Prende spunto dal californiano Distributed Libary Project un progetto tutto italiano: la Babelteka. Si tratta di una biblioteca pubblica distribuita, in cui il catalogo dei libri è fornito proprio dagli utenti. Alla base dell'idea c'è il peer-to-peer, applicato però ad oggetti e transazioni del mondo reale.
Per spiegare in breve il concetto originario, senza il contorno ideologico che i promotori dell'iniziativa giustamente mettono in risalto, si può decidere di condividere parte dei propri libri, dischi e video. Gli altri utenti potranno chiedere in prestito oggetti che gli verranno forniti da altri utenti. Il sistema marcia secondo il sistema di valutazione dell'affidabilità dei partecipanti reso celebre da ebay e si basa sulla completa gratuità dello scambio.
Tra poco anche parte del mio catalogo sarà online per chi vorrà qualcosa in prestito.
Cercando un po' meglio le reazioni che ci sono state al decreto Urbani mi sono imbattuto nelle proteste della lobby discografica FIMI che contesta al ministro dei Beni Culturali l'assenza degli mp3 dalla legge anti-p2p. Affascinante questo aspetto di un legge che, oltre ad essere sbagliata nei princìpi, è anche scritta male.
Durante la stessa ricerca mi sono imbattuto in questa intervista a Fernando Mantovani della EMI e Enzo Mazza della FIMI. Tra verità più o meno vere emerge comunque il fatto che sono le stesse case discografiche, con i loro barocchi sistemi di licenze, ad essere i primi nemici dei sistemi di download legale (in questo caso della musica, ma la stessa considerazione vale anche per i film, i libri, etc.).
Interessante anche la parte in cui si tenta di difendere il costo dei brani sui principali sistemi “legali”: 99 cent (di dollaro) sono una cifra giusta per questi signori.
Di fronte a tutte queste assurdità è stupefacente quanto la licenza lanciata da Creative Commons un anno fa circa sia avanti. E' nella
la soluzione ai problemi del ©.
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