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31.10.02

Omero e il regno dei morti dell'hi-tech

Tornando a casa un paio di giorni fa, in macchina ascoltavo "alle 8 della sera" su radio2, ho sentito descritto il concetto della morte nell'Iliade e l'Odissea. I morti di Omero sono vivi con capacità psichiche integre, ma instabili, sono vivi, ma eternamente stanchi. Una visione drammatica della morte, dice la voce alla radio.

Ma perché a me sembra che definisca così bene la nostra situazione di start-up alla ricerca di un rifinanziamento?

Le scadenze mutualmente prefissate con gli investitori slittano inesorabilmente, mese dopo mese, da luglio ad ottobre a fine novembre a chissà quando (trend is your friend... or your enemy). Ogni giorno, ad affrontare l'argomento "secondo round" ci assale una stanchezza profonda, difficile da mandar via, un'ombra che ci fa compagnia.

Fortunatamente abbiamo anche un business da mandare avanti, e quello ci piace e ci dà soddisfazioni e... sbalzi di umore proprio come le instabili capacità psichiche dei morti dell'Odissea.

Forse che siamo già morti e non lo sappiamo?

29.10.02

Blogdex 2.0

Ci ha fatto penare, ma ora è qui. Da pochissimo è stato pubblicato il nuovo Blogdex. Per ora la novità di rilievo è il box "come eravamo" che mostra la top 10 di oggi un anno fa. Tra poco arriveranno le funzionalità più ghiotte: la ricerca, il social network, i grafici.
L'autore promette che il nuovo motore (che funzionerà per dieci anni) sarà in grado di cogliere le novità molto più velocemente.
In questi mesi blogdex è diventato un punto di riferimento importante tanto che ne sono nate le prime imitazioni. In ordine casuale: Blogging Ecosystem, blo.gs, blogstreet, Organica, Blogosphere Ecosystem, Vecindario oltre all'ormai irrinunciabile Daypop Top 40
UPDATE: Il nuovo blogdex pesca anche dall'elenco dei blog aggiornati pubblicato da weblogs.com. Infatti è bastato pubblicare questo articolo e pingare weblogs per vedere su blogdex il mio link a... blogdex.

Anche quest'anno si ride col Premio WWW

Perché restare in silenzio all'uscita della classifica finale del premio WWW? Ci offre, come ogni anno, il piacere di prendere per il culo utenti e imprenditori di questa insulsa Internet italiana (alle corde). Sì, perché le saponette sono Arte e Cultura, Tim fa un buon sito, una trasmissione televisiva vince per il Tempo Libero e il design è fermo a 4 anni fa. Meglio di così!

Uno dei siti più incomprensibili e inservibili di Internet vince il premio "Information & Communication Technology". Si tratta del criptico tim.it dove sono capitato per lavoro più volte nell'ultimo anno. Non ci manderei neanche il mio peggior nemico.

Si pone un problema semantico nell'analisi del vincitore del premio "Arte e Cultura", vinto da un sito di saponettari (Henkel) mirato a rincoglionire la Donna D (D per Demente?) e vendergli il paccone famiglia di Dixan. Cultura 0, Arte -1.

Sono convinto sia stato votato dietro precise direttive aziendali dai dipendenti del gruppo Fiat il sito istituzionale Ferrari che si è portato a casa il trofeo per la categoria "Sport". Incomprensibile.

Nella categoria "Tempo Libero" vince un sito di una trasmissione televisiva. Quando si dice la "potenza di Internet"... eh!

Poche luci illuminano il premio, pochi siti tra quelli votati hanno effettivamente senso e visitatori, tra questi ci sono sicuramente Google e Repubblica.it vincitori rispettivamente delle sezioni Portali e Media (vale la pena ricordare che nel 2001 in queste due categorie i vincitori erano Kataweb e rai.it).

Torniamo nel buio per annunciare che il miglior sito tra quelli di "Associazioni, Organizzazioni ed Ordini" è quello della Comunità di Sant'Egidio. Per dirla come trasc: i vigili del fuoco, inizialmente sbigottiti, hanno salutato l'evento fumandosi una canna.

Non commento sul premio a Internet Bookshop. Mi sembra tanto che il premio per il commercio elettronico venga assegnato a rotazione tra i 5 siti di commercio elettronico dello stivale. Quindi...

Apprendo dal premio dell'esistenza di BlueRating - FUNDS AND INVESTMENTS .COM che gongola per la vittoria nella categoria "Finanza e Investimento". Chi sono costoro? Li hanno votati a casaccio? E soprattutto, quando chiudono?


UPDATE 5/11/2002
Bluerating è una agenzia di rating sui fondi, un'agenzia di stampa e un data provider nato nel 1996. Il sito conta 100.000 utenti e 38.000 iscritti alle newsletter specialistiche. Il business della società è misto on e offline. A fugare i dubbi dell'A.D. della società, da cui sono stato contattato, puntualizzo che non ho elementi per dire che siano stati votati a casaccio e che non mi auguro che chiudano né ora né mai. Le mie domande sul sito, tutt'altro che retoriche, hanno ricevuto risposta attraverso alcuni messaggi che mi fanno ben sperare per la sorte società. Questo sito è a disposizione per le eventuali repliche e commenti di Bluerating.

Può acquistare senso (con un po' di impegno) il premio per "Scuola, Università e Ricerca", andato a studenti.it, quello per la "Pubblica Amministrazione" a Poste.it e quello per "Turismo e Viaggi" finito nelle mani di LastMinute.com. Corretta anche la scelta di premiare il banner di Emergency. Quasi un guizzo di intelligenza. Ma non temete, il peggio deve ancora arrivare.

Enel vince con il suo anacronistico Enel.it il premio riservato alle imprese. La famosa azienda dell'allaccio infatti pubblica un sito che vorrebbe essere un misto tra un portale di servizio per i suoi utenti elettrici e un portale generalista tarato sul kataweb del 2000. Come aggravante Enel paga ancora i content provider (tenendone in piedi l'intero mercato) e fa concorrenza in casa al portalone di Wind che comunque, volente o nolente, è il sito più visitato d'Italia.

Ma è sul premio del design che la giuria dimostra che l'uomo ha raggiunto Alfa Centauri ed è lì che si svolge la premiazione del Sole 24 Ore. Il premio del design, ripeto del design, va a www.garofaloengineering.com . Il link al sito non lo faccio per il vostro bene. Secondo me a questa gente non glieli dovrebbero vendere i domini Internet. Bisognerebbe fare delle leggi per impedire a queste persone di pubblicare un sito su Internet. Il sito è in flash, dopo un quarto d'ora di intro audio-video arrivi su una pagina blu finto hi-tech dove trovi una nota di benvenuto dell'A.D. con tanto di firma svolazzante digitalizzata. Roba da 1998. Non sono andato oltre temendo per la saluta mia e del mio piccì.

3 a gennaio, Vodafone Live troppo costoso

News flash sulla telefonia mobile.
Dal Messaggero: H3G (3) lancia a gennaio
Da Cellman: perplessità sui costi dei telefoni e sull'offerta simil-3G di Vodafone Live

26.10.02

SMAU: e' vietato l'accesso (a Internet)

Un uomo, un portatile con accesso Wi-Fi, lo smau. Vuole fare un po' di wardriving? No, ma non gli dispiacerebbe collegarsi e scaricare l'e-mail. Riuscirà ad accedere ad Internet senza fili nel tempio dell'elettronica di consumo?

Questa mattina mi sono recato allo SMAU col mio fido laptop con tanto di scheda WiFi.

Non pensate male, non sono andato allo SMAU per il futile motivo di fare wardiving tra le reti wireless degli espositori, niente di così futile nelle mie serie e degne intenzioni: vendere video alla TIM per i servizi UMTS (..eheh..) per cui ho bisogno del laptop per la dimostrazione.

All'appuntamento a mezzoggiorno l'uomo TIM mi rimanda alla 3 e allora approdo al vicino stand Telecom dove è in mostra la "libertà wireless" di Telecom, cioè laptop dati ai visitatori per navigazione e gioco interattivo.

Incuriosito mi fermo, accendo il laptop e controllo cosa c'è: 3, a tratti 4 reti disponibili, tutte accessibili con password. Ma c'è una dimostrazione in corso, allora vado al desk Telecom a chiedere di farmi entrare nel network dimostrativo. Al banco 3 su 4 mi guardano allibiti, il quarto spiega agli altri - il bello del wifi è che qualunque computrer con scheda wifi può entrare in una rete wifi etc etc etc- A dispetto del bello del wifi, non mi da la password. Ma mettere un accesso pubblico per cortesia ai visitatori ... ???

Più tardi, all'appuntamento allo stand Tim, riprovo a chiedere l'accesso al mio appuntamento, rincuorato anche dal vedere schede wifi cambiare di mano nell'aria Business. Niente, non cede. Però comunque riesco a creare una rete computer/computer con un iPaq. Al momento non mi sorprendo, sono allo stand Tim e l'iPaq è "il miglior amico dell'uomo telecom mobile" (matteoc, chi l'ha detto ?), però adesso mi viene il dubbio: l'iPaq haq il wifi ?

Comunque non me ne faccio niente, e poi come si fa dialogare un mac e un iPaq ?

Corro ad un convegno nell'area teatri e di fronte al mio c'è, guardacaso, conferenza sul wifi, con ugual traffico di schede wifi. All'uscita decido di riprovarci e trovo una rete avaya con accesso a password oppure a carta di credito. Mi rassegno a pagare e clicco sulla carta di credito, che mi rinvia ad una banca francese che non riconosce il "merchant". Chiaramente un network di prova per dimostrare questo pacchetto Avaya. Ormai son o le 7 di sera, mi rassegno e mene vado verso l'uscita. Lungo la strada vedo dei chioschi "free" e cerco di controllare la posta su webmail, ma il chiosco free ti chiede di registrarti, chepalle, così passa una giornata senza controllare l'email (non mi è mancata) ma anche una giornata buttata, lo smau non mi è piaciuto, non ho venduto nessun video, se andavo al Luna Park mi divertivo di più.

A qualcuno è andato meglio col wifi allo Smau ?

5 minuti dopo aver scritto l'articolo precedente, mi sono imbattuto in questo:

worldwidewardrive

25.10.02

Just testing trackback

Questo è il mio primo post con il trackback. Dovrebbe collegarsi all'articolo di Davide Ruda su GnuEconomy in cui si parla di auditel.
E' solo un test...

24.10.02

UMTS e Wi-Fi 8 anni dopo

Roma, 24 Ottobre 2010 - Dopo la fine della prima battaglia elettorale basata sulla tecnologia come valore politico si torna finalmente al mercato. La vittoria del partito del Wi-Fi non risolve la spaccatura che si è concretizzata nel mercato delle telecomunicazioni, unica e quindi fondamentale risorsa industriale d'Europa.

UMTS e Wi-Fi gareggiano oggi sullo stesso settore, quello della connettività senza fili, in un contesto ben diverso da quello che gli operatori si erano immaginati al lancio di queste tecnologie.

Qualche esercente espone ancora oggi telefonini complessi e carichi di gadget e accessori. Le vendite indicano però che il telefono più richiesto sul mercato ha la forma di una bacchetta che si fissa all'orecchio e assomiglia molto di più ad un auricolare che ad un telefono.

La banda larga è tornata oggi in seno all'industria del PC, nata per elaborare e far viaggiare dati, mentre la voce si muove ancora su una rete GSM vecchia, ma affidabile e capillare.

Gli operatori telefonici impegnati nella cosiddetta larga banda mobile oggi hanno terminato quel lungo processo di ristrutturazione che li ha portati da spacciatori di SMS e MMS a veri e propri fornitori di infrastruttura per l'alta velocità su computer, forti di un mercato che vede ormai al 52% la penetrazione di computer portatili di ultima generazione. Tiscali-3 oggi rivaleggia con Telecom, non più con Vodafone-Orange e Enel-TIM.

L'offerta di banda larga casalinga UMTS di Tiscali-3 è caratterizzata dall'accesso senza fili, una velocità effettiva di accesso ad Internet vicina a 2 Mbit/sec e una connettività locale di circa 8Mbit/sec che consente di accedere a servizi di televisione on-demand, sinora snobbati dai più.

Telecom, dopo l'acquisizione di e.biscom, continua l'opera portata avanti dall'operatore milanese di cablare in fibra l'Italia, ma fa pressioni perché la consorella Enel-TIM, ritiratasi nel 2004 dal disastroso mercato dell'UMTS vecchio stile, ci rientri per supplire laddove i clienti non vogliono fare costosi lavori di muratura e pavimentazione soltanto per far arrivare via cavo una "banda larga" che gli arriva più comodamente via etere.

Nel frattempo il calo dei prezzi dei servizi DSL su cavi di rame e il prezzo ormai irrisorio delle reti 802.11a a 100 Mbit/sec a larga copertura sta rendendo il freenet una delle reti più capillari della penisola. La rete autogestita delle Wireless Lan di appassionati, amatori, ma anche semplici utenti raggiunge infatti circa l'80% della popolazione italiana.

Mentre da 20 anni si continua ad udire flebilmente la litania degli "standardizzatori" che vorrebbero che tutti usassero lo stesso sistema, c'è chi della diversità e della molteplicità dei sistemi di accesso ha fatto un proprio punto di forza.

Le differenze degli standard non spaventano un mercato come quello informatico abituato a repentini cambi di direzione. Tra tutti ne sta approfittando Nokia che ha visto andare alle stelle le vendite della sua nuova scheda wireless multi-standard che, oltre a supportare due tipi di Wi-Fi (a e b ovvero lento e veloce) è in grado di collegarsi in Bluetooth, GSM, GPRS, UMTS e UMTS2 (l'evoluzione a 50Mbit/sec), DAB (lo standard per la radio digitale), DVB-T (lo standard per la TV digitale terrestre) oltre alla possibilità di aprire canali dati a bassa velocità attraverso i principali sistemi di telefonia satellitare.

Soprannominata dagli utenti "Panacea" questa scheda del peso di appena 140 grammi antenna inclusa risolve i problemi di connettività senza fili in qualsiasi contesto. Dal centro di una città, dove discrimina in modo intelligente tra le migliori fonti Wi-Fi disponibili, alle aree rurali dove si appoggia su UMTS1 e 2 o su GPRS, fino ad arrivare alle zone non coperte via terra dove si rende ancora utile attraverso l'accesso al satellite.

La risposta di Taiwan a Nokia non si farà attendere e Nokia è pronta, visti i volumi di vendite della sua "Panacea", ad abbassarne ulteriormente il prezzo. Si vocifera che tra breve scenderà sotto la soglia dei 100 euro.


Questo articolo si ispira, neanche troppo velatamente, a future feed forward.

un libro sul mediattivismo

Matteo,
ti segnalo che dai primi di ottobre è in libreria il libro curato da Pasquinelli e Vallauro sul mediattivismo. Ma il libro, work in progress e aperto a nuovi contributi, ha il proprio weblog su rekombinant e può essere scaricato in PDF e RTF (è copyleft).
C'è un pò di tutto, dai weblogs ai Kamkorder Kamikaze, vale la pena di leggerlo.

23.10.02

Salatissimo l'UMTS di 3

Cellman è uno strano sito, fatto da appassionati per appassionati ed è sempre "sulla notizia". Ci anticipa, forse in modo un po' confuso, i punti chiave del lancio di H3G (ora "3"). Spiccano intorno ad uno strano abbonamento onnicomprensivo da 85 euro (al mese?) costi esosi per gli SMS (15 centesimi), le e-mail (18 centesimi) e la navigazione Internet (0,2 centesimi al kilobyte, comunque più bassa delle tariffe operate sulle reti GPRS dagli altri operatori).
Fantascienza le previsioni sulle vendite: "Entro il 2003 circa 2.000.000 di clienti che arriveranno a 16.000.000 entro il 2005".
Curioso il fatto che il lancio "potrebbe" avvenire il 4 novembre, in anticipo sulla campagna pubblicitaria che dovrebbe partire dopo (il 18/11).
E' comunque assai probabile che non ci sia alcun lancio, neanche sperimentale, per tutto novembre. L'impegno di H3G sarà focalizzato in questo mese nell'invasione di tutti i mezzi di comunicazione per fare quella brutta cosa che in italiano si chiama branding e che in inglese si potrebbe tradurre come "farsi conoscere". Per il lancio si vedrà dopo, una volta passati i magi e la cometa.

UPDATE 10/11: Aggiornato il costo della navigazione Internet: non sarà di 2 centesmi di euro, ma di 0,2 centesimi di euro.

22.10.02

Girotondi, community e potere

Su segnalazione di Zu su United riprendo un articolo di Web Content Management sulle affinità tra i girotondi e in generale i movimenti politici dal basso e le community online. Piuttosto lucida l'analisi di Mafe de Baggis e Luca Vanzella che porterebbe a pensare che l'Italia sia molto avanti nei metodi di una nuova aggregazione politica priva di organizzazione e basata sui contenuti, proprio come Internet.

3G già morto? Usiamolo per l'ultimo miglio!

Le voci sugli errori (politici e strategici) commessi nello sviluppo del wireless 3G si moltiplicano ormai su siti, webzine e blog. In Australia invece stanno pensando di usare il 3G per coprire l'ultimo miglio di connessione con le abitazioni e gli uffici, superando così quello che è il principale ostacolo ad una concreta liberalizzazione della telefonia fissa. Credete che l'autority italiana lo permetterebbe?

21.10.02

Le cinque condizioni per non far partire l'UMTS

"Ci spiace quando li chiamano telefonini: sono terminali". Così chiosa Pompei, amministratore delegato di Wind, sull'articolessa di Turani che anche questo lunedì ci è piovuta in faccia da Affari e Finanza. Non ho resistito. Leggete l'originale. Poi godetevi la parodia che segue.

Grazie a max per la segnalazione.

"Lanceremo un servizio che chiameremo UMTS a dicembre, questo inganno ormai è deciso". Tommaso Pompei, amministratore delegato di Wind, è sicuro della riuscita del raggiro e ha l'aria di chi pensa proprio di averla già fatta franca. Insomma, siamo arrivati al momento fatale. "In realtà precisa subito che non si tratterà di un lancio. Distribuiremo due o tre computerini (ops, terminali) a parenti e amici, ma siccome sono di famiglia terranno la bocca chiusa. Sarà una specie di sperimentazione massonica. Non vogliamo far vedere che non funziona nulla, non vogliamo far capire che alla gente l'UMTS non serve". Ma il lancio commerciale vero e proprio quando avverrà? Quando il ragioner Rossi potrà soddisfare l'impeto masochistico di comprarsi il suo (malato) terminale (non si chiamano più persone) UMTS? "Dal primo luglio in avanti, di un anno a piacere tra il 2004 e il 2015".

Crede?

"I (malati) terminali Umts esistono, le presento il nostro esperto, il mago Silvan, ecco, Silvan, mostra i terminali. Ecco un terminale, è molto evoluto, il suo nome in codice è "nebbia", ora lo vedi, ora non lo vedi più. La rete non esiste. Non c'è nulla perché nessuno ci hai mai capito un cazzo. Allora tanto per pararci il culo quando dovremo dire per la decima volta che il lancio è rimandato di sei mesi, abbiamo fissato cinque condizioni assai improbabili prima di passare alla fase dell'inganno commerciale vero e proprio. Ora glielo illustro, anche con l'aiuto del mago Silvan, così capirà che sono condizioni irragionevoli, volte al raggiro del cliente".

Speriamo di non addormentarci e di capirci qualcosa.

"La prima condizione è che sia disponibile un unico (malato) terminale in grado di fare sia l'UMTS che il GPRS (che lo sanno tutti cos'è). Oggi questi (malati) terminali non ci sono. Silvan ogni tanto materializza dei prototipi, fai vedere Silvan, bravo Silvan, ma i terminali saranno veramente disponibili soltanto nel primo trimestre del 2004. Quindi noi per il momento facciamo pippa."

Scusi, ma a dicembre cosa lanciate?

"Un raggiro più piccolo, una truffetta da poco che gira sulla normale rete GSM, con dei telefonini truccati. Ma non faremo pagare nulla. Non lo saprà nessuno. Sarà una cosa tra noi. Non si preoccupi, non avrà fastidi".

La seconda condizione?

"Ah, vede, noi vogliamo che siano disponibili diversi modelli di terminali a prezzi anche abbordabili. Con questa condizione ci mettiamo al sicuro: considerando il numero delle case produttrici che falliranno, quelle che non riusciranno a far arrivare sul mercato un prodotto affidabile e il fatto che comunque costeranno tutti una madonna possiamo ben dire che la seconda condizione non si avvererà mai".

Terza condizione?

"La pace nel mondo"

Qui già la seguo di meno. Di cosa stiamo parlando?

"Stiamo parlando dei conflitti che insanguinano il pianeta. Una volta cessati questi conflitti forse i produttori di (malati) terminali potranno terminale il loro studio sull'handover, ovvero la possibilità di non far cadere la linea quando un (malato) terminale esce da una zona coperta dall'UMTS e entra in una coperta dal GSM. Una specie di cambio in scena. Davvero irrealizzabile."

Quarta condizione?

"Un ambiente tecnologico complessivo stabile, affidabile e interoperabile almeno quanto il piccione viaggiatore".

Già basterebbe, ma tanto per curiosità, la quinta condizione?

"Standard tecnici e commerciali di roaming internazionale. La possibilità di usare gli stessi servizi in tutti i paesi dove c'è copertura UMTS. Pensi che ancora non ci siamo riusciti con i servizi via SMS, che con gli MMS ci sono ancora problemi a farli viaggiare tra due operatori italiani... beh, noi abbiamo posto questa condizione che è decisamente al di là di quello che è umanamente realizzabile. Speriamo infatti nell'aiuto della CIA e della tecnologia aliena su cui il team di Rosewell è al lavoro nell'Area 51."

Ho capito che non verrà mai, ma quali sarebbero stati questi servizi che avreste potuto mai lanciare?

"La telefonata. La possibilità di ascoltare e parlare ad una persona a distanza. Pur sempre una cosa rivoluzionaria, non trova?"

Qualcosa di più?

"Silvan è in pausa pranzo. Può attendere? Il mago è in grado di simulare perfettamente un TG. Peccato non si veda nulla nello schermino e che alla seconda notizia ti venga il mal di testa. Sa, per un telefonino sarebbe molto più indicato un giornale radio, ma qui tutti mi chiedono la multimedialità...".

Mi sembra un po' poco.

"Ma le ho detto che ci si potrà parlare. Non le basta?"

Va bene. Ma avrà successo l'UMTS?

"Certo che no. A fine 2013 credo che come Wind avremo un mezzo milione di abbonati alla fetecchia, e questo dovrebbe rappresentare circa un quarto degli allocchi digitali. Lo scopriranno che è inutile. Vogliono un telefonino, noi gli diamo un computer, una videocamera e un telefono. Nel 2013 ci avranno sgamato da un pezzo. Insomma, per noi sarà dura. E' per questo che ci spiace quando li chiamano telefonini: sono malati terminali".



Ogni riferimento a fatti cose, persone, tecnologie, aziende e amministratori delegati è puramente casuale.

Bernabe', Romiti, Galliani e la 3G

dall'inserto economia del corrieredellasera (quello cartaceo, l'unico disponibile in treno, in attesa del 3G per le masse)
H3G (che ha pubblicato il sito di 3 all'indirizzo www.tre.it) lancia il servizio mobile di terza generazione ad un gruppo selezionato di VIP (very important point of view ?!) tra cui Bernabè, Romiti e Galliani, dei veri trendsetter (!?)
Il passo successivo sarà il reclutamento dei founder attraverso la vendita dei videofonini (trademark) -invece che nei negozi- presso golfclub, fitnessclub e loungebar (corriere scrive lunge bar, io penso lounge bar, ma che sono?)
Comunque, io non mi ero unito all'irrisione del marchio 3, ma inizio volentieri l'irrisione delle loro campagne di lancio, e la allargo al Corriere che dovrebbe almeno cercare di scrivere articoli, se non critici almeno rilevanti, invece di scopiazzare da ridicole cartelle stampa.
Se trovo la cartella stampa, li segnalo per il cut&paste
Lor

18.10.02

digital-is-not-analog.2002

Dal 24 al 26 ottobre 2002 nella Chiesa sconsacrata di San Bartolomeo di Campobasso, si svolge la terza edizione di Digital-is-not-analog.2002, festival di net.art, virus, media jamming, videogiochi modificati, hacking, errori.

Partecipano:
BUREAU OF INVERSE TECHNOLOGY - U.S.A. www.bureauit.org
EPIDEMIC - Italia, epidemic.ws
GENTIAN SHKURTI - Albania
INSTITUTE FOR APPLIED AUTONOMY - U.S.A., www.appliedautonomy.com
JAROMIL - Austria, www.dyne.org
JOSH ON - U.S.A., www.antiwargame.org -theyrule.net
LAN - Svizzera, tracenoizer.org
LAS AGENCIAS - Spagna, www.lasagencias.net
NATALIE JEREMIJENKO - Australia / U.S.A., cat.nyu.edu/natalie/projectdatabase
0100101110101101.ORG - Spagna, 0100101110101101.ORG

More info:d-i-n-a.net

17.10.02

Bollicine per IdeaWeb e Guidegratis

In pieno sboom due società sorprendono con il loro accanimento nel far finta di nulla. Sono Idea Web, rivista "pratica, utile e divertente", che ci promette di "cavare un ragno dal web" e GuideGratis.it, l'ennesimo anonimo sito di viaggio. Cosa hanno fatto? Hanno in onda in questi giorni degli spot pubblicitari su La 7. Come ai bei vecchi tempi.
La pubblicità su La 7 costa davvero così poco? Stanno veramente sperando di avere successo con "l'Internet pratica" e i "viaggi online"?
In cerca di una risposta invoco l'oracolo di Google.

>skip intro un po' piu' accessibile

Mentre mi curo questa odiosa influenza ho fatto un piccolo cambiamento nei fogli di stile del sito, liberando finalmente i font. Andando nel menu "View-->Text size" del vostro browser da ieri potete ingrandire o rimpicciolire i caratteri del sito per addattarli alle vostre abitudini di lettura.
Al diavolo l'impaginazione, hasta la leggibilità siempre.

Speriamo che i blog arrivino anche in Italia...

Riprendo volentieri la "campagna" di dot-coma sull'articolo di Arianna Dagnino apparso smau.it (ah, c'è lo smau, chissenefrega!). Costei si augura che i blog, tipico fenomeno americano, invadano anche l'Italia.
Troppo sensato sarebbe suggerirle di usare la testa, però mi sento almeno di consigliarle di usare Google la prossima volta che scrive un pezzo.
Arianna Dagnino ha scoperto i weblog!

15.10.02

Daily Photo Project, web per (o fine a) se' stesso

Le tentazioni artistiche di un medium che permette la distribuzione immediata di tutti i contenuti che si riescono ad elaborare sul proprio pc sono tante, e oggi più che mai la rete sembra ridondare la struttura di un blog visivo, riempito da artisti liberi di applicare immediatamente qualsivoglia idea. La perfetta applicazione di questa possibilità sembra essere il Daily Photo Project, autoironicamente sottotitolato 'wwie?/when will it end?', di Jonathan Keller, che dall'autunno del 1998 si scatta una foto al giorno e la inserisce in un curioso database in rete che le mostra affiancate a partire da quelle più recenti.

il risultato è quello di una straniante ricostruzione di espressioni, vestiti, pettinature che caratterizzano la quotidianità di ognuno. Basta qualche minuto per annullare la morbosa curiosità voyeristica, schiacciata dalla monotonia, e far scattare, invece una sorta di astrazione dei minimi cambiamenti che ci accompagnano ogni giorno nella nostra stessa rappresentazione, voluti o casuali, e che comunque costituiscono la nostra identità esterna. Un diario minimo, in cui ogni foto diventa un pixel dell'immagine complessiva di un intero anno, e segnala nelle sue differenze l'animazione celata dietro una trasformazione che impercettibilmente segna l'individuo con il suo inseparabile compagno: il tempo.

14.10.02

nasce Clarence LinkShare...

Nasce Clarence LinkShare. Un po' come il nostro SkipAds, solo che potrebbe diventare molto più grande. Un'ottima idea. Almeno in teoria.

Clarence Linkshare utilizza una "ratio" di scambio dinamica che dipende da quanto vengono cliccate le pubblicità testuali che ospiti sul tuo sito. Un incentivo a metterle bene in vista, ma forse anche a... barare.

Altra cosa: se inviti un altro sito ottieni 100 crediti di bonus più, addirittura, il 10% dei crediti ai quali questi avrà diritto. Mhhh, a me sa un po' di All(dis)Advantage. Ok, qui non si fa un buco di decine di milioni di dollari, ma mi sembra un sistema che potrebbe finire per schiacciare i siti piccoli a favore dei grandi.

Voi cosa ne dite?

09.10.02

3: il marchio di H3G in bilico tra Dio e Sony Ericsson

H3G, uno dei due nuovi operatori mobili che dovevano entrare nel "florido" mercato della 3G, svela il suo marchio: 3.
Superato lo sconcerto per la scelta di un numero, gelido e perfetto, a rappresentare un "nuovo modo di comunicare" andiamo a vedere che tipo di lavoro hanno fatto gli espertoni pagati dal gruppo Hutchinson per propagandare il futuro. Spiccano due elementi: l'inevitabilità del riferimento trinitario e la somiglianza con il marchio Sony Ericsson (di cui "3" è senza dubbio una brutta copia).

Si vocifera che il telefono con cui H3G dovrebbe uscire nei negozi entro Natale non funzioni affatto bene. Essendo un telefono a doppia modalità GSM e UMTS ha problemi a passare da una rete all'altra. Sembra inoltre che la batteria duri davvero poco. Ma che ci frega. Ieri il gruppo cinese che ha acquistato le licenze UMTS in mezzo mondo ha svelato il suo marchio commerciale (mi raccomando, in pubblico chiamatelo "brand"). Ed ha sconcertato mezzo mondo.

In realtà c'era stata una anticipazione, ma ci avevano detto solo come si sarebbero chiamati, ma non che aspetto avesse il marchio che rappresenta il nuovo modo di comunicare. Il nome, o meglio il numero, è "3". Tout court.

Perché 3? E' universalmente comprensibile, è semplice ed è diretto. Il comunicato stampa recita: "Tempo e spazio hanno tre dimensioni. Abitiamo il terzo pianeta del sistema solare. Per dare continuità alla vita, ci voglio un padre, una madre e un figlio. L’aria che respiriamo è fatta di tre elementi fondamentali; persino il battito cardiaco presuppone tre movimenti".

Tutto richiama al 3. Quello che però l'ufficio stampa non si affanna a dichiarare è che in Italia c'è una solida organizzazione che proprio sulla forza del suo 3 basa decisioni importanti per tutto il globo: si tratta della Chiesa di Roma con la sua trinità.

Penso a 3 e in mente ho solo un triangolo, con dentro un occhio, vedo 3 e penso: "trinity, il nuovo operatore mobile!". Ma a tutto questo non si poteva pensare. 3 è un marchio "globale e locale" (aridaje col glocal) come recita il già citato comunicato. Allora adiamolo a guardare questo 3.

Sul sito www.three.com (gli indirizzi Internet non possono essere rappresentati da un numero, guarda un po') vedo un 3 un po' gonfio, con un esterno in "titanio" e un interno multicolore. I colori cambiano continuamente come in un fumettone. La metafora è la solita: un disegno biologico, ma innovativo incapsulato in un involucro tecnologico. Ma, attenzione, state vedendo la brutta copia di un brand che invece questa visione la materializza completamente: l'originale è il marchio di Sony Ericsson.

Esteticamente sgradevole, allusivo, poco caratterizzato. E' questo l'inizio del futuro?

3G: Gasparri la spara grossa su IPSE

Mentre tutti sono soddisfatti della chiusura/spezzatino di Blu, il ministro Gasparri ne approfitta per sparare una balla micidiale su IPSE 2000. L'Ansa riporta: Ipse ''vive un momento particolare'' ma il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, ritiene che ''partira' e operera', anche se hanno tempo fino al 2004 per gli adempimenti previsti per l'umts''.
Ma Gasparri sa che l'azienda, attraverso scivoli e incentivi all'esodo, si è già liberata di circa 400 dei 600 dipendenti e che il suo attuale obiettivo è quello di vegetare, senza lanciare alcunché, in attesa di poter vendere la sua licenza UMTS.
Seguite la vicenda su IPSE DOSMIL e sul suo forum.

Trovato il business model per i blog. O forse no

Fa parlare di se BloggingNetwork, un sito che si propone come mega portale dei blog a pagamento chiedendo soldi ai lettori e ridistribuendoli agli autori dei blog. Una sorta di ebay dei blog.
Sono scettico, molto scettico. Per i dettagli e la discussione vi rimando al sempre ottimo dot-coma.

04.10.02

CUT&PASTE a lieto fine: Splinder-MyTech

Dopo la segnalazione di Blogorroico l'articolo di Splinder sui blog è stato giustamente accreditato a Marco Mazzei. Buona parte dell'articolo veniva da questo suo articolo su MyTech, successivamente ripubblicato su blog.it in copyleft.

Segnalate, segnalate, segnalate.

03.10.02

Pippol si arricchisce

Pippol il sito bandito si arricchisce con nuove rubriche e nuovi autori: Senzarete di Stefano Balassone - uno dei creatori della terza rete rai, Educazione permanente di Filippo Solibello - autore e conduttore su RadioDue di Caterpillar, Videogheims di Antonio Koch - inafferrabile espertone e virtuoso del joystick, Da che mondo immondo di Martino Pinna - un talento appena maggiorenne.


Entra nel mondo della poesia con: Ahi Ahi Haiku di Amleto De Silva.

E ancora: nel uichend, Fioriblù il niusupplemento culturale per un popolo di santi, poeti e navigatori internet, propone racconti di Diego De Silva, Paolo Nori, Fabrizio Venerandi e altri, conosciuti e non, giovani scrittori.

Oltre, naturalmente, a tutto quello che ormai mezzo mondo conosce e apprezza: le vignette di molti ex-ragazzi di Cuore come Bertolotti&De Pirro, Minoggio, Calandi; gli articoli dei giornalisti Michele Gambino, Franco Canevesio, Francesco Signor; gli spunti e le riflessioni dei docenti universitari Flavio Baroncelli e Francesco Siliato; i racconti di Amleto De Silva, Diego Pastorino; tanto altro ancora. Dunque satira a tutto tondo, per ridere ma non solo.

Sul sito www.pippol.it o tutti i giorni nel comodo formato niusletter.

01.10.02

Dot-store: e-commerce art

Presentata in anteprima all'interno della prima edizione del Festival Italiano di Net.Art BananaRAM conclusosi la settimana scorsa ad Ancona, Dot-store è un’opera che sfrutta lo scenario di un e-shop come mezzo di diffusione di una serie di operazioni artistiche sia on-line che off-line.

Dall'autunno 2002 fino all'autunno 2004, all'interno dell'operazione di e-commerce artistico di Dot-store si potranno acquistare una serie di prodotti vintage a basso costo che si riferiscono sia alla storia del world wide web sia all'esplosione della telefonia mobile avvenuta negli anni '90. Lo scopo principale di questo progetto, firmato dal duo britannico di Thomson & Craighead, è quello di puntare l'attenzione sulla confusione tra gli spazi pubblici e privati all'interno di Internet e sulla crescente sovrapposizione tra testimonianza personale e interesse aziendale. Inoltre, come già altri lavori di Thomson & Craighead, vuole sottolineare come i cambiamenti della tecnologia mutino il modo in cui percepiamo il mondo intorno a noi.

Il 15 settembre 2004 dot-store.com sarà messo all'asta su ebay.co.uk. Questa azione segnerà la fine di di dot-store come opera artistica. L'asta comprenderà tutti i pezzi invenduti, l'intero sito come si presenta online, il logo e il dominio. Altri dettagli verranno forniti al momento della vendita che aprirà al prezzo di UK £ 01.00.

(raffaella albamonte siciliano)


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