IPSE 2000 non esiste (se lo ripeti diventa vero)
Parliamo di IPSE 2000 e proviamo a mettere insieme un po' di risposte che portano all'amara conclusione che alla fine è tutta una questione di contabilità delle perdite. Dove i dipendenti non sono una perdita, ma un'arma da scagliare contro Gasparri.
La notizia della mobilità per 109 dei 122 dipendenti è di qualche giorno fa. Ci ho messo un po' a metabolizzarla. Viene dopo un anno e mezzo di congelamento delle attività. Dopo che in più fasi erano apparse all'orizzonte soluzioni che salvavano la componente industriale e finanziaria (parlo della capacità di vendere le frequenze) e la componente umana (l'obbligo di "vendere" insieme alle frequenze anche i dipendenti). Si affacciavano anche dei compratori (i soliti noti) e tutto sembrava vicino ad una svolta.
Certo, la società aveva perso la prima tranche di 4.700 miliardi di lire, ma l'arcano è proprio in quella cifra: essendo stata pagata anni fa è ormai stata contabilizzata nei passivi di tutti gli azionisti. Questo vuol dire che quella licenza che ora hanno sul groppone è come se non esistesse più: vale pochissimo ed è già costata (nel passato). Restano le rate per le frequenze aggiuntive da pagare: un esborso oggi è esattamente quello che gli azionisti vogliono evitare e così hanno deciso di mettere in piedi la loro nuova strategia.
Di fronte ad un ministro Gasparri possibilista e un decreto sul trading delle frequenze (alias vendita delle frequenze) in dirittura d'arrivo qualcuno ha deciso che le cose andavano un po' accelerate. Come si sblocca una situazione del genere? Secondo presidente ed azionisti buttando nella mischia i dipendenti! Ed ecco la mobilità che scatta tra 50 giorni per 109 dipendenti. Gli altri 450 (me compreso) se ne sono andati via nel corso dell'ultimo anno e mezzo ognuno con una buonuscita diversa, giurando in Confindustria di non rivalersi mai contro la società, di rispettare il giuramento delle giovani marmotte, di essere bravi e buoni.
Per il resto è necessario presumere che i 13 dipendenti rimasti faranno attenzione a non sedersi mai a mensa allo stesso tavolo e che daranno una mano allo studio Ripa di Meana per liquidare il baraccone.
Questo il piano strategico, a dire il vero alquanto bislacco, che governa le sorti del secondo consorzio UMTS. Ovviamente i dipendenti sono sul piede di guerra più che mai e organizzano un sit-in a settimana. Peccato che tutto questo non faccia notizia e che i media pur parlando sovente di UMTS non facciano altro che citare la presenza di H3G e i ritardi di Vodafone, Tim e Wind. Perché comunque, è bene ricordarselo, IPSE 2000 non esiste.
Vedi anche:
IPSE DOSMIL