Minority Report: Spielberg ci prova con Dick
Non è la prima volta che Spielberg prova a dare un suo contributo alla Science Fiction con la S e la F maiuscole. Ma l'effetto collage di A.I., il suo ultimo tentativo, non aveva proprio funzionato. Minority Report invece funziona. Quelle luci di taglio, gelide che avete trovato "fuori luogo" in A.I., in Minority Report sono perfettamente integrate in un mondo futuribile coerente e figo (sì, figo).
Tom Cruise è sempre stato una bistecca e di certo non si smentisce in questo film, ma Spielberg gli ha tagliato addosso un personaggio da bruto impegnato e in fondo buono che è in sintonia col faccione dell'attore americano.
Della storia di Dick resta l'ambiente, l'invenzione geniale di un mondo in cui invece di punire i crimini li si previene grazie alle capacità pre-cognitive di tre veggenti che lavorano giorno e notte per la polizia. Questi prevedono i crimini in modo che nella loro imminenza la polizia possa interviene prima che il criminale compia un illecito. La conseguenza è che i criminali non vengono condannati "per aver commesso il fatto", ma per l'intenzione di commetterlo.
E' un sistema delicato, osteggiato da molti, che però nell'insieme sembra funzionare. Ma questo non basta, il prezzo per un errore è troppo grande. Il sistema deve essere necessariamente perfetto. Ma se non lo fosse?
Il film su Internet già c'è, ma potrebbe valere la pena andare a vederlo al cinema. Esce nelle sale il 27 settembre. Per tutti i Dick-iani si impone una domanda: meglio Blade Runner o Minority Report?