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Questo blog è stato archiviato nell'ottobre del 2006 e non viene più aggiornato. L'autore di questo blog ha iniziato un nuovo progetto sul web per lanciare il suo libro "La Fabbrica della Realtà" . Ti invito a visitarlo e registrarti.
Di seguito trovi il contenuto che cercavi...

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30.09.02

La stampa online va a pagamento

La stampa online si muove sempre di più verso i modelli a pagamento. GranBaol riprende da Internazione un articolo di Le Monde che cita la tesi di Jimmy Guterman espressa in questo articolo su Business 2.0 secondo la quale le testate online dovrebbero allearsi e creare network simili a quelli che già esistono per i siti porno (mi viene in mente adultcheck ad esempio). L'articolo mette in luce anche come i micropagamenti vengono scoraggiati dalle alte commissioni delle banche e come i navigatori, anche se dovessero accettare di pagare un canone per leggere le news, farebbero comunque un numero molto limitato di abbonamenti riducendo di fatto la loro possibilità di ascoltare voci diverse e la possibilità dei giornali online di fare profitti.

29.09.02

Recensione: La statua di sale di Gore Vidal

La statua di sale (titolo originale: The city and the pillar) è un libro che mi ha preso, ha stretto saldamente quella strana parte del corpo a metà tra il cervello e il cuore e anche adesso non vuole mollare la presa. Gore Vidal non ha bisogno di presentazioni, ma dire che questo romanzo è uscito nel 1948 non è soltanto fare una notazione cronologica. Nell'america puritana del '48 è uscito un romanzo omosessuale il cui protagonista, Jim Willard, non è affatto stereotipato. E questo è già molto.

Jim e Bob sono belli, giovani, atletici. Sono disegnati intorno ad archetipi olimpici e giocano a tennis in Virginia come potrebbero lanciare il giavellotto ad Atene. Si incontrano, passionalmente, per poi separarsi. Il romanzo narra proprio di questa separazione, che vede Jim rincorrere Bob, certo del loro legame, del suo amore.

Jim cresce lungo tutta la narrazione, matura, pur mostrando spesso agli altri un aria da "stupido ragazzo del sud", che gli consente di studiare il mondo e di non far scoprire ai suoi amanti il suo vero obiettivo, la ricerca del suo Bob. In questa ricerca lo imita, imbarcandosi come mozzo, poi prende una strada diversa quando a Hollywood si procura un ricco amante e quando poi parte per New York, teatro del finale, in compagnia di uno scrittore.

E' attento Vidal quando mette in piedi il mondo gay, a tracciare le differenze tra i virili e gli effeminati, tra i notori e velati, in uno sforzo perfettamente riuscito di fuggire i cliché omosessuali per descrivere l'omosessualità così com'è.

Gore affronta in tempi non sospetti quel tema omossesuale, che poi sarebbe diventato un "genere", con lucidità e attenzione, tanto da ingannare la critica che identificava l'autore nel personaggio di Jim. Ma Vidal chiarisce che tra lui e Jim ci sono in comune soltanto alcuni luoghi.

Jim è presente in una forma costantemente appiattita dall'univocità e dalla cecità dei suoi intenti, a tratti scompare per mostrarsi unicamente costretto ad agire da una forza che ha fatto sua solo perché è il suo unico impulso vitale. Questo il seme che porta Jim a non comprendere, nel finale, come le cose siano potute andare in modo di diverso da come aveva previsto.

Per qualche nota in più vi rimando alla prefazione (in pdf ) dell'ottima edizione di Fazi (la traduzione è di Alessandra Osti) in cui Gore Vidal parla del rapporto con la critica, dell'importante svolta che questo romanzo ha avuto nella sua carriera, del rapporto con Isherwood e delle note trovate nei diari di Thomas Mann, a cui Vidal ammette volentieri di essersi ispirato.

Il libro non può che meritarsi il massimo dei voti.

28.09.02

Festa a pieni polmoni

A San Francisco migliaia di persone si sono ritrovate sui pedali delle loro bici per festeggiare il decimo compleanno di Critical Mass:
"Massa critica è un nuovo modo di vivere nelle nostre città inquinate. Per costruire una nuova rivoluzione nel sistema dei trasporti non hai null'altro da fare che prendere la bici e unirti a noi. Un sito per tutti quelli che credono che un'auto di meno in circolazione sia uno scopo comune."


Di questo modo di essere, oltre all'importante valenza ecologica, incidono sulla qualità della vita collettiva anche altri aspetti, non ultimo lo stesso individuato da un personaggio che giunse da molto lontano e guardò al nostro modo di vivere con sbigottita curiosità: il capo delle isole Samoa Tuiavii di Tiavea. Ragionando sulla fretta dell'uomo bianco, osservava che "attraversando un villaggio a cavallo anziché a piedi, perderemmo la possibilità di incontrare le persone e fermarci a parlare con loro" (cito a memoria, ma con il solito semplice clic è possibile leggere o scaricare l'intero testo di Papalagi).

UBW: Cartoline contro la guerra

Le United BlogZine of WWW, ad una settimana dal lancio del micro-blog, partono con la loro seconda iniziativa: una raccolta di cartoline brutali e crude come la guerra, da mandare ai propri amici, per dire no a tutti i conflitti del mondo, per dire no al coinvolgimento dell'Italia nella guerra contro l'IRAQ e per sostenere Emergency.

"Vogliamo un mondo basato sulla giustizia e sulla solidarietà. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Chiediamo che l'Italia, di fronte alla minaccia di un attacco militare contro l'Iraq, non partecipi ad alcun atto di guerra, nel rispetto della Costituzione. Non vogliamo essere corresponsabili di nuovi lutti, né vogliamo alimentare la spirale del terrore. Basta guerre, basta morti, basta vittime."
Gino Strada (Emergency), 14 settembre 2001

27.09.02

Fanta-business planning per CHL

Qualche giorno fa parlavo di CHL citando Turani e un loro comunicato stampa. Questa volta cito Massimo di dot-coma che da buon economista ha sezionato il business plan del portalone-vendi-computer scoprendo che il break even era previsto per il 2003 stanti: 29 milioni di utenti Internet, 10 milioni di persone che comprano online, 320 milioni di pagine al mese, 5 milioni di iscritti e un fatturato di 1'300 ben miliardi di lire.
Fantascienza in numeri.

26.09.02

Gli amici di >skip intro

L'ego-surfing, se praticato con parsimonia, non fa poi tanto male. Così cercando su Google le parole chiave "skip intro" ti trovo che la famosa intro infinita che un tempo c'era su skipintro.com è scomparsa, ora il sito appartiene ad una webagency olandese. Ma non è tutto. Su Amazon è in vendita anche un libro dedicato al buon uso di Flash che si chiama proprio "Skip Intro".
Un saluto ai miei omonimi amici.

24.09.02

David Bowie a Nimes

David Bowie il Duca bianco (chissà perché gli è rimasto questo soprannome "vecchio" ormai di 16 anni) è tornato (in concerto), come diceva lui stesso in Station to Station. Look essenziale bianco e nero (proprio come un omaggio al suo periodo thin white duke) a volte cambio di abito con lunga giacca rossa. Bowie è in forma smagliante, l'età ha segnato la sua faccia rendendolo ancora più umano e divino.

Chi ha visto la sua performance di Nimes non può fare a meno di chiedersi se è un idolo pagano incarnato oppure no. Tutto era perfetto nell’arena tutto e tutti ai suoi piedi, persino il vento giocava a favore della sua scenografia: sembrava muovergli i capelli secondo ordini precisi.

Il concerto è iniziato con Sunday, sicuramente una delle canzoni più belle ed interessanti dell’ultimo cd Heathen (pagano), in cui Bowie ci fa partecipi della sua paura/speranza per il futuro. Canzoni preghiere, canzoni minacce a un Dio in cui non sembra poi credere fino in fondo, ma non solo. Anche momenti più "carnali" come la cover di Cactus dei Pixies.

Il concerto è stato costellato da vecchi e nuovi successi, tutti in qualche modo legati al concetto di religiosità/paganesimo che interessa a Bowie in questo periodo. In quest’ottica ritroviamo una Heroes stravolta nel testo. Nelle ultime interviste Bowie ha dichiarato come certe canzoni quasi perdano il loro significato originale per prenderne altri. Heroes è diventato un simbolo da christiane f ai fatti dell'11 settembre 2001, mentre se si ascolta attentamente il testo i due protagonisti sono uno un alcolista l’altra con grossi problemi. Life on mars, Ashes to ashes, Ziggy stardust, Hello spaceboy (veramente rinvigorita), Stay con una sezione chitarristica da far piangere da quanto è bella. Inframmezzate da canzoni del nuovo cd. Alcune canzoni da Low: il disco che, secondo molti, si avvicina di più alle atmosfere/temi del nuovo album. Non a caso in alcuni concerti Low è stato presentato per intero. E il tutto con un Bowie che scherza con la band e il pubblico, ride, salta, si muove, sbaglia le parole, fa le facce strane, sbaglia ad annunciare le canzoni e fa autoironia… chissà forse è tutto studiato a tavolino, ma è sicuramente coinvolgente e esaltante.

Da non dimenticare la GRANDE voce che ha ritirato fuori. 55 anni? Sì, 55 anni, il volto li ha accusati tutti, ma non lo spirito!

Piccola nota sui musicisti: 3 grandi chitarristi tra cui Earl Slick e Mark Plati scatenati, Gail Ann Dorsey, la bassista calva che in alcuni concerti si è presentata scalza o con parrucca. E Mike Garson on the piano. Mike Grason è il fautore di un certo Bowie sound dagli anni 70 (indimenticabile la sua performance in Aladdin sane album e canzone omonima).

Bowie che per molti anni è stato l’anticipatore delle correnti musicali il precorritore di suoni e ricerche sonore è ora un tranquillo cantante che sceglie tranquillamente la sua via (in quasi 40 anni di carriera ogni disco esplora/presenta un genere differente). I suoi lavori possono non piacere in toto, ma ognuno ha qualcosa di memorabile che meriterebbe un ascolto attento.

Per chi se lo è perso nelle date estive: potete recuperare nelle prossime autunnali, purtroppo quasi tutte sold out.

Dal sito del fan club italiano le date europee di settembre
22 settembre
Max Schmeling Halle, Berlino, Germania
SOLD OUT!
24 settembre
The Zenith, Parigi, Francia
SOLD OUT!
25 settembre
The Zenith, Parigi, Francia
SOLD OUT!
27 settembre
Museumsmeile, Bonn, Germania
SOLD OUT!
29 settembre
Olympiahalle, Monaco. Germania

23.09.02

Pensieri sull'overdose informativa

In "Overdose, La societa' dell'informazione eccessiva" Giuliano da Empoli affronta l'attualissimo problema della sovrabbondanza delle informazione e della nostra progressiva perdita di capacità di farle nostre, di assimilarle per trasformarle in conoscenza.
Vi rimando alla recensione di Luisa Carrada su Il Mestiere di Scrivere.

22.09.02

PIRATE FREE TV da Los Angeles via FTP stasera a BananaRAM

Ancona, Mole Vanvitelliana - Questa sera alle ore 20 in occasione della serata conclusiva di BananaRAM, primo Festival Italiano di Net.Art, nel patio della mole Vanvitelliana di Ancona verrà trasmesso il primo video prodotto a Los Angeles esclusivamente per un evento Italiano il cui broadcasting in Italia avverrà attraverso un indirizzo FTP. PYR8FREETV è una produzione realizzata da Joey Krebs e dal gruppo ART SAVES LIVES.

Art Saves Lives è un organizzazione impegnata nell'interazione sociale attraverso forme espressive alternative, differenze culturali e ideologiche che vengono manifestate attraverso mostre, attività formative ed educative. Joey Krebs è attivista e graffitaro a Los Angeles ed è noto come The Phantom of The Streets. Disegna ombre nei muri di downtown Los Angeles , tra le tante quella di Bono Vox degli U2. E’ inoltre l’autore di una notissima copertina di Battle of Los Angeles dei Rage Against the Machine. Per Bananaram Krebs ha realizzato PYR8FREETV, video produzione trasmessa via FTP da Los Angeles Maria Rita Silvestri Art Director di BananaRAM commenta: "E' una grande opportunità poter assistere a una performance del genere in Italia, trasmessa via FTP da Joey Krebs, un personaggio che in America è ormai considerato un mito ."


PYR8FREETV

Regia: Joey Krebs aka The Street Phantom

Camera: John Phillip Giura

Produttore: Noah Yago

Musiche digitali: John Von Seggern

Musica: Digital Cutup Lounge [West]

Assistente di Produzione: Josh Medina

includes part of China Ice by fm3

recorded live at Club Vogue in Beijing, 2001

Digital Produce: Server

PYR8FREETV Production shot: 16mil film

edited on Final Cut Pro.

20.09.02

Minority Report: Spielberg ci prova con Dick

Se vi volete giustamente godere Minority Report (imdb) non rileggetevi il racconto di Philip Dick da cui è tratto. Se siete tentati lasciate stare il terzo volume della raccolta di racconti del maestro della fantascienza dal titolo "Le presenze invisibili" edito da Mondadori. Anche se prendete in mano il libro non cercate sull'indice "Rapporto di minoranza". Rimarreste delusi dal film, che, pur avendo storia e personaggi diversi dal racconto da cui è tratto, in fondo non è affatto un brutto film.

Non è la prima volta che Spielberg prova a dare un suo contributo alla Science Fiction con la S e la F maiuscole. Ma l'effetto collage di A.I., il suo ultimo tentativo, non aveva proprio funzionato. Minority Report invece funziona. Quelle luci di taglio, gelide che avete trovato "fuori luogo" in A.I., in Minority Report sono perfettamente integrate in un mondo futuribile coerente e figo (sì, figo).

Tom Cruise è sempre stato una bistecca e di certo non si smentisce in questo film, ma Spielberg gli ha tagliato addosso un personaggio da bruto impegnato e in fondo buono che è in sintonia col faccione dell'attore americano.

Della storia di Dick resta l'ambiente, l'invenzione geniale di un mondo in cui invece di punire i crimini li si previene grazie alle capacità pre-cognitive di tre veggenti che lavorano giorno e notte per la polizia. Questi prevedono i crimini in modo che nella loro imminenza la polizia possa interviene prima che il criminale compia un illecito. La conseguenza è che i criminali non vengono condannati "per aver commesso il fatto", ma per l'intenzione di commetterlo.

E' un sistema delicato, osteggiato da molti, che però nell'insieme sembra funzionare. Ma questo non basta, il prezzo per un errore è troppo grande. Il sistema deve essere necessariamente perfetto. Ma se non lo fosse?

Il film su Internet già c'è, ma potrebbe valere la pena andare a vederlo al cinema. Esce nelle sale il 27 settembre. Per tutti i Dick-iani si impone una domanda: meglio Blade Runner o Minority Report?

Peep: The Network Auralizer

Fra le molte possibilità di ricerca per cogliere il suono di Internet, quella realizzata da Michael Gilfix e Collin Starkweather è senza dubbio una delle più coerenti. Si chiama Peep: The Network Auralizer e permette il monitoraggio di un network rappresentando gli eventi del network stesso attraverso dei suoni naturali che nel loro insieme forniscono un soundscape che rende immediatamente apprezzabili le eventuali variazioni anomale. Il programma è scaricabile gratuitamente, gira sotto Linux ed è distribuito sotto licenza GPL.

19.09.02

united blogzine of www

E' nato uno strano blog. E' meta-blog perché e un blog di blog. E' un micro-blog perché appare in una piccola finestra. Non è proprio un blog perché assomiglia tanto ad una agenzia di stampa. E' un ibrido di tutto questo che vuole fare una cosa sola: unire tanti blog e tante webzine diversi tra di loro, nel modo più semplice possibile. E il modo è dare reciproca visibilità ai propri contenuti.
Nasce da >skip, da GranBaol, da PProsperpina, da Buio Buione e da La baia dei porci, ma è aperto a tutti quelli che ci vorranno credere.

Le precisazioni del gestore di brigaterosse.it

Il gestore del sito brigaterosse.it (versione archiviata), recentemente sequestrato dalla magistratura, pubblica una pagina di precisazioni sulla vicenda. Il sequestro sarebbe stato disposto in relazione ad alcune e-mail di utenti del sito pubblicate nella rubrica "OPINIONI" per cui la Polizia Postale ha ipotizzato il reato di "apologia di reato e istigazione a delinquere".
Si ripropone, intatta negli anni, la questione della responsabilità legale per gli interventi dei forum su Internet.

16.09.02

Incipitario: sito di inizi

Incipitario.com è una di quelle rare perle che la Rete ogni tanto offre al navigatore svagato e curioso. Il sito contiene un elenco per autore delle "frasi iniziali della letteratura di ogni tempo e paese".
Piacevole e rilassante da sfogliare, specie di notte.

15.09.02

Recensione: Angeli a colazione di Dawn Powell

Quello con Dawn Powell è stato un incontro fortuito, "Angeli a colazione" (in originale: Angels on Toast) era in un palchetto di libri selezionati e consigliati dal libraio. Ben consigliati, aggiungo io, a lettura terminata.

Dawn Powell è nata nell'Ohio nel 1896 ed ha vissuto buona parte della sua vita al Village di New York. In vita ha goduto di scarsa fama letteraria, infatti la traduzione e pubblicazione dei suoi testi in Italia (a cura di Fazi Editore) si deve alla recente riscoperta di questa autrice da parte di Gore Vidal e Edmund Wilson.

Questa l'introduzione, per capire di chi parliamo e perché molti non avranno sentito nominare Dawn Powell. Ma a leggerla, e qui viene il bello, sembra proprio di aver vissuto male, di essersi persi qualcosa e, quando si è finito, non si può che chiederne ancora.

"Angeli a colazione" ci porta nel mondo degli affari americani a cavallo tra i '30 e i '40, introducendoci personaggi dalle alterne fortune, presi da una vita di incontri di lavoro, di drink, divisi tra la moglie e l'amante. Sono personaggi compiaciuti, fieri di essere vuoti, fieri di (credere di) saper celare alle mogli le proprie piccole malefatte, partecipi di un progresso e di una ricchezza che non comprendono.

Dawn Powell non risparmia nulla ai suoi due uomini d'affari, Lou Donovan e Jay Olivier, che per tutto il libro sono destinatari di una ironia leggera quanto pungente, che non li lascia in pace un momento sia nelle loro alcoliche trattative d'affari, sia nella loro vita privata ufficiale e non. L'autrice in un passaggio li definisce come persone "normali", cioè incapaci di non mettersi nei guai, specie se di mezzo c'è una donna, persone "che dicono una cosa e ne fanno un'altra, che avvertono chi gli sta vicino del pericolo mentre loro, invece, ci si tuffano dentro."

E' un libro da gustarsi e da leggersi tutto d'un fiato, salvo interrompersi di tanto in tanto per ridere di gusto.

11.09.02

14 settembre 2002: il web si materializza in piazza

Il 14 vogliamo far materializzare il web, dare una voce e un volto ai blog, alle webzine, ai siti indipendenti, ai webmaster per passione, insomma al web che ci piace. Per questo ci vogliamo dare appuntamento in Piazza San Giovanni a Roma. Ma ci manca tutto: dove ci vediamo? Ci vediamo all'angolo tra via Emanuele Filiberto e via Carlo Felice, vicino al negozio di cucine. Lì ci sarà la lobby del Sabelli con cartello e magliette: "Fatto l'inganno trovata la legge". Facciamo delle magliette? Facciamo dei cartelli, degli striscioni? Cosa ci scriviamo? Faremo dei cartelli (grazie Proserpina) con lo slogan "connect your mind. WWW in piazza". Chi saremo? Come ci riconosciamo? A queste e alle altre domande proviamo a dare una risposta nei commenti...

EMERGENZA: Domani qualcuno di voi, soprattutto i ROMANI, deve portare qualcosa per REGGERE IL CARTELLO!!!

F.A.Q.
COME VI RICONOSCO, ANCHE SE SIETE SOTTO IL CARTELLO? COME FACCIO A SAPERE DI QUALE SITO SIETE I RAPPRESENTANTI?

Semplice. Avremo un bigliettino con su la scritta WWW in piazza e sotto il sito di appartenenza. (se poi trovi che pproserpina.net è un uomo, bhe, non temere, magari abbiamo fatto qualche scambio :P )
E SE NON VI TROVO, MA VORREI RAGGIUNGERVI COME FACCIO?
Chiami questo numero: 3384073923 e ci chiedi aiuto.
MI RACCOMANDO: non usate il numero per fare scherzi da bambini deficenti, ma solo se siete alla manifestazione, non fateci perdere tempo inutile. Intesi? HO UN SITO, MA HO CAPITO SOLO ORA CHE VOGLIO PARTECIPARE, POSSO ANCORA?
Sì puoi. Portiamo un cartoncino vuoto dove scriveremo tutti i siti che aderiscono alla manifestazione. Magari portati un foglio (grande) dove hai già scritto il tuo sito così lo aggiungiamo sotto.
NON HO UN SITO, VI RAGGIUNGO LO STESSO?
Che domande! CERTO, DEVI, CORRIIII, TI ASPETTIAMO. POSSO FARE QUALCHE CARTELLONE ANCHE IO?
Magari. Il motto è: connect your mind. Se ti va, ti aspettiamo connesso a noi.

Le adesioni già pervenute a stretto giro di mail sono quelle di:

Proserpina
GranBaol
Baia dei Porci
Buio Buione

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CHL cerca soci & soldi per sopravvivere

CHL, l'azienda di e-commerce specializzata in pc e high tech con sede a Firenze, che tanto veniva idolatrata nel settore come modello di business vincente e di forte liquidità è nelle peste...
Ne parla Turani su Affari & Finanza di lunedì non in base ad informazioni riservate, ma ad un comunicato stampa della stessa CHL.
La notizia la trovi su emme bi blog.

Lanciata l'Open Source Streaming Alliance (OSSA)

Lanciata in questi giorni l'Open Source Streaming Alliance (OSSA), una piattaforma web che mira a fornire il supporto di diversi server dislocati in Australia, Europa e Nord America, ad organizzazioni noprofit, gruppi mediatici indipendenti e collettivi artistici di tutto il globo per lo streaming online dei loro contenuti. Uno dei co-fondatori è Drazen Pantic, attivista mediatico a Belgrado durante gli anni bui della guerra civile e ora residente a New York, che con questa iniziativa vuole non solo ottimizzare tecnicamente la replicazione dei contenuti attraverso la distribuzione degli stessi in centri dotati di banda larga. Nel manifesto del sito si legge chiaramente come si voglia garantire l'accesso a tutti e facilitare la sperimentazione e l'uso non convenzionale di queste tecniche.

10.09.02

11 settembre? No, 10

Qui ricordiamo l'11 settembre con una retorica tutta nostra. Perché è una buona occasione per riflettere sugli ultimi sanguinosi "anni di pace" tra la fine della seconda guerra mondiale e l'inizio della "guerra al terrorismo". Due link secchi-secchi, agli altri l'articolo di fondo:
GranBaol - 9/10
Warnews - Mappa dei conflitti del mondo

09.09.02

BananaRAM Net Art Festival

Dal 18 al 22 settembre si svolgerà ad Ancona la prima edizione del Festival Italiano di Net.Art BananaRAM. Per cinque giorni gli spazi storici della Mole Vanvitelliana ospiteranno installazioni, performance e dibattiti con l’obiettivo di presentare al grande pubblico le sperimentazioni artistiche che si servono di Internet, ormai note come Net.Art. L’arte internettiana, pensata per essere fruita nell’immaterialità del cyberspazio, accetta in questo caso la sfida della contaminazione con lo spazio cosiddetto "reale" attraverso soluzioni installative e performative. Durante le giornate del festival gli artisti presenteranno le opere e parleranno della loro ricerca; il tema del dibattito sarà il rapporto fra Net.Art e bisogni inconsci.

Le opere esposte daranno un panorama ampio dei possibili approcci artistici al Web: dal browser alternativo Netomat di Maciej Wisniewski (già esposto nel 2001 al Whitney Museum di New York), al wap broadcasting dalle strade di Los Angeles del graffitaro Joey Krebs, passando per il virus informatico biennale.py di 0100101110101101.ORG, creato per la Biennale d’Arte di Venezia del 2001. Gli [epidemiC], collettivo milanese di artisti del software, esporranno la loro ultima fatica: il programma peer to peer AntiMafia, mentre Nekada porterà ad Ancona la nuovissima opera Community Mapping e gli italiani Limiteazero l’installazione interattiva Active Metaphore. Saranno presenti i britannici Thomson & Craighead, lo spagnolo Retroyou, noto per la sua audace decostruzione dei videogiochi, e The Church of Software che presenta in anteprima la versione beta di SoftAid, un programma di aiuti umanitari sotto forma di file/software. È inoltre prevista la presentazione del libro “Tendenze Dinamiche del Web” di Alberto Cecchi (www.flasher.it).


More info:
BananaRAM.org
Random - BananaRAM

06.09.02

Quando chiudi il libro apri ''Letture e riletture''

Letture e riletture "è uno spazio pensato per chi dopo ogni lettura desidera condividere le proprie impressioni o le proprie emozioni" come scrive Giulio Pianese (alias Zu) introducendo questo blog.
E' un posto tranquillo, rilassato dove andare dopo aver letto un libro per recensirlo e a leggere le recensioni di altri in cerca di ispirazione.

05.09.02

La crisi della net-economy di carta

Lo scoppio della bolla ha fatto molte vittime. Tra queste anche un buon numero di pubblicazioni dedicate proprio ad Internet e alla net-economy. Da un articolo di CWW (@#!!ZZ... l'articolo è sepolto sotto le form di registrazione e la pubblicità, non cliccate, ripeto, non cliccate) un breve elenco dei caduti: e-Business Trade, Idg Communication Online, .Net, Business 2.0, Digital Business, Commercio Elettronico, e-Business News, Inter.net e Idg Elettronico.
Requiescant in pace.

Napster e' morto, viva Napster

Credo che con questa news e con la fredda e definitiva home page si possa dire esaurito l'argomento Napster... quindi Matteo puoi anche toglierlo dalla lista... "
Sob, sob. Ma l'argomento resterà, perché ormai "Napster" significa peer-to-peer, file sharing, scambio e anche un pochino libertà.
UPDATE: oltre al freddo epitaffio ufficiale c'è anche un ricordo del gattino morto.

Word Perhect, word processing da incubo

Word Perhect è il lavoro in shockwave di Tomoko Takahashi che ripropone l'interfaccia di un programma di word processing, bisbetico nei comandi e nei risultati possibili. Oltre a scegliere il formato di pagina da oggetti improvvisati (come uno scontrino) l'opera programmata da Jon Pollard, amplifica a dismisura le conseguenze negative delle sofisticazioni imposte dai programmi di elaborazione testi. Con l'andare del tempo infatti, grazie ai correttori di sintassi e ai dizionari incorporati essi hanno imposto sempre più un linguaggio standardizzato e corporativo, minando alla base la diversità e la ricchezza del linguaggio. Word Perhect presenta menù e icone scritti e disegnati a mano, anche se tutto funziona alla perfezione, sia pure con alcuni tool apparentemente poco comprensibili...

04.09.02

Il mio primo milione

A doubleclick non far sapere il click-trough di >skip ads, ovvero 1,07%. Complice il fatto che nessuno vende niente, che sono tutti blog (o blog-like) e che sono anche *interessanti* la micro pubblicità testuale di >skip ads funziona eccome.
E non lo dico in base a dati preliminari o sperimentali, ma in base al primo milione di impression del network.

03.09.02

Una Rete da salvare: free deep link

Senza i deep link Internet sarebbe un inferno di homepage incomprensibili. Cos'è un deep link? E' un link fatto da un sito ad una pagina interna di un altro sito, un link che va direttamente al contenuto, come tanti dei link che trovate su queste pagine.
Il deep link è una risorsa importante, è l'unità informativa più usata dai blogger, è il modo migliore per indirizzare qualcuno verso contenuti rilevanti, ma è in pericolo (BTW questo è un deep link). Per questo TienNETi Magazine ha lanciato una campagna per salvaguardarlo: free deep link.

02.09.02

Capitano Google, c'e' un bug nel PageRank!

Google valuta troppo la blogness e ha una eccessiva opinione della freshness delle pagine.
Quello che segue è un articolo tecnico, ma non troppo, dove, senza rancore e con molta stima, intervengo sulla questione della democraticità di Google da un punto di vista tutto mio: quello di uno che ha troppa visibilità.

Anche Google sbaglia e con il mio articolo "civetta" sul calciomercato, tutto infarcito di keyword voglio proprio dimostrarvi questo. Ma vediamo come Google può sbagliare. Perché Google può sbagliare, ma di solito non lo fa.

Mr. Anti-Google, così come è stato chiamato su un articolo di Salon che è poi stato slashdottato ed è stato ripreso in Italia anche da massimo e paolo, fa diverse critiche a Google. I suoi attacchi sulla privacy non mi interessano, nè ho cura del suo sproloquio sulla demagogia del sistema di indicizzazione, ma la sua critica alla tecnologia PageRank non mi sembra del tutto sbagliata.

Mr. Anti-Google ce l'ha con Google perché ritiene che uno dei suoi siti (namebase) non sia tenuto abbastanza in considerazione da Google. Molti credono che quindi il tipo sia solo rancoroso perché non ha visibilità.

>skip intro invece di visibilità su Google ne ha pure troppa. Avevo scritto qualche tempo fa un articolo interlocutorio sulla questione. Con questo articolo vorrei mettere un po' di puntini sulle i e analizzare in profondità i meccanismi del PageRank.

Questo sito ha troppa visibilità su Google? Sì, vi porto due esempi. Se cerchi su Google "c'è posta per le br" >skip appare prima di Panorama (almeno in questo momento). Il secondo esempio forse è meno eclatante ma che fa riflettere: se cerchi con la parola "google" su Google nelle pagine italiane >skip intro appare come decimo risultato.

Stiamo al primo esempio. Tutti quanti dicono che il PageRank lavora principalmente sulla popolarità di un sito in base al numero di link che vedono quel sito come destinazione. Falso! O almeno non completamente vero.

Panorama ha sicuramente più link di >skip intro. Per dimostrarlo basta interrogare Google. Ben 2,760 pagine hanno un link al sito di Panorama, appena 264 portano invece a >skip intro.

Allora quali sono i parametri che valgono? Ve li intabello per chiarezza indicando per ciascuno quale "valore" ha nel calcolo del PageRank. Per valore indicherò un Alto/Medio a seconda dell'impatto che un parametro può avere nei risultati della ricerca.

Parametro Descrizione Valore
In-link o Link Pop Un link che porta al sito (home page o anche singola pagina) può aumentare la "credibilità" della tua pagina agli occhi di Google. E' la grande innovazione introdotta da Google nell'arena dei motori di ricerca. Ovviamente il meccanismo è più complesso di così visto che ogni pagina ha un suo peso i link avranno pesi diversi a seconda dei siti da cui partono. Medio/Alto
keyword La presenza e la ripetizione delle parole chiave ricercate, in particolare nell'area dedicata ai contenuti (Google analizza la pagina HTML in cerca dell'area in cui ci sono i contenuti per distinguerla dall'area dove ci sono i box "di servizio". Non sempre ci riesce). Presenza della keyword nel tag "title" dell'HTML oppure nella URL della pagina, dominio compreso. Alto
link keyword Vale come keyword la parola o la frase con cui viene solitamente linkato il tuo sito. More info: Google-bombs Medio/Alto?
Open Directory Se un sito è inserito nell'Open Directory potrebbe avere un ranking più alto. Dico potrebbe perché non ho mai sperimentato direttamente il fenomeno, ma molti mi confermano che è così. ?
User rating Sulla Google Toolbar ci sono due nuovi tasti, uno con una faccina felice, una con una faccina triste, che permettono agli utenti di "valutare" una pagina web. Non so in che modo vengano raccolti e pesati questi voti. ?
blogness Per blogness intendo lo status di blog. Se sei un blog hai una marcia in più per Google e, soprattutto, puoi essere privilegiato con la "visita quotidiana" (che non è comunque privilegio esclusivo dei blog, ma di molti siti "importanti" e molto aggiornati) che aumenta la tua "freshness" Medio
freshness Se sei trai siti che hanno un ranking maggiore c'è la possibilità che Google ti visiti molto di frequente mettendo in indice copie sempre aggiornate del tuo sito. Visto che Google è stato aspramente criticato perché l'11 settembre sul suo indice non c'era alcun riflesso degli eventi delle torri gemelle in questo momento la quotazione della freschezza di un pagina è altissima. Troppo alta. Alto

Allora qual è la situazione per Google sul primo esempio? Panorama ha dalla sua parte più In-link, però la keyword è posizionata male, la sua pagina non è fresh e non è un blog. Da parte mia invece il mio sito non avrà più In-link, ma ha le keyword nei punti giusti e ripetute più volte (e questo per il mio stile di scrittura che non teme le ripetizioni e odia le perifrasi), ma soprattutto ha una blogness e una freshness molto alte.

Allora Google si sbaglia. Ma anche Mr. Anti-Google si sbaglia perché lui dice che a pesare tutto con gli In-link si penalizzano certi siti. Ma nella ricerca dell'articolo di Panorama il vero problema è che, a furia di rinfrescare il suo indice, Google non ha tempo di calcolare gli In-link. Come lo so? Basta chiedere i "collegamenti precedenti" (così li chiama la Google Toolbar) per la l'articolo di >skip su Panorama e la pagina di Panorama sulle presunte BR in Rete. Risultato: 0 in link per tutti e due. Sarà pur vero che nessuno ha linkato il mio articolo. Di link all'articolo di Panorama invece ne ho trovati parecchi!

Quando Google avrà tempo di calcolare gli in link vedrete bene scendere in graduatoria la mia paginetta e risalire quella di Panorama, complice anche il fatto che lentamente la mia pagina perderà la sua freshness.

Insomma l'errore c'è, ma è solo temporaneo.

Sul secondo esempio non vi dico niente che a furia di linkare e verificare quello che scrivo mi è venuto mal di testa.

Vorrei concludere dicendo che credo in Google e nella gente che ci sta dietro. Credo che l'attuale "deviazione" dell'indice che porta le pagine fresche più in alto delle pagine più "rilevanti" e più "linkate" sia solo un problema momentaneo e che nel GooglePlex si lavori anche per questo. E non lo dico con il rancore di chi non appare mai trai primi risultati, lo dico con lo stupore di chi ci finisce sempre e non sempre se lo merita.

Calciomercato? Sogno di manga e di tatuaggi.Parto per l'agriturismo con alitalia

Lì leggerò quattroruote e il corriere della sera per restare informato sulla borsa italiana, sul lotto e, perché no, anche su saranno famosi.

Non sono né pazzo, né dislessico: il titolo e il testo di questa news sono liberamente tratti dalla top ten delle parole più cercate a Luglio su quel grande motorone che è Google. Lo apprendo dalla loro bellissima rubrica zeitgeist, dove per la prima volta sono apparse le keyword italiche.
Suggerito il copia e incolla.


N.B.
Le keyword sono vecchie e sono tipicamente pre-vacanziere, quindi non porteranno troppo traffico, almeno credo.

Comunque si tratta di un bonario esperimento, se siete capitati qui cercando una delle parole chiave non ve la prendete. Anche Google sbaglia.

01.09.02

L'MIT e il soldato a fumetti

matteoc, questa è bella.
L'MIT ottiene 50 milioni di dollari di finanziamento pubblico per ricerca applicata al futuro deil soldato USA e, nel progetto, presenta illustrazioni marginalmente photoshoppizate di un personaggio dei fumetti (un personaggio minore, così da non correre risch).
Su Slashdot arriva perché fa notizia l'MIT che viola il copyright di un fumetto, ma io penso positivo: ho già impacchettato il Gundam di mio figlio e lo sto spedendo via Fedex assieme a una richiesta di 100 milioni di dollari a pagamento del prototipo già realizzato...
Comunque, fin troppo facile infierire...

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