Roma, 24 Ottobre 2010 - Dopo la fine della prima battaglia elettorale basata sulla tecnologia come valore politico si torna finalmente al mercato. La vittoria del partito del Wi-Fi non risolve la spaccatura che si è concretizzata nel mercato delle telecomunicazioni, unica e quindi fondamentale risorsa industriale d'Europa.
UMTS e Wi-Fi gareggiano oggi sullo stesso settore, quello della connettività senza fili, in un contesto ben diverso da quello che gli operatori si erano immaginati al lancio di queste tecnologie.
Qualche esercente espone ancora oggi telefonini complessi e carichi di gadget e accessori. Le vendite indicano però che il telefono più richiesto sul mercato ha la forma di una bacchetta che si fissa all'orecchio e assomiglia molto di più ad un auricolare che ad un telefono.
La banda larga è tornata oggi in seno all'industria del PC, nata per elaborare e far viaggiare dati, mentre la voce si muove ancora su una rete GSM vecchia, ma affidabile e capillare.
Gli operatori telefonici impegnati nella cosiddetta larga banda mobile oggi hanno terminato quel lungo processo di ristrutturazione che li ha portati da spacciatori di SMS e MMS a veri e propri fornitori di infrastruttura per l'alta velocità su computer, forti di un mercato che vede ormai al 52% la penetrazione di computer portatili di ultima generazione. Tiscali-3 oggi rivaleggia con Telecom, non più con Vodafone-Orange e Enel-TIM.
L'offerta di banda larga casalinga UMTS di Tiscali-3 è caratterizzata dall'accesso senza fili, una velocità effettiva di accesso ad Internet vicina a 2 Mbit/sec e una connettività locale di circa 8Mbit/sec che consente di accedere a servizi di televisione on-demand, sinora snobbati dai più.
Telecom, dopo l'acquisizione di e.biscom, continua l'opera portata avanti dall'operatore milanese di cablare in fibra l'Italia, ma fa pressioni perché la consorella Enel-TIM, ritiratasi nel 2004 dal disastroso mercato dell'UMTS vecchio stile, ci rientri per supplire laddove i clienti non vogliono fare costosi lavori di muratura e pavimentazione soltanto per far arrivare via cavo una "banda larga" che gli arriva più comodamente via etere.
Nel frattempo il calo dei prezzi dei servizi DSL su cavi di rame e il prezzo ormai irrisorio delle reti 802.11a a 100 Mbit/sec a larga copertura sta rendendo il freenet una delle reti più capillari della penisola. La rete autogestita delle Wireless Lan di appassionati, amatori, ma anche semplici utenti raggiunge infatti circa l'80% della popolazione italiana.
Mentre da 20 anni si continua ad udire flebilmente la litania degli "standardizzatori" che vorrebbero che tutti usassero lo stesso sistema, c'è chi della diversità e della molteplicità dei sistemi di accesso ha fatto un proprio punto di forza.
Le differenze degli standard non spaventano un mercato come quello informatico abituato a repentini cambi di direzione. Tra tutti ne sta approfittando Nokia che ha visto andare alle stelle le vendite della sua nuova scheda wireless multi-standard che, oltre a supportare due tipi di Wi-Fi (a e b ovvero lento e veloce) è in grado di collegarsi in Bluetooth, GSM, GPRS, UMTS e UMTS2 (l'evoluzione a 50Mbit/sec), DAB (lo standard per la radio digitale), DVB-T (lo standard per la TV digitale terrestre) oltre alla possibilità di aprire canali dati a bassa velocità attraverso i principali sistemi di telefonia satellitare.
Soprannominata dagli utenti "Panacea" questa scheda del peso di appena 140 grammi antenna inclusa risolve i problemi di connettività senza fili in qualsiasi contesto. Dal centro di una città, dove discrimina in modo intelligente tra le migliori fonti Wi-Fi disponibili, alle aree rurali dove si appoggia su UMTS1 e 2 o su GPRS, fino ad arrivare alle zone non coperte via terra dove si rende ancora utile attraverso l'accesso al satellite.
La risposta di Taiwan a Nokia non si farà attendere e Nokia è pronta, visti i volumi di vendite della sua "Panacea", ad abbassarne ulteriormente il prezzo. Si vocifera che tra breve scenderà sotto la soglia dei 100 euro.
Questo articolo si ispira, neanche troppo velatamente, a future feed forward.