei contenuti a pagamento sarà più lenta di quanto gli editori avrebbero voluto. Stando ad un nuovo studio di Jupiter Media Metrix il 70% degli utenti Internet "non capiscono perché qualcuno dovrebbe pagare i contenuti online".
internetnews.com - Pay for Content? Whaddya, Nuts?

Stephen King a raggi infrarossi

Il prolifico scrittore Stephen King ha dimostrato di essere uno sperimentatore nel campo della promozione dei propri libri. Ha iniziato pubblicando il suo romanzo "The Plant" su Internet come e-book, ora invece, tramite un accordo con StreetBeam, spara un estratto del suo "Everything's Eventual" via infrarosso ai possessori di palmari che si avvicinano ad alcune cabine telefoniche predisposte.
New York Times - Stephen King's New Book Is on the Beam, Literally

Blu: sit-in dei dipendenti sotto le stelle di Piazza di Spagna

Ieri si è svolto a Piazza di Spagna un originale sit-in di protesta. Sulla scalinata di fronte alla barcaccia i dipendenti "schierati in file compatte hanno alzato ognuno una tessera di cartone, a comporre - alla maniera degli orientali - la scritta Blu." (come riferisce il manifesto, che non linko perché cambia il link degli articoli il giorno dopo la pubblicazione e, in più, dopo 7 giorni li mette offline).
Sul bluspy ci sono alcune foto della protesta.
Vi segnalo anche un ottimo esempio di ad jamming su un nuovo sito dei dipendenti: United Jobless of Blu.

Ad Internet non si applica la legge sulla stampa del '48

Zeus News pubblica una sentenza interessante secondo la quale la legge sulla stampa del '48 non si può applicare ai siti Internet che non indicano l'editore e lo stampatore in quanto essi non sono stampati, ovvero riprodotti, ma pubblicati in originale.
Zeus News - Nessun reato se il sito non indica editore e stampatore

Dal testo della sentenza.

"Il concetto di riproduzione, che costituisce il fulcro della definizione di stampato ex art. 1 legge 47/1948, presuppone - da un punto di vista logico - una distinzione fisicamente percepibile tra l'oggetto da riprodurre e le sue riproduzioni, essendo poi indifferente il procedimento fisico-chimico mediante il quale la riproduzione viene posta in essere. Il testo pubblicato su sito internet non puo' invece essere considerato una riproduzione. Il relativo file, invero, si trova in unico originale sul sito stesso, e puo' essere consultato dall'utente mediante l'accesso al sito. La riproduzione del file, del tutto eventuale, viene posta in essere solo in seguito dallo stesso utente il quale, se lo desidera, puo' provvedere a stampare il file scaricato.".

18.03.02

Nuovo palinsesto: piu' web per La 7

Un palinstesto all'insegna delle news per La 7 che finalmente mette a frutto la relazione con Virgilio. Dal sito della programmazione è possibile accedere alle news del tg la 7 e ai siti dedicati al contenitore Omnibus e alla trasmissione Trend.
Alla buon ora!

Giappone: noi aspettiamo la 3G, loro fanno la 4G

Dimentichiamoci per un attimo le ristrettezze del mobile crunch italiano.
Su Wireless Watch Japan si trovano un po' di video su innovazioni e gadget tecnologici che danno una idea di come la 3G in Giappone stia evolvendo verso la 4G. Mentre i video parlano della sperimentazione in laboratorio, NTT DoCoMo ha annunciato il primo trial di Wireless Lan a Tokyo e Chiba.
In fondo, l'Italia è stata seconda solo al Giappone in fatto di innovazione nella telefonia mobile, dimentichiamoci dei soldi che mancano e riprendiamo a sognare.

DivX, lo standard che è diventato un movimento

E' un movimento nato anni fa contro le multinazionali, ha operato appropriandosi di tecnologie commerciali e di marchi internazioni per creare scompiglio nelle strategie aziendali dell'industria dell'intrattenimento e per dare alla Rete uno strumento in più. Ed è riuscito in pieno a centrare il proprio obiettivo.

Non stiamo parlando di una frangia softwarista dei new-(no)-global, nè di una nuova tattica da black bloc digitale. Si tratta "solo" di uno standard dalla storia travagliata: il DivX.


Il DivX commerciale

Le prime menzioni del DivX risalgono alla fine degli anni novanta, quando l'industria dell'intrattenimento, scoperto che il DVD non era per nulla a prova di copia, si era messa al lavoro su un nuovo standard. Questo standard, simile al DVD, doveva consentire di bloccare dopo un periodo di uso di 48 ore la riproduzione dei dischi. Le successive visioni avrebbero richiesto il pagamento di un costo addizionale.

Insomma compro un disco, lo guardo per due giorni, poi se voglio guardarlo di nuovo devo pagare una quota addizionale.

Nel 1999 il progetto viene abbandonato, complice il fatto che creare uno standard concorrente al DVD non avrebbe favorito le case cinematografiche, ma anche vista la fiera opposizione degli appassionati che non avrebbero tollerato vincoli alla visione dei loro titolo preferiti.


Il DivX ;-) della Rete

Mentre il progetto commerciale falliva un certo Jérôme Rota realizzava e pubblicava il DivX ;-) (la faccina è parte del nome), un formato di file video realizzato a partire dall'implementazione di Microsoft dell'MPEG 4.

Del DivX originario Rota prende solo il nome. Per il resto il formato è un hack di un prodotto commerciale di Microsoft e nasce per poter salvare in un CD un film intero ad una qualità più che discreta.

Dopo l'esordio nell'undergound DivX ;-) lentamente perde la faccina e il codice Microsoft, per diventare un prodotto commerciale distribuito gratuitamente da DivX Networks e un progetto Open Source gestito dal Project Mayo.

Nel giro di pochi anni il DivX prende piede tra i cinefili come l'mp3 aveva spopolato tra gli audiofili, fino a diventare un vero e proprio fenomeno.

Per convertire un DVD in DivX, con i computer di oggi, ci vogliono più o meno 4 ore, ma il risultato è straordinario. In 700 MegaByte c'è un film intero, in 16:9, con un audio ad alta qualità, pronto ad essere copiato su un CD vergine del costo di pochi euro.


Il movimento del DivX

E mentre i processori dei computer diventano più potenti, accorciando i tempi necessari alla conversione dei DVD, i collegamenti Internet diventano più veloci, rendendo più facile lo scambio di questi file.

Ed è dallo scambio di film, ma non solo, che nasce il movimento del DivX, che sfrutta gli eredi di Napster per diffondere un archivio di cinema, televisione, animazioni che cresce di giorno in giorno.

Non sarà ancora facile realizzare un DivX, ma con la diffusione negli Stati Uniti dei Personal Video Recorder sta diventano comune l'archiviazione in digitale delle proprie serie televisive preferite: da Twin Peaks ad X-Files, da Queer as Folk ad Oz, dai Simpson a Futurama, in Rete c'è un archivio completo di tutte le serie televisive di culto negli states.

I film escono ormai su Morpheus e su Kazaa pochi giorni dopo la loro uscita cinematografica, e mentre in archivio ci sono già quasi tutte le uscite di DVD degli ultimi anni, stanno facendo la loro comparsa una serie di cult movie del circuito indipendente come i film di esordio di Peter Jackson o di Mel Brooks.


Qualcuno ha perso il treno

Mentre uno standard nato per fare uno sberleffo all'industria del cinema, rubando un nome odiato e codice commerciale, è diventato lo standard per il video ad alta qualità sembra che chi aveva fatto del video e dell'audio in Rete il proprio business abbia perso il treno.

Real Networks, Microsoft con il suo Windows Media e Apple con QuickTime hanno perso una grande occasione. Sono rimasti a guardare dei ragazzini modificare il loro sistemi e realizzare a partire da questi uno standard che è diventato un movimento.


Su Internet:
DivX.com
DivX Networks
Project Mayo

Il futuro dell'editoria e' nel Publishing On Demand

Anno nuovo, previsione nuova. Mentre l'anno scorso tutti correvano a realizzare e vendere i propri e-book, ora l'entusiasmo per il libro digitale è scemato (meno male!)
Il futuro dell'editoria, almeno per ora, è nel POD (acronimo di Publishing On Demand), ovvero nella possibilità di creare e stampare "al volo" dei "libri compilation" secondo le indicazioni dei lettori.
Ne parla il Guardian.
The Guardian Unlimited - Click lit

17.03.02

16/3 Reclaim your media: un successo la manifestazione

La manifestazione in difesa di indymedia che si è svolta ieri a Roma è già in Rete: su rekombinant c'è un resoconto della manifestazione, su Lulop potete vedere un video reportage, su altremappe e su indymedia trovate alcune foto del corteo.
Quanto ai numeri si parla di 15.000/20.000 partecipanti.

Copyleft: OpenCola, OpenLaw e l'esperimento del New Scientist

Segnalazione in ritardo di qualche settimana (la trovate da qualche giorno su tutti i principali weblog). Internazionale pubblica la traduzione di un ottimo articolo di Graham Lawton apparso sul New Scientist. Lawton esplora l'applicazione delle teorie dell'open source a prodotti diversi dal software, citando tra gli altri OpenCola e OpenLaw.
Con lo stesso articolo, poi, fa un esperimento: la licenza con cui è tutelato l'articolo è copyleft. Alle condizioni della Design Science License non solo è possibile copiare, incollare, ripubblicare e stampare l'articolo, ma anche modificarlo a propri scopi, basta che la fonte venga citata e che il prodotto che ne risulta venga a sua volta distribuito con la stessa licenza.

Wired, il Mac e le canne

Articolo di colore informatico sul decaduto Wired News. Prendendo spunto da una creazione originale (un vecchio Macintosh SE con dentro un narghilè) si passa in rassegna il rapporto tra le canne e la casa della mela. Arrivando a dire tutto e il contrario di tutto.
Una perla: l'IBM è stato sviluppato con l'alcool, il Mac con la marijuana.
Vabbè!
Wired News - The Old Mac That Went to Pot

Il lamento del cyber-giornalista

Un recente lamento di una cyber-giornalista, stanca di troppi copia e incolla e nessun momento creativo, dà l'occasione di riscoprire una perla: la cronaca di una giornata nella redazione di un "portale ad ore".
Tutto da Il Barbiere.

15.03.02

Un gatto sboccato vuole dar voce ai dipendenti di IPSE 2000

E' un sito cifrato quello dei dipendenti di IPSE 2000 che scelgono il gatto "Tommy" come portavoce di un malcontento incomprensibile, almeno stando a quanto si legge sulle loro pagine. La società non se la passa bene, ma sul sito, tra volgarità e cadute di stile, non viene spiegata in alcun modo la situazione dell'azienda. Anni luce da bluspy e dalle tute arancioni.
Insomma, tutto da rifare per IPSE DOS MIL.

Le news secondo Google

Arriva la risposta alle dure contestazioni fatte a Google perché non era in grado di "cogliere" l'attualità. E' in sperimentazione un motore di ricerca separato dall'indice principale di Google dedicato soltanto alle news.
Mentre il sistema viene raffinato vi consiglio di usare i già segnalati moreover per le news statunitensi e presstoday per quelle italiche.
Google News Search

Un impianto cerebrale collega uomo e macchina

Sono sempre notizie da prendere con le pinze.
Come riporta il Los Angeles Times alcuni ricercatori della Brown University hanno iniziato la sperimentazione di un impianto cerebrale che cosente ad una scimmia di controllare il movimento di un cursore su uno schermo tramite il pensiero.
SiliconValley.com - Brain implant links mind and machine

14.03.02

reclaim your media ieri a Milano

ieri c'è stata una prima manifestazione -non autorizzata- a favore di indymedia e ROR. Uno dei partecipanti ci ha mandato il video.
lulop.com

13.03.02

16/3 Reclaim your media: in difesa della libertà di espressione

Si preannuncia come un appuntamento molto importante quello di sabato 16 marzo. A Roma sfilerà in corteo chi ha a cuore l'informazione indipendente e vuole dare un segnale forte a chi ha attaccato indymedia.

E' per le 15:00 di sabato 16 marzo a Piazza Esedra, Roma, l'appuntamento di RECLAIM YOUR MEDIA, manifestazione lanciata da indymedia italia.

La manifestazione non è soltanto in supporto a indymedia (fonte di informazione resasi ormai necessaria), ma anche in difesa delle frequenze occupate da Radio Onda Rossa, voce criptica e settaria di una piccola parte della sinistra extraparlamentare romana, insomma un media per nulla aperto e orizzontale, il contrario di indymedia.

Ma questo non toglie valore ad un evento straordinario: sarà la prima manifestazione che difende i diritti di chi fa informazione su Internet, sarà la prima volta che qualcuno scende in piazza per difendere Internet. Un evento perché una cosa del genere in Italia non si è vista nemmeno nel 1994, anno del terribile Italian Crackdown, un attacco ben più grave di quello sferrato a metà febbraio dalla magistratura contro indymedia e i centri sociali.

Il prematuro attacco del 1994 però aveva colto di sorpresa una comunità di smanettoni tanto bravi col codice, quanto lontani dalla protesta. L'attacco del mese scorso invece ha trovato una comunità agguerrita, specie dopo le violenze di Genova, che ha colto profondamente l'importanza di avere dei media liberi, aperti, orizzontali, indipendenti.

Certo non c'è solo indymedia da difendere. Scrivevo degli altri casi di censura in un articolo sul Barbiere (trovate però su Granbaol una versione riveduta e corretta) che spero siano oggetto di dibattito, prima o poi.

In effetti le stesse fonti di informazione indipendente non hanno brillato quanto a copertura dei casi di censura degli ultimi mesi. Nel network indipendente infatti ci sono poche menzioni dei casi di censura (perquisizioni di indymedia a parte) e questo fa riflettere.

Se l'alzata di scudi di indymedia fosse soltanto a propria difesa, la manifestazione del 16 marzo perderebbe buona parte dei suoi presupposti concettuali, oltre che la mia personale adesione. Il nuovo attivismo non può avere come oggetto delle proprie proteste delle singole istituzioni (indymedia, radio onda rossa, etc.), rischierebbe di ritornare ad essere il vecchio movimento, quello dei partitini e dei gruppettini. L'iniziativa di sabato deve prendere a pretesto il caso delle perquisizioni, ed andare oltre. Deve far vedere che a molte persone interessa la libertà di espressione e di informazione su Internet, su qualsiasi sito, in qualsiasi parte del mondo.

A me piace credere comunque che si tratti di una manifestazione per difendere il concetto di libertà di espressione e di informazione, su Internet e altrove, senza particolarismi. Per questo mi sento di parteciparvi e vi invito a partecipare.


RECLAIM YOUR MEDIA
Roma, 16 Marzo 2001
Ore 15.00 - Piazza Esedra
More info

Se partecipate potremmo darci un appuntamento e prendere un aperitivo insieme a manifestazione conclusa. Vi piace l'idea? Lasciate un commento...

Future Feed Forward: notizie dal futuro

Sembra una webzine come un'altra. Gli articoli, la newsletter, tutto è costruito per sembrare l'ennesimo serioso sito dedicato alle nuove tecnologie. Ad un occhio attento però non può sfuggire la data degli articoli: le news pubblicate vengono dal futuro.
Future Feed Forward

12.03.02

Sitcom ristruttura: da 172 a 100 i dipendenti

Sitcom, gestore di 5 canali tematici satellitari, visto che le perdite hanno raggiunto i 10 milioni di euro, ristruttura. Con l'occasione i dipendenti passeranno da 172 a 100.
Ne parla CWW.
CWW - I guai della tv satellitare

>skip intro e' apparso su mediamente?

Battesimo televisivo per >skip intro. A quanto pare è stato teletrasmesso sulla Rai da Mediamente (la redazione ringrazia!).
Il passaggio televisivo, che mi è sfuggito, è stato segnalato da amici fidati. Avrei però qualche domanda. Cosa si è detto? Voi ci avete visto? Siamo belli in video?
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