Più avanti, più indietro
Urbani è più avanti. Secono questo comunicato della presidenza del consiglio il decreto Urbani (questo il presunto testo) è stato approvato con alcune modifiche rispetto alla proposta annunciata nei giorni scorsi.
Punto informatico pubblicava già ieri una prima sintetica analisi in cui evidenziava come la sanzione per il pirata domestico sia una multa di 1,500 €. In attesa di conoscere il testo definitivo approvato non è possibile andare molti più a fondo nell'analisi.
I punti caldi, al di là della sanzione per chi scarica materiale © via peer-to-peer, a mio avviso sono i seguenti:
- Che ruolo avranno i provider nella caccia ai pirati? Quale saranno le loro responsabilità e come cambieranno i contratti di uso dei servizi Internet?
- Che impatto avrà questa norma nel limitare la liberà di espressione su Internet? In particolare bisognerà capire cosa intende il legislatore quando parla di attività di promozione o incentivo all'uso del p2p per scopi "illegali".
Resta tutta da scoprire anche la reazione che la Rete dimostrerà da un punto di vista tecnologico. Il Freenet Project langue, le reti server-less sono ancora in fase di sperimentazione (Kademlia a tratti funge, a tratti no), ma visto che ragioniamo in "tempo Internet" tutto può succedere.
Come ultima istanza dopo questo formale divieto all'uso di tecnologie peer-to-peer vorrei tanto avere qui sottomano i servizi legali approvati dalle major per scaricare/vedere/comprare musica e video. Ma non esistono, almeno non in Italia. E questo la dice lunga su quanto siamo indietro.