|
|
|
|

« Scully, devo dirti una cosa. Amo il vicedirettore Skinner | Main | I libri d'arte letteraria stampati 'on demand' di Alt-X »

La net-economy, il sindacato e i nuovi idoli mobili

Il sindacato e la net-economy si sopportano. Gli iscritti, anche nelle e-aziende più grandi, si contano sulla punta delle dita, ma le persone realmente coinvolte nelle attività di protesta sono molte di più. Non è amore, sindacati e lavoratori della conoscenza si studiano e si corteggiano, ancora incerti della riuscita del loro "rapporto". Ma è già qualcosa.

Virgilio ha molti primati. Quello di essere stato il primo, e forse l'unico, vero portale generalista italiano, i suoi gestori sono stati i primi a fare bei soldi sfruttando le ipervalutazioni dei tempi della bolla. I dipendenti di Virgilio sono stati i primi a farsi vedere in atteggiamenti "sindacali" per protestare contro i tagli al personale annunciati dalla nuova gestione Tronchetti Provera.

Non vi nascondo di averli guardati inizialmente con uno stupore misto a scetticismo. Li vedevo protestare sotto la pioggia di Milano e pensavo "questi si sono messi a fare i sindacalisti adesso che rischiano il posto". Ma lentamente, osservando tempi, modi e soprattutto motivazioni della loro protesta mi sono accorto che non erano assimilabili ai colletti blu che picchettano la fabbrica per una revisione del contratto. Sono professionisti che sanno quanto vale il loro lavoro, quando danaro hanno portato nelle casse dell'azienda e, visto che sono gli unici artefici del successo di un azienda, visto che sanno tutto questo, chiedono rispetto anche nel licenziamento. Non si sono sentiti dipendenti fino a quel momento. Non sono stati trattati come dipendenti fino a quel momento. E ora la loro azienda li vuole trattare come dipendenti, quali non sono.

Ma qui viene il ricattone della net-economy, quello della flessibilità a senso unico, assicurata da chi sta sotto, mentre chi sta sopra specula e poi scappa. Se ci riesce.

Si rischia tutti insieme. Se va bene gli investitori scappano e gli artefici del successo restano in mutande. Se va male restano tutti in mutande, ma gli investitori comunque ce l'hanno corazzate, vanno da Armani, si rifanno un completo, rifinanziano un e-business e sono di nuovo sulla cresta dell'onda.

E' con realismo che allora i dipendenti, che non si sentono tanto dipendenti se non dalle scelte degli investitori, non fanno richieste assurde. Chiedono di essere trattati come sono stati sempre trattati: con garbo, rispetto per le loro capacità e, soprattutto, per la loro intelligenza che gli consente di vedere tutti gli inghippi che ci sono dietro a nuovi piani industriali, licenziamenti, chiusure, congelamenti.

Ma ecco che di fronte alle borse anche le certezze più solide dell'imprenditoria contemporanea vengono a cadere. Va bene che Virgilio, LaNeTro, Bid (solo per citare le net-company i cui dipendenti sono in agitazione al momento) riducono gli investimenti e rimodulano i modelli di business, ma che ci fanno in piazza quelli delle telecomunicazioni mobili? Sono stati trovati dei confini dentro cui vivere? "Come stanno" quelli delle TLC? Quel futuro che non c'era, ci sarà mai? La telefonia vive un conflitto generazionale?

Se c'è una distinzione tra le net-company e le società di TLC era nelle infrastrutture. Gli operatori di telecomunicazioni sono vincolati da costi altissimi per le infrastrutture, per non parlare delle licenze, e questo dava sicurezza ai mercati e ai lavoratori che capivano di avere a che fare con gente convinta di quello che faceva. Vuoi che uno poco convinto pianifichi di investire 10.000 miliardi di lire in dieci anni?

Queste certezze sono crollate e anche qualche dubbio, in cuor mio, non se la passa molto meglio. Licenziatari del lucrosissimo GSM in corso di liquidazione (Blu), licenziatari UMTS (Ipse 2000) che pagano 6.000 miliardi di lire una licenza e poi la vogliono mettere nel congelatore, insieme ai dipendenti, per poi cedere tutto in blocco al migliore offerente. Ma dove siamo finiti? Ve lo dico io: nelle telecomunicazioni azionarie.

Un tempo c'erano mercati dove la clientela la faceva da padrone. Il cliente sceglieva il prodotto, l'azienda aveva successo. Ora no, sono le borse e il loro "sentiment" a decidere se vali o meno. La borsa scende, tu aumenti la clientela. Quale dei due fattori conta di più? La borsa. E allora che sia liquidazione o congelamento, riduzione del personale o licenziamenti. Basta che la questione non venga rimessa al mercato vero, quello delle telecomunicazioni, dove i soldi non mentono.

Il rifiuto della logica azionaria che schiaccia quella dei legittimi mercati delle aziende è il filo conduttore del "sindacato della net-economy", dove, con molto realismo, si analizzano le ragioni degli investitori, non più visti come semplici "pardoni", con tutte le accezioni sadomaso del termine, ma come investitori sprovveduti, che, avendo sbagliato i calcoli, danneggiano chi ha fatto della conoscenza una professione milionaria (in lire, mica in euro!).

Ben vengano quindi manifestazioni "a la" sindacato se hanno motivazioni nuove, non contenute in micragnosi contratti e incomprensibili piattaforme, ma dettate dalla comprensione profonda delle logiche finanziarie internazionali. E che si sappia che non solo Internet è stata pompata dalle borse all'inverosimile, ma che anche la Terza Generazione è una banderuola, una illusione creata dai Nokia, dagli Ericsson, dai Motorola nell'idiota tentativo di crearsi la propria bolla. Ma sono tutti arrivati fuori tempo massimo e non hanno avuto l'intelligenza di guardare il NASDAQ rantolare e fare la scelta giusta, cambiando piani, allontanandosi dai nuovi idoli chiamati 3G e UMTS.

Comments

Re: La net-economy, il sindacato e i nuovi idoli mobili
Sei un fenomeno :-)

Questo tua analisi mi piace tanto tanto, talmente tanto che ti chiedo il permesso di copiarne una parte e metterla nel mio Tienneti reinviando gli utenti a questa pagina per la lettura completa.

Posso?

Re: La net-economy, il sindacato e i nuovi idoli mobili
Sì, sì, certo che puoi :)

matteoc

Re: La net-economy, il sindacato e i nuovi idoli mobili
Grassie :)

Sergio

Re: La net-economy, il sindacato e i nuovi idoli mobili

bravissimo, grande articolo!

ciao,
Massimo

Post a comment

(If you haven't left a comment here before, you may need to be approved by the site owner before your comment will appear. Until then, it won't appear on the entry. Thanks for waiting.)


Creative Commons License
This weblog is licensed under a Creative Commons License.