La fantalegge Urbani, le major e il pirtupìr
Bruce Sterling ha spesso affermato o lasciato intendere che secondo lui l’Italia è avanti, molto avanti rispetto al resto del mondo. In effetti siamo stati il primo paese a fare retate nelle case di chi aveva una BBS, il primo paese a mettere a capo del governo un magnate dei media e forse saremo il primo paese a vietare le reti peer to peer.
Da quando lavoro per una multinazionale dell’intrattenimento ragiono più spesso sul rapporto tra le lobby dell’industria dell’entertainment, le reti di pirateria a pagamento e i sistemi di file sharing.
Se dovesse essere approvata la proposta Urbani si aprirebbero molti scenari interessanti, alcuni - a onor del vero – alquanto paurosi, ma che metterebbero l’Italia in prima linea nello svelare i meccanismi che stanno dietro all’evoluzione del mondo digitale interconnesso.
Vorrei partire da una analisi delle conseguenze di questa nuova norma per allargare il campo alle conseguenze economiche che porterà, per concludere infine con qualche considerazione “di scenario” per la sopravvivenza non del peer to peer, che sopravviverà di sicuro, ma delle major. E la sopravvivenza delle major, in questo momento della mia vita, è anche mio interesse.
La legge anti-p2p
La prima fantalegge del corpus legislativo italiano
Secondo quanto riportato sinora la proposta Urbani è la prima legge che supera le frontiere della scienza e della tecnica e che è applicabile solo in un futuro non troppo prossimo. I provider infatti non sono in grado di procurarsi sistemi di filtraggio tali da riuscire, una volta intercettata una comunicazione fatta attraverso un sistema di file sharing, ad individuare di che file si tratti e se è proprietà intellettuale di qualcuno. Da questo punto di vista si tratta quindi di una vera e propria fantalegge.
Arrivederci Telecom, addio Fastweb, è stato bello Tiscali...
Come giustamente scrive Cesare, in assenza di servizi commerciali in concorrenza alle reti peer to peer non si spiega perché gli utenti dovrebbero continuare a pagare alti canoni per avere una ADSL da usare per la mail e per navigare sul Web. Sarebbe la fine della banda larga in Italia.
Boom di iscritti a giurisprudenza!
Ammesso che i provider si procurino la fantamacchina che riesce a capire che cosa sto scaricando e se è protetto da copyright, la cosa interessante sarebbe vedere il numero di assunzioni che l’ufficio legale dei provider dovrebbe fare per denunciare tutti i propri utenti e il numero di avvocati specializzati in diritto di autore che saranno impegnati a difendere gli utenti. Insomma, mai più disoccupazione per i laureati in giurisprudenza!
Dove eravate quando hanno tolto la libertà di parola su Internet?
Per parafrasare l’omnicitato passo di Mike Godwin è possibile che oggi stesso possiamo rispondere alla domanda retorica posta dall’esimio esponente dell’EFF. Io ero al lavoro. Tu eri a casa. Michela era dal fidanzato...
Conseguenze sul mercato
Ritorno offline
La prima conseguenza di un crackdown sulla pirateria telematica - vale la pena di ricordare che la pirateria telematica non ha tipicamente scopo di lucro - sarà a mio avviso un allargamento del giro della pirateria “da strada” o “da banchetto”. L’interessante logica sottesa a questo meccanismo è che chi fa una cosa per passione viene vessato, chi la fa per guadagno subisce allo stesso modo leggi restrittive, ma ha più possibilità di farla franca. A livelli di “princìpi” mi sembra davvero una brutta cosa.
Giro di affari
Non sono il solo ad affermare che in un mercato come quello dei prodotti culturali il consumo genera consumo, l’interesse genera interesse, le cose portano altre cose. La rete raggiunge chi consuma più prodotti di intrattenimento, raggiunge proprio le fasce a reddito medio-alto che sono destinatarie dei prodotti che le major vogliono difendere. Privare il mercato della possibilità di scaricare dai sistemi peer to peer non necessariamente aumenterà gli introiti delle liceissime industrie cinematografiche e musicali. Anzi, secondo me ad una chiusura del mercato del peer to peer corrisponderà una riduzione anche del mercato dei prodotti “legali”.
Perché il peer to peer è un bene per le major?
Cinema, radio, televisione, satellite, p2p per me pari sono
Argomento trito e ritrito, ma vale la pena di ricordare che ogni volta che la tecnologia ha reso possibile l’impossibile, ovvero con l’avvento del cinema sul teatro, la radio sui dischi, la televisione sul cinema, il satellite sulla televisione e il peer to peer su tutti gli altri strumenti, in un primo momento si è sempre demonizzato il nuovo per mantenere in piedi il mercato creato dalla vecchia tecnologia. La storia insegna che nessuna nuova tecnologia ha ucciso quella che c’era prima.
Marketing vecchio, mercati nuovi/1 ovvero “il catalogo”
Nel mercato dei prodotti digitali riprodotti su supporti atomici (ovvero dei CD e dei DVD) valgono regole di marketing che impongono, in tendenza, di inondare il mercato con tantissime copie di pochissimi prodotti. Solo così si ottengono i margini di guadagno più elevati. Finché non c’è libertà di scelta ci si adatta a pescare dal paniere che le major hanno scelto per noi. Poi però quando si rende disponibile l’intero catalogo, sia dei prodotti già rilasciati, sia di quelli ancora da rilasciare, le richieste del consumatore si fanno più sofisticate.
Il solo fatto che sia esistito storicamente il file sharing ha fatto capire agli utenti/clienti che Messaggerie musicali, Blockbuster e Ricordi – tanto per fare qualche esempio – sono negozietti dove non si trova nulla. Persino i più grandi megastore del mondo oggi non possono rivaleggiare con la ricchezza del catalogo disponibile sui sistemi di file sharing. Quella di rendere disponibile ai propri clienti l’intero catalogo dei prodotti è forse la vera prova che l’industria dell’entertainment dovrà affrontare.
Marketing vecchio, mercati nuovi/2 ovvero “la pianificazione temporale”
L’idea di lanciare un prodotto in diversi formati secondo una pianificazione temporale è finita, morta. Provo a spiegarmi meglio: pensare di far uscire un film nei cinema e poi, dopo 6 mesi, far uscire il DVD è oggi fallimentare. I consumatori hanno a disposizione il Divx dei film quando escono al cinema. Le major dovrebbero adeguarsi allo stato delle cose e rilasciare i propri prodotti nei cinema e nei negozi nello stesso momento. E’ l’unico modo per far concorrenza alle reti peer to peer e provare a riprendersi quel pezzo di mercato che hanno perso.
Marketing vecchio, mercati nuovi/3 ovvero “le uscite nazionali”
Ma un’altra cosa che non ha più senso è pensare di far uscire film, CD e DVD in momenti diversi in diverse parti del mondo. Il mercato digitale si muove in tempo reale: se una band ha finito un CD ed ha fatto qualche copia per gli amici quella è la data di rilascio del disco, non quella decisa dal marketing dei discografici. Se un film esce negli USA, quella è la data di rilascio mondiale, visto che quel film sarà a quel punto disponibile (probabilmente in bassa qualità) in tutto il mondo. Se ad esempio negli Stati Uniti esce il DVD di un film che non è ancora entrato in programmazione nelle sale del mio paese, beh, come si fa a dire che ancora quel film in Italia non è uscito se io lo posso vedere sul televisore del mio salotto?
”Sì, ma i miei profitti?”, disse la major.
Quello digitale è un mercato pericoloso ed insidioso. La diffusione del PC e di Internet è senza dubbio una rivoluzione più grande come entità e conseguenze della diffusione della radio o della televisione. Non ho qui la soluzione. Non so come le major potranno portare a proprio (anche giusto) profitto il mercato digitale. Resta il fatto che oggi non posso fare legalmente quello che posso fare illegalmente. Posso seguire giorno per giorno una serie TV americana dall’Italia senza dover attendere che Raiset o Fox la acquistino e la doppino. Posso accedere ad una libreria musicale che va dalle registrazioni di 78 giri in lavagna alle prossime hit musicali che non sono ancora uscite. E le major non mi danno alternative: devo usare sistemi peer to peer per avere ciò che voglio, perché ciò che voglio, sul mercato legale e rispettoso del copyright, non c’è.
Conclusioni
Credo che se passerà un provvidemento come quello ventilato da Urbani sarà una cosa salutare per tutti. Certo l’idea di essere denunciato da Telecom perché sto scaricando le puntate della terza serie di 24 (ebbene sì, sono “reo confesso”) mi fa venire un brivido alla schiena. L’idea di non poter fare un link “ed2k” che porta ad un file disponibile sulla rete edonkey è piuttosto terrificante. Ma credo anche che la legge Urbani sia inapplicabile sia per ragioni tecnologiche, sia per ragioni economiche e che sia inaccettabile dal punto di vista dei diritti civili.
E’ chiaro che bisogna combattere il proibizionismo telematico verso cui stiamo andando a rapide e ampie falcate. E’ chiaro che le istanze relative al peer to peer sono da ascriversi alle libertà personali ovvero ai diritti civili e che quindi vanno discusse al livello politico (e dovrebbero essere già da tempo nei programmi dei partiti). E’ anche vero che la MPAA e la RIAA dovranno rivoluzionare il modo in cui lavorano e questo a me non sembra alla fine un gran male.
Comments
insomma... lasciamo che facciano la loro fantalegge, che si accorgano di far solo ridere (e incazzare i loro clienti) - e poi sì che dovranno usare il cervello e vedere di capire come affrontare il mercato digitale. Mi piace :)
Posted by: Massimo Moruzzi | 06.03.04 11:43
matteo,
gran bel post .
M.
Posted by: massimo mantellini | 06.03.04 14:35
E' chiarissimo quello che hai scritto in questo interessantissimo post. Condivido tutto e su un passo del tuo post che riporto " Se ad esempio negli Stati Uniti esce il DVD di un film che non è ancora entrato in programmazione nelle sale del mio paese, beh, come si fa a dire che ancora quel film in Italia non è uscito se io lo posso vedere sul televisore del mio salotto? Volevo dirti che stanno pensando anche a questo nel senso che vorrebbero mettere sul mercato tecnologia blindata: televisori, Decoder, Videoregistratori, con limitazioni per impedire la registrazione dei programmi satellitari. Ciao*
Posted by: Pattinando | 07.03.04 23:00
D'accordo in tutto e leggendo le tue osservazioni mi è lampato in testa un paragone: l'esercizio della prostituzione veniva in origine "autoregolamentata" e tollerata in case, poi un tal ministro proibì tutto questo, vomitò la sua legge e...ebbe fine la prostituzione? Ovviamente no, ovviamente i grandi business finiscono sempre nelle mani di grandi pappa...
Non sono loro però gli stupidi perchè non sanno cos'è il p2p. Siamo noi gli stupidi che non ci accorgiamo che non serve sapere cos'è il p2p per capire in che direzione vanno i soldi.
Ciao.
Posted by: skybullet | 08.03.04 01:46
La verita' e' che l'industria dei contenuti ha una idea ben diversa sul futuro digitale ... e questa idea si chiama DRM, sistemi criptati, hardware, software, dal primo all'ultimo livello, un sistema che non preveda piu' il possesso di un contenuto ma solo la fruizione limitata nel tempo e nello spazio! Questo e' l'obiettivo, farti pagare un tot per ascoltare un brano e vedere un film. Una evoluzione dell'on demand, paghi per ascoltare un brano, per ascoltarlo in macchina magari il prezzo e' diverso, non puoi prestare a nessuno l'ultimo film comprato, il lettore del tuo amico controlla l'identita' biometrica dell'utente ...
devi esserci tu, ad ogni visione viene scalato l'indice, quante visioni hai comprato? Potrei andare avanti con scenari dl genere ... ma il primo grande passo e' il DRM!
Posted by: paolo | 08.03.04 03:16
Bel post.
La vera novita' portata dal p2p mi sembra ben delineata nel paragrafetto "il catalogo".
I gusti della gente sono molto piu' variegati di quanto vorrebbero farci credere le multinazionali dell'intrattenimento e soprattutto di quello che si vede in tv e si sente alla radio.
Posted by: Lorenzo | 08.03.04 08:32
Trovo tutto il ragionamento un pò infantile. Si, ok, ci piace un sacco il p2p, ma tentare di giustificarlo come salubre e vantaggioso se solo le major cambiassero rotta e decidessero di abbracciarlo, stiamo veramente rasentando l'assurdo. Il sistema discografico si fonda su una certa catena del valore, su certi passaggi che aumentano i costi, una certa struttura e tutte le persone in essa implicate. Una struttura che difende con le unghie e i denti il copyright semplicemente perchè questo è previsto per legge, e vorrei vedere chi non lo farebbe, dato che alla fine è dallo sfruttamento di questi diritti che derivano i loro proventi.
Nuove organizzazioni, con strutture sviluppate per nuovi modelli di business basate sul p2p, proponendo musica legale di cui detengono i diritti ma che invece di affannarsi a blindare permettono di diffondersi liberamente come richiamo pubblicitario, ad esempio, questa potrebbe essere una scommessa. Ma non andiamo in giro a raccontarci che sono le major che si devono adeguare, Loro (le major) non solo non si adegueranno, ma combatteranno una battaglia sanguinosissima, da cui non usciranno altro che sconfitti, noi e loro.
Posted by: Pier Paolo | 08.03.04 12:37
Sono d'accordo con Pier Paolo. Se da una parte la legge in preparazione è davvero una fantalegge, questo mi sembra davvero il sistema peggiore per contrastarla. Leggendo questo articolo non posso che pensare che chi l'ha scritto non sia altro che un pirata da quattro soldi che usa ogni bit della sua banda per RUBARE, e violare ogni legge (e morale, ancora prima di legge) sul diritto d'autore.
Il fatto stesso che si possa pensare che l'unico uso dell'ADSL sia quello di rubare (tanto da pronosticare la fine della banda larga in Italia!) è così tristemente ironico. Io ho una ADSL da 4 anni, e non la uso certo per scaricare film o musica pirata. C'è tanto altro, su Internet. E grazie a Dio non sono l'unico.
Anche il paragrafo sul "ritorno della pirateria offline" è risibile. Conosco tantissime persone che non avevano *mai* acquistato una videocassetta pirata ma ora scaricano tonnellate di film di Internet. Il mercato nero è diventato un infinito numero di volte più grande da quanto esiste la banda larga e i DVD.
Il mio punto è che se esistesse una legge in grado di fermare la pirateria senza bloccare i mia libertà di utilizzo del computer e di Internet, non potrei che accoglierla a braccia aperte. Ma questa non è chiaramente la fantalegge in preparazione.
Posted by: Giovanni | 08.03.04 13:42
Se io fossi una major, tanto per provare a rispondere al quesito "Si, ma i miei profitti?", comincerei col diventare un provider in modo da incamerare una parte dei soldi che gli utenti del p2p spendono per scaricare files.
Secondariamente punterei sull'altissima qualita', in modo da avere files "originali" pesantissimi da scaricare e "copie" scaricabili di qualita' inferiore (dvd/divx, wav/mp3).
Con questo secondo sistema si e' riusciti fino ad adesso a far fronte alle duplicazioni illegali (fotocopie da libri, cassette da cassette/vinile, cassette da radio, etc).
Insomma, cercherei di traformare l'"originale" in qualcosa che faccia veramente gola e cercherei di lucrare sui costi telefonici e di connessione.
Posted by: L'invidioso | 08.03.04 16:47
Mah. Parlero' da utente generico.
Vuoi distruggere il p2p in una notte? metti i CD a 5 euro e i dvd a 10; e il marocchino sublimera' siccome canfora.
Io non vedo e non vedro' mai l'equivalenza "smetto di scaricare ergo comincio a comprare"; perche' il presupposto e' "non ho i soldi per comprare" ..... indi ... al massimo, smetto di scaricare.
E' questo il mercato di iTunes et similia: eliminando i costi della distribuzione/stampa/magazzino/etc possono offrirti ad una frazione del prezzo lo stesso prodotto che altri danno incellofanato, e facendoti pagare 15 euro di cellofane e 5 di musica. Pero' capisco che c'e' gente che sul cellofane e confezioni ci campa; e mi immagino i figli di queste persone, con i loro pugnetti stretti e gli stomachini chiusi ... domandarsi cosa arrivera' per cena. Per i primi 5 secondi mi fanno anche pena. Poi penso al marocchino, e mi fa piu' pena lui.
E' molto molto tempo che non compro un CD al negozio, forse tre anni. Mi ricordo ancora che uscii dal negozio con 3 CD in mano, avendoli pagati circa 90 o 100 euro.
Ora, 100 euro sono una somma ragionevole per chi lavora, ma per il 15enne (target della musica da cane che gira ora) sono una somma esagerata: che NON AVRA' MAI, a meno di sacrificare forse un mese di paghetta.
Pero' magari a natale si puo' far regalare l'attrezzino cazzuncello che suona mp3 che puo' scaricare da internet --- ecco che il cerchio si chiude: con 3 euro si scarica un CD da un luogo *legale* e se li tiene finche' vuole, magari alla fine se li masterizza pure.
Il problema e' che la tecnologia dei DRM e' talmente indietro e talmente ORBA che non si riuscira' MAI a mettere daccordo tutti.
Allora vietiamo tutto il vietabile! non si sa bene a cosa portera', ma intanto ci facciamo un po' di cagnara attorno ... poi con calma metteremo a fuoco il problema e alla fine qualcun'altro una soluzione la trovera' pure.
Bah.
Sara' una guerra sanguinosa: da una parte multinazionali miliardarie e dall'altra 15enni inflazionati. Facile capire chi vincera', difficile capire il modo, impossibile prevedere il seguito.
Ora come ora, io compro solo e solamente DVD, e li seleziono attentamente. Mentre prima potevo permettermi di trovare una o due "cassette balorde", ora compro solo titoli che hanno almeno vinto N oscar ... senno ciccia, non posso permettermelo.
Ah, questa sarebbe la fine del cinema a medio budget? puo' darsi. Alla fine ci sara' un solo "ben hur" all'anno, uno per compagnia americana e stop. Poi si scanneranno tra loro tipo "there can be only one".
Resistere al cambiamento e' impossibile, qualcosa deve cambiare: forse e' meglio "guidare" il cambiamento che attizzare una guerra inutile.
'Zalut
Posted by: Pisquano | 08.03.04 19:29
Gran bel post. Complimenti.
Posted by: Aghenor | 08.03.04 20:38
Beh che dire? devo confermare anch'io quanto è ovvio? Massì! ^_^
Quello che scarico lo scarico perchè lo scarico :) se un cd/dvd/libro/gioco lo voglio comprare, lo compro. Se smettessi di scaricare non spenderei più di quello che spendo adesso, anzi meno, levando non solo l'abbonamento a internet ma anche i cd-r e perchè no, pure un po' di corrente elettrica :)
Senza contare che cmq il sistema di p2p è ciò che spinge in avanti lo sharing, ma non è essenziale, le cose che non ho mai scaricato con irc, ftp...con tanti bei FXP su supereva (quando ancora si poteva) rip da mezzo giga con un 28.8, o tempora o mores!
Posted by: Cinabro | 08.03.04 21:05
no spiacente non ci sto.
dal momento che tecnicamente sarà impossibile almeno per ancora qualche anno monitorare chi sta scaricando cosa (foooorse con ipv6, ma prima che attecchisca sarò nonno..)escludete immediatamente la possibilità di identificare i pirati. e non parlo del futuro, parlo di ora: esistono già programmi che trovi da scaricare da altre reti 'insicure' p2p, che ti permettono di montare reti private protette da crittografia forte e confidenzialità (uno su tutti: waste della nullsoft, ritirato subito dopo che si sono accorti che era un bazooka nelle mani di un talebano, ma tranquillamente scaricabile dai vari p2p). e qualcuno mi viene a dire che è illegale infrangere QUESTI copyrights? 35-40 euro per musica e altrettanto per film? quando a 28 euro mensili scarichi l'infinito (programmi da centinaia di euro compresi!) ?
siamo seri: prima di diventare stimati professionisti con pacchi di euro nelle tasche da spendere per la propria libido tecnologica tutti passano dalla fase ragazzo-slirato-curiosità. e come credete che si possa imparare? con le licenze scolastiche? oggi giorno per coltivare la propria fantasia/abilità informatica/creatività si deve interagire con 10/15 media diversi. significa che secondo i benpensanti dovrei farmi almeno dalle 7 alle 10 licenze educational, con cifre totali importanti persino per gli studi commerciali, figuriamoci per il nerd squattrinato...
rubate, e rubate con orgolio, e chiunque dica che con la broadband non ci si scaricano solo i contenuti piratati si vergogni: almeno in modo anonimo, abbia il coraggio delle proprie azioni (perchè con i 12Kbytes di un ISDN vi assicuro che internet e la posta vanno da dio, a meno che non vi stiate facendo mandare da un amico l'ultimo mp3...)
:)
Posted by: per u p2p che chiudono 100 nascono | 08.03.04 23:29
ciao, mi fa piacere scoprire che non sono l'unico blogger a indignarsi per questa risibile proposta di legge!
Posted by: grimmo | 09.03.04 10:14
Mi piace vedere come in italia facciamo venire da ridere a mezzo mondo.. abbiamo un presidente della repubblica che è stato indagato... dei ministri che pretendono di fare dei decreti su cose che nemmeno sanno che esistano. Urbani sarà anche ministro dei beni culturali, ma per quanto ne sò io di internet e affini non sa proprio un tubo.. almeno prima di sparare eresie in questo campo si documenti.. roba da ridere..
Posted by: CriMinaL_SpuTnicK | 09.03.04 17:45
Beh.. che dire? E' già stato detto tutto! Io in ogni caso sono d'accordo con chi dice che anche senza ADSL non comprerebbe di più comunque!
Ho 25 euro di paghetta al mese, io! E ci devo uscire con la ragazza, e ci devo ricaricare il cellulare, e ci devo comprarmi da mangiare quando sono all'università di giorno. E devo anche comprarci i dischi? Buhauauhuaha!
Non ho tempo di lavorare e guadagnare soldi. I miei possono permettersi di pagarmi l'abbonamento adsl, ma non, NON, quei dischi introvabili che tanto mi piace ascoltare. E così? Cosa succederebbe? Semplicemente che verrei privato della possibilità di ascoltare qualcosa che è per me un momento di relax assoluto, quale è per me l'ascolto di una bella canzone quando, stanco per la giornata passata sui libri, mi distendo sul letto con le casse del pc accese.
Se non potessi più scaricare da internet.. beh, non potrei di certo permettermi anche solo più di due cd al mese. La musica alla radio non mi piace. La musica che comprerei sui cd non mi piace.
Andrei avanti un mese a distendermi sul letto e ad ascoltare il suono del silenzio? Certo, a voi che state al governo non importa un fico secco di quel che faccio io la sera. Però mi pare di avervi votati proprio perché vi importi qualcosa di me, non vi pare? Siete il mio governo, sono io che vi ho votati. Ed è così che mi ringraziate? Io vi ho dato la possibilità di andare lì a mettervi soldi in tasca. Voi venite da me e i soldi me li fate solo uscire? Non è un bel modo di ringraziare.
E poi.. parliamoci chiaro, dai! Le case discografiche non ci stanno perdendo così tanto. E' vero che siamo in tanti a scaricare, ma è anche vero che molti di più sono quelli che continuano a comprare! E chi scarica da internet è perché come me non ha la possibilità di spendere soldi in dischi ogni settimana. Ed è perché come me non hanno la possibilità di mettere le mani su tutte le bellissime cose che ci sono in giro per il mondo e che difficilmente sono accessibili.
Per questo penso che tutta questa faccenda del peer2peer e di quant'altro abbia con esso attinenza sia da biasimare!
Ora.. qualcuno avrà da ridire su quel che ho scritto.. beh, a quel qualcuno rispondo: ho espresso la mia personalissima opinione. Rispetto la vostra, che deriva dalla visione della faccenda da una posizione in cui voi avete molte più possibilità di quante ne ho io. Voi rispettate la mia, e soprattutto.. datemi la possibilità, vi supplico! Permettetemi di continuare ad ascoltare ciò che per me è un momento di svago e di evasione dall'alienazione sempre più profonda della nostra società...
Posted by: Trancer Boy | 09.03.04 21:49
Allora... se le major facessero i-Tune anche per i film non si risolverebbe tutto? Per una cifra che dovrà essere minore di quella dei film in vendita nei negozi e che mi garantisce qualità assoluta potrei anche fare a meno di rompermi a fare amicizia con i peeromani. O no? Cacchio, tolgono il prezzo di distribuzione, il prezzo del supporto e fan pagare solo i diritti no?
Posted by: doge | 10.03.04 01:02
Bel post.
Che aggiungere? Il punto focale, almeno per quanto riguarda ma, e' "Il catalogo".
Qualsiasi negozio del mondo vende CD della signorina Spears. Uno o due i CD di Aphex Tween.
Inoltre anche quello che si trova ha un costo "stupido" per gente "stupida".
Ho notato che i CD musicali ora durano 30 minuti.
E li pago 20 euro, come quelli vecchi da 60 minuti. Dite che la quantita' conta meno della qualita'? Ok, ma allora perche' la signorina Spears costa come qualsiasi altro CD (entro variazioni di 2-3 euro)?
Dite che vende di piu' quindi possono permettersi di tenere il prezzo alto? Al corso di economia mi avevano detto che se vendi di piu' abbatti i costi fissi e puo' vendere ad un prezzo piu' basso. Dite che e' il contrario? Come mai allora i "Carmina Burana" che non vende un tubo, costa comunque un botto?
Non ci capisco niente.
Ad ogni modo comro solo DVD selezionatissimi possibilmente in offerta (ma il 99% dei DVD in offerta e' spazzatura) o dalle riviste (niente contenuti speciali, ma in fondo: chi li guarda i contenuti speciali???).
E soprattutto scarico dal "lavoro" con una connessione veloce (e non con una "finta" connessione veloce per cui pago per avere 640 Kbps mentre ne ho si e no 270 Kbps..)
Le major non credo cambieranno, altrimenti non sarebbero piu' major. Le produzioni minori invece non prenderanno mai il sopravvento perche' non hanno le potenzialita' distributive.
Insomma, per finire, per me possono anche killare legalmente tutti i P2P, tanto sorgeranno nuovi sistemi FTP based, e buonanotte a tutti Infatti personalmente preferisco navigare tra gli FTP da cui scarico piu' velocemente, ma e' piu' difficile reperire il materiale ma nel caso i P2P chiudessero i battenti, la comunita' digitale non ci metterebbe molto ad adattarsi.
Che dite?
Posted by: Dwarf | 10.03.04 15:50
Salve vorrei dire anche io la mia, sono anni che navigo su internet, ho visto la rete delle reti nascere, crescere ed estendersi a dismisura e poi cambiare di nuovo, voi pensate davvero che questi signori riusciranno a fermare una cosa che è più grande di loro ma di parecchio? poi dico un'altra cosa sappiate che i nostri governanti i loro fattarelli se li sanno guardare per bene, vedi il parrucchiere gratis 2 volte al mese per tutte le deputate dopo tutti i soldi che prendono mensilmente e la pensione, ora non voglio dirigere il mio post verso questa cosa ma la questione è chiarissima, le major contattano il signor Urbani e gli offrono la classica mazzetta per far promuovere questa legge e lui da bravo politico corrotto accetta e fà la proposta! (chiaro no?!). Ora vi parla una persona che anch'essa fà della musica e che è iscritta alla siae e posso dirvi che i frutti del nostro lavoro (del mio gruppo) vengono prelevati dai signori delle major a noi non tocca nemmeno il 3% - 4% ora secondo voi? se il peer 2 peer continuasse a noi cosa ci cambierebbe? tanto sono sempre la major che continuano a vivere e a proporre i loro prezzoni!!! (vedi i vecchi cd dei 99 posse, che costavano pochissimo).Altro aspetto notevole è che per andare a casa di ogni persona a sequestrare il tutto per multarlo non solo è una cosa imanamente ingiusta pergiunta si và contro una valanga di leggi che i nostri signori avevano già proposto e accettato vedi esempio legge per la privacy, ora signori fate i vostri conti e...
meditate gente... meditate!
Posted by: Exc3ss | 10.03.04 17:52
Una volta per avere quel bel giochino/programma appena uscito ci si rivolgeva allo spacciatore di games & cotillons di fiducia, ovvero colui che a sua volta dall'Italia mandava una bella lettera allo statunitense/tedesco/danese di turno e si faceva spedire il pakketto con la copia di quel gioco o quel programma appena crakkato.
A questo bel pakketto ci si piazzava la propria intro e poi... eccolo bello pronto per la distribuzione che avveniva a macchia d'olio.
Dunque... oggi cosa accadrebbe.... Immaginate se la legge sul p2p diventa decreto e viene approvata al 100%.
La banda larga va a farsi fukkare, assime alla borsa e tutte quelle aziende di telefonia ecc ecc intaliane, l'industria del web va a farsi fukkare e tutte le software house italiane ritornano allo stadio... vuoi l'aggiornamento te lo spedisco per posta.
Inoltre se io fossi un bel pirata informatico(che per me non è altro che un buon spacciatore) cosa farei ... me ne andrei in Austria e mi farei una bella connessione via cavo che li cosa circa 15/20 euro mese e inizierei a scaricare a manetta per poi spacciare il software nella nazione degli spachetti, mandolini, pizza e cachi e leggi del C###o... signori diventerei ricchissimo in poko tempo! Rifornirei tutte le schiere di marokkini, abusivi e negozietti di software tarokko in tutta Italia che nel frattempo si saranno moltiplicate e smetterei di fare il lavoro dispendioso e mal retribuito che oggi faccio.
Ahheeeeeee che la mafia è belllllaaaaa (capisch a me!)
Posted by: Tlosm | 10.03.04 18:24
Io credo che il progresso vada di pari passo con la tecnologia... mi spiego meglio: uscirono i dvd, tutto criptato, tutto sicuro... poco dopo, un ragazzino quindicenne scrisse DeCSS e fanculo alla protezione. Non appena vieteranno l'illegalita' del P2P (ammesso e non concesso che questo accada) verra' fuori qualche altro "mezzo" per la diffusione dei contenuti; questo e' poco ma sicuro. Nonostante anch'io scarico qualcosa che mi interessa, quando mi capita, non sono favorevole alla diffusione illegale di opere appartenenti a artisti che magari hanno sudato parecchio per creare. Il fatto e' che l'illegalita' sta anche dall'altra parte... se un CD costa 18 euro e' a causa della SIAE... se costasse la meta', ne prenderei due a settimana, ma cosi' sono costretto a prenderne uno al mese, quando riesco, e SOLO perche' ho una gran passione per la buona musica. Saluti...
Posted by: Daniele | 10.03.04 18:34
Ritengo che questa legge sia troppo morbida. Propongo la pena di morte e confisca di tutti i beni familiari fino al 5 grado a chiunque detenga, usi o abbia intenzione di acquistare un computer.
Posted by: David | 11.03.04 09:56
HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!!!!!!
Tutto ciò è molto divertente.
Salve, sono Troy McClure. Forse vi ricorderete di me per... ehehe scherzo. Parlando seriamente, non capisco cosa effettivamente vi preoccupa, voglio dire, pensate realmente che passata la legge (stupida e controproducente a mio avviso), internet e il file sharing cesserà d esistere? Ne dubito fortemente, state tranquilli che un'alternativà uscirà fuori SICURAMENTE, e non dobbiamo stare neanche a scervellarci più di tanto, perchè saranno molto probabilmete anche i grandi colossi come mamma Telecom e zia Infostrada (cioè chi accuserà maggiormente il colpo) a trovarla, perciò tranquilli, date tempo al tempo, e per citare il più grande statista Italiano del 900 "...La storia mi darà ragione."
Posted by: Otto | 11.03.04 12:34
Premetto che sto per dire qualcosa che nella realtà presente è solo utopico, ma la dico lo stesso. :)
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E se mai a qualcuno venisse in mente di rendere statale la musica (italiana), in quanto patrimonio culturale nazionale???
O meglio far diventare i cantanti (italiani) dei dipendenti statali.
Sarei curioso di sapere quanto prendono (in termini percentuali sul prezzo del CD che compro) i cantanti e i cantautori,i veri fautori della musica, e quanto prendono (sempre in termini percentuali sul prezzo del CD che compro)le major.
Tutte quelle che sarebbero le spese per la sicurezza, l'implementazione di sistemi di controllo (che prevedono l'acquisto di strumenti e il pagamento di consulenza tecnica), il tempo perso da parte delle forze dell'ordine a fare retate o altre operazioni (tempo che potrebbero dedicare a combattere altre attività criminali ben più pericolose, salvaguardando la nostra sicurezza fisica piuttosto che quella culturale) sarebbero invece spese per gli stipendi degli artisti.
Non ci dovrebbero perciò essere aumenti di tasse, visto che si parla di un riutilizzo del denaro.
Quindi gli unici operatori del mercato diventerebbero: Lo Stato e gli autori.
Risultato dal punto di vista dei diritti d'autore?
Ottimo. Non avrebbe senso "rubare" la musica, la cui distribuzione avverrebbe magari proprio tramite delle P2P italiane; non ci sarebbe modo di plagiare la musica, visto che tutto passerebbe per un filtro.
Magari un'azienda/ente che si occuperebbe di effettuare un controllo sulla musica e di rendere poco accessibile quel ramo di lavoro statale istituendo delle selezioni (dei conocorsi) dove solo i migliori aspiranti artisti potrebbero passare, evitando un afflusso eccessivo di gente nel ramo (che farebbe aumentare troppo la spesa pubblica) ed elevando la classe delgli artisti stessi che non sarebbero così gente banale ma gente che dimostra di avere reali capacità e virtuosità nel campo; magari una major trasformata potrebbe diventare quell'ente, ecco come le major in questa "utopia" non scomparirebbero. Esse verrebbero pagate dagli aspiranti artisti.
Certo dovrebbero rinunciare ad incassi enormi ma in fondo non siamo noi che viviamo di musica, sono loro che ci campano, quindi sta a loro trovare nuove attività nel campo che permetterebbe loro di sopravvivere.
Potrebbero diventare i nuovi conservatori o potrebbero sostituire la telecom (applicando ragionevoli e concorrenziali prezzi) nel campo del P2P diventando (come diceva qualcuno qui prima di me) dei provider specializzati in musica.
A loro resterebbero gli accordi con la Telecom.
Comprendo che sarebbe possibile solo per la musica e solo quella italiana ma col tempo ci potrebbero essere delle imitazioni da altri stati ampliando così il fenomeno. Il P2P in quel caso sarebbe il miglior mezzo e avrebbe il pieno potere che ha tutt'ora con la differenza che sarebbe libero e legale.
Utilizzato sempre a spese dell'utente che continuerebbe a usare la ADSL di Telecom ma non pagherebbe tasse.
Che comunque la legge Urbani sembra prospettare sotto forma di aumento dei costi per i provider che si vedrebbero costretti ad aumentare i costi agli utenti.
Dicendo in generale che una cosa è "utopia" solo a causa delle diverse intenzioni di chi è al potere e solo perchè si andrebbe contro il sistema. (Storia insegna)
Concludo dicendo (da buon votante della casa delle libertà - di lunga tradizione).
QUALE GIOVANE VOTERA' MAI PIU' LA DESTRA????
Posted by: Diego | 11.03.04 15:39
Se permettete anch'io vorrei dire la mia!
Mi sembra allucinante che non esista un "filtro" che valuti un giusto rapporto qualità prezzo fra le varie "opere artistiche".... viglio dire: è giusto pagare 15 euro un Cd di Alex Britti e 15 euro un CD di Miles Davis? ovvero è giusto pagare 12 Euro l'entrata al cinema per vedere Natale sul Nilo ed altrettanto per Il Cacciatore? Credo proprio di no!
Ed in molti dicono no! Non è corretto comportarsi così, sulle "opere d'arte" la legge non prevede il soddisfatti o rimborsati... Forse la colpa è solo degli Italiani che sono privi di coscienza di classe e troppo bonaccioni per ribellarsi a tutta la spazzatura che ci fanno ingoiare...e a caro prezzo!
Posted by: Ugo | 12.03.04 14:40
E' una situazione strana: al governo c'è il polo della libertà......ma questa mi sembra una legge liberticida, in perfetto stile terzo reich. Cmq io personalmente non mi farò piegare alla volontà delle major.
Posted by: xyz | 13.03.04 01:25
per citare un detto le major vogliono avere "la botte piena e la moglie ubbriaca". si lamentano che i div-x e gli mp3 in genere gli sottraggono introiti e poi sono loro stessi che promuovolo lettori cd mp3 o lettori div-x da salotto.
Posted by: pinco pallino | 13.03.04 18:32
Beh il tutto mi fa comunque ridere. Inutile dire che considerato il fatto che è una legge inattuabile, la possono anche fare tanto non cambiera niente ...
Posted by: M | 13.03.04 21:46
Bimbi ma non c'e' di cosa preoccuparsi.. la storia ci insegna che più tentano di blokkara il p2p... mejo si skarika, han fermato napster... e mo si skarikano film...musika.. programmi e gioki... magari dopo sta legge... potremmo skarikarci la figlia di urbani in topless :| ki lo sa' :D :D :D
Posted by: r0x | 14.03.04 03:15
qualcuno ha idea di quali siano state le risposte dei providers?
Posted by: massimo | 14.03.04 22:05
Io dico solo una cosa dal momento ke loro nn vogliono + ke noi prendiamo musica divx quel ke volete allora in primo luogo la telecom fa tutto questo x trarne profitti 2 io nn posso comprare tutti i cd o dvd ke escono ogni settimana anke perke la spazzatura ke se la tengono loro io quando vado a comprare un cd o un dvd perke mi da emozioni.Loro nn possono venire a prendersela con noi ke ci divertiamo e da qui nn facciamo lucro,dovrebbero andare a sprecare tutta la fatica in altri posti dove davvero la gente ne crea profitti(mercede bmw,ville ecc) andare a togliere ad un marokkino oppure ad un padre di famiglia ke tenta di portare a casa almeno i soldi x mangiare se loro pensavano di gestire meglio i soldi e davano lavoro a tanta gente si limiterebbe di tanto, questi invece pensano solo a mangiare loro è i loro profitti
Posted by: adriao | 19.03.04 06:12
Secondo me invece di cercare in tutti i modi di creare e far approvare leggi contro il peer to peer ( secondo me 1 cosa molto giusta xchè una persona appartenente ad un ceto sociale medio non può acquistare dvd o cd musicali, altrimenti i conti a fine mese nn tornano soprattutto se è un padre di famiglia ad essere appasionato di p2p!) lo stato dovrebbe cercare uomini che rubano soldi dall'azienda per cui lavora mandandola in rovina, come nel caso parmalat, xchè credo ce ne siano a centinaia in Italia, xciò con una maggiore attenzione alle cose più serie che potrebbero far crollare in modo sostanziale l'economia italiana! Come conseguenza nn si avrebbe nemmeno più il p2p!
Posted by: Bart^ | 19.03.04 14:55
ragazzi non ce niente da preoccuparsi o meglio fate mena pubblicità perkè scarikare mp3 avi software e tutto il resto non è mai stato legale quindi non so perkè vi state allarmando così tanto quello che ci rovina e la pubblicità la legge ce sempre stata solo che non e mai stata così pubblica...più la gente se la dimentica più non viene applicata e tutti scarikeranno felici e contenti come e sempre accaduto!!!
Posted by: Gianni | 19.03.04 15:05
secondo me nn è giusto creare leggi contro il p2p e sono daccordo cn quello ke ha detto gianni(post precedente)...:)
Posted by: Jack | 19.03.04 15:23
io nn mi preoccupo affatto e manco la penso la legge e solo far capire ke ci sono tante cose da fare nel nostro paese invece di pensare al p2p
Posted by: adriano | 19.03.04 15:56
"Non ho tempo di lavorare e guadagnare soldi. I miei possono permettersi di pagarmi l'abbonamento adsl, ma non, NON, quei dischi introvabili che tanto mi piace ascoltare. E così?"
Dipende da quanto spendono i tuoi per la dsl. La stessa canzone scaricata da Rossoalice e dal sito delle Messagerie Musicali presenta differenze di prezzo considerevoli: 1,79 euro su Rossoalice, 70 centesimi alle Messaggerie. Suppongo che per quanto economica possa essere la tua dsl saremo nell'ordine dei 600 euro all'anno, cui vanno aggiunti il costo del computer, del modem e dell'energia elettrica per accendere e far funzionare il tuo prezioso stereo. Siamo buoni, diciamo, includendo l'ammortamento del computer per una durata di vita media di tre anni, mille euro all'anno di roba. Con mille euro scarichi legalmente 1.428 canzoni dal sito delle Messaggerie, circa centoventi canzoni al mese. Ora, mi puoi dire che vivete in ristrettezze (e, con tutto il rispetto, non ti crederei), ma se sei un vero musicofilo sai che nessuno riesce umanamente ad ascoltare seriamente 120 brani musicali al mese. Io ho comprato due CD di Enrico Rava ("Easy Living") e ci sono andato avanti dieci giorni, per analizzarlo, studiarlo, capirlo a fondo. Cerchiamo di capirci anche sulla qualità dell'ascolto, che in certi casi può giustificare il prezzo di un CD (vi ricordo che un compact costa come due ripetizioni di inglese ma vi dura una vita).
Posted by: Marco | 24.04.04 13:05
Volevo sapere da Giovanni...
Cosa scarichi di così grande, non protetto da alcun copyright, da dover ricorrere alla banda larga?
Cioè.... ipotizzando che io abbia un 56 k... per quale motivo dovrei passare all'adsl? Per scaricare COSA di legale e completamente free?
Posted by: Cristian | 14.05.04 18:08
mi trovo d'accordo su Posted by: Pisquano at 08.03.04 19:29 - analisi ben ragionata.
è interessante anche il passaggio - riferito alla Major - Posted by: Diego at 11.03.04 15:39
" Certo dovrebbero rinunciare ad incassi enormi ma in fondo non siamo noi che viviamo di musica, sono loro che ci campano, quindi sta a loro trovare nuove attività nel campo che permetterebbe loro di sopravvivere."
Franco
Posted by: Francesco | 24.05.04 22:33