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The web's missing links

Prima i weblog si sono occupati di dare a tutti la possibilità di pubblicare, realizzando l'idea di Berners-Lee secondo la quale il web doveva essere a due vie. Adesso i blogger si stanno impegnando perché anche i link, che di solito ti guidano da A a B a C, possano essere percorsi a ritroso, nella direzione inversa.
Una piccola mania? Forse, ma anche uno sforzo per dare coerenza ad un grande progetto e una risorsa per il futuro.
Ne ha parlato David F. Gallagher sull'MIT Tech Review, colgo l'occasione per aggiungere la mia.

Una delle passioni di chi ha un sito è quella di spulciare giorno per giorno, ma anche ora per ora, le statistiche in cerca dei link da cui i navigatori sono arrivati. Un tempo era uno sport riservato ai webmaster, ma poi sono arrivati i blog e hanno messo in evidenza che i link che partono dal proprio sito sono tanto importanti quanto quelli che ci arrivano.

Questo ha portato a pubblicare su alcune pagine gli indirizzi dei "referer" (così si chiamano in gergo) ovvero gli indirizzi delle pagine Internet che fanno "riferimento" alla propria. In giro ci sono diverse applicazioni che consentono di fare questo. Su >skip ad esempio ho usato per lungo tempo Link Feedback.

Il sistemino di Sean Nolan funziona bene, ma ad un certo punto ho iniziato a sentire il bisogno di qualcosa di più e da qualche ora ho messo in piedi un mio sistema di tracciamento che non solo pubblica in home page gli ultimi 10 "referer", ma visualizza sulla fascia di destra di ogni articolo i link che hanno portato visitatori direttamente sul singolo articolo. In questo modo è possibile sia sapere chi ha segnalato il mio sito negli elenchi dei siti amici, sia chi ha fatto riferimento ad un articolo e, magari, ne dibatte sul suo weblog.

Ma tutto questo funziona solo se qualcuno materialmente clicca su un link che trova su una pagina e questo potrebbe non avvenire. Per ovviare a questo difetto e per fare in modo che i link di cui si è destinatari siano chiaramente identificabili i creatori di Movable Type hanno creato Trackback.

Trackback è uno standard che consente ai weblogger di avvertirsi l'un l'altro dei link che hanno fatto ai propri articoli. Nel momento in cui volessi aggiungere qualcosa su un articolo che ho trovato su un blog posso far mandare un "ping", un piccolo avvertimento, al sito che ha pubblicato per primo la storia, in modo da farmi inserire automaticamente in un elenco di articoli correlati presente su quel sito.

Al momento in Italia siamo in due ad aver messo in piedi il trackback: io e GnuEconomy che peraltro ha pubblicato una buona descrizione del sistema con molti link utili. Ma già se ne parlava un po' di tempo addietro su blogorroico ed è facile presumere che altri seguiranno.

Il meccanismo può sembrare macchinoso, poi il trackback è l'ultima novità, quindi non ci sono implementazioni semplici da usare, ma se prenderà piede potrebbe cambiare il modo con cui navighiamo, consentendoci, pur restando nella periferia della ragnatela, di ripercorrerla fino al centro senza doverci affannare sui motori di ricerca e senza dover visitare i siti "centrali" uno per uno. Potremo fare tutti i passaggi (logici, temporali, geografici) a ritroso per andare all'origine di un dibattito e non solo seguirne le evoluzioni dal punto in cui siamo.

Che lo standard sia Trackback o un altro a me non interessa. La cosa fondamentale è che sia possibile creare nuovi piani di lettura per chi visita i weblog, che si possa navigare tra siti collegati, ma decentrati e indipendenti, che si possa andare avanti e indietro nello spazio dei link, ma anche e soprattutto nella loro dimensione temporale.


Su Internet:
MIT Tech Review - The Web Missing Link
Link Feedback
Movable Type - Trackback
Trackback su GnuEconomy


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