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15.09.04

Piccoli passi per salvare il mondo

Di fronte a queste cose mi emoziono: Creative Commons - Developing Nations license launched

02.09.04

Biblioteca peer-to-peer

Prende spunto dal californiano Distributed Libary Project un progetto tutto italiano: la Babelteka. Si tratta di una biblioteca pubblica distribuita, in cui il catalogo dei libri è fornito proprio dagli utenti. Alla base dell'idea c'è il peer-to-peer, applicato però ad oggetti e transazioni del mondo reale.

Per spiegare in breve il concetto originario, senza il contorno ideologico che i promotori dell'iniziativa giustamente mettono in risalto, si può decidere di condividere parte dei propri libri, dischi e video. Gli altri utenti potranno chiedere in prestito oggetti che gli verranno forniti da altri utenti. Il sistema marcia secondo il sistema di valutazione dell'affidabilità dei partecipanti reso celebre da ebay e si basa sulla completa gratuità dello scambio.

Tra poco anche parte del mio catalogo sarà online per chi vorrà qualcosa in prestito.

13.03.04

Decreto Urbani: FIMI contro

Cercando un po' meglio le reazioni che ci sono state al decreto Urbani mi sono imbattuto nelle proteste della lobby discografica FIMI che contesta al ministro dei Beni Culturali l'assenza degli mp3 dalla legge anti-p2p. Affascinante questo aspetto di un legge che, oltre ad essere sbagliata nei princìpi, è anche scritta male.

Durante la stessa ricerca mi sono imbattuto in questa intervista a Fernando Mantovani della EMI e Enzo Mazza della FIMI. Tra verità più o meno vere emerge comunque il fatto che sono le stesse case discografiche, con i loro barocchi sistemi di licenze, ad essere i primi nemici dei sistemi di download legale (in questo caso della musica, ma la stessa considerazione vale anche per i film, i libri, etc.).

Interessante anche la parte in cui si tenta di difendere il costo dei brani sui principali sistemi “legali”: 99 cent (di dollaro) sono una cifra giusta per questi signori.

Di fronte a tutte queste assurdità è stupefacente quanto la licenza lanciata da Creative Commons un anno fa circa sia avanti. E' nella la soluzione ai problemi del ©.

11.03.04

Perché le major devono cambiare strategia/2

Un annuncio interessante. George Micheal intende continuare a fare musica al di fuori dell'industria discografica.

18.03.03

All your post are belong to il Cannocchiale

Come mi segnala Stefano Vitta di bloggers nei commenti del penultimo post anche il contratto dei blog de il Cannocchiale contiene una clausola vessatoria sull'uso commerciale dei testi inseriti dagli utenti: "Qualora l'Utente metta a disposizione del Riformista, per la diffusione tramite qualsiasi strumento di rete (Internet, telefono, sms, ...), materiali o pubblicazioni in relazioni ai quali sia titolare dei relativi diritti di proprietà intellettuale, il Riformista s'intenderà autorizzata dall'Utente allo sfruttamento economico di tali diritti che sia connesso alla suddetta pubblicazione o diffusione, con rinuncia da parte dell'Utente a qualsiasi corrispettivo, fermo il diritto morale di esserne riconosciuto autore."
Senza demonizzare niente e nessuno sarebbe il caso che gli utenti di Splinder e de il Cannocchiale suggerissero alle due società di cambiare politica. Il contratto, così come è oggi, è davvero poco rispettoso dei diritti degli utenti e, peraltro, per quel poco che ne capisco di contratti, impedirebbe ai blogger di adottare licenze alternative come la Free Documentation License o una delle licenze di Creative Commons.

All your post are belong to Splinder

Dopo la segnalazione relativa a bloggers, che a seguito delle critiche mosse da >skip e da Manteblog ha cambiato le condizioni d'uso del servizio, Kate mi segnala che anche splinder non è da meno. Si arroga infatti i diritti allo sfruttamento commerciale di qualsiasi testo postato sui blog del suo network. Una cosa davvero grave.
Di seguito il testo della segnalazione di Kate, che condivido pienamente.

Continue reading "All your post are belong to Splinder" »

13.03.03

Mondadori contro Liber Liber

Queste sono le cose che mi disgustano. Apprendo da Pioggiacida che la Mondadori, pur non avendo la legge dalla propria parte, fa la voce grossa con Liber Liber, gruppo che cura il Progetto Manuzio, costringendo l'associazione a mettere offline i testi di D'Annunzio.

12.06.02

Bowie: il copyright non esistera' piu' nel giro di 10 anni

Un musicista tra gli altri è pronto a rinunciare ai profitti derivanti dalla distribuzione e la vendita dei dischi. Si tratta di David Bowie che, pur avendo appena fondato una casa discografica, crede che il copyright non esisterà più nel giro di 10 anni. La cosa comunque non lo spaventa affatto: è eccitato all'idea di dover tornare al contatto con il pubblico per fare soldi.
Le case discografiche sono in ascolto?
NY Times - David Bowie, 21st-Century Entrepreneur

04.04.02

Il nuovo CD di Celine Dion manda in crash i computer

Non solo il nuovo CD di Celine Dion è protetto dalla copia con il sistema Key2Audio di Sony, ma, secondo l'Hollywood Reporter, potrebbe mandare il crash il computer in cui viene inserito.
Non dovrebbe con questo danneggiare i dati ivi presenti, ma sicuramente ottiene l'effetto di mandare in bestia i consumatori.
Complimenti a Sony e alla Dion.
Yahoo - The Hollywood Reporter - Dion's new CD crashing party for some users

29.03.02

Olanda: KaZaA non e' illegale

Secondo una corte di appello olandese KaZaA può continuare a distribuire il suo software di file sharing p2p. La distribuzione del programma infatti non costituisce reato, come affermava la sentenza di primo grado, anche se usando il software è possibile scambiarsi file protetti da copyright.
Wired News - Reuters - Kazaa Gets the Green Light

26.03.02

DMCA: per favore salvate le radio online

Salon.com approfitta del caso di somaFM per parlare della campagna contro la revisione del Digital Millennium Copyright Act che, assimilando lo streaming audio alla copia digitale della musica, vincolerebbe tutte le radio Internet a pagare cifre esose in diritti, costringendole in pratica alla chiusura.
salon.com - Web radio's last stand

19.03.02

Cadute di stile: Repubblica viola il copyleft

Troppo bello per essere vero l'articolo di Rampini apparso su Repubblica di lunedì. Clarence e Il Barbiere non si sono lasciate sfuggire le assonanze tra il pezzo del corrispondente nella Silicon Valley e l'articolo di Graham Lawton apparso sul New Scientist e successivamente tradotto in italiano da Internazionale.
Peccato però che Repubblica si sia limitata al copia & incolla, contravvenendo una regola fondamentale del copyleft e della Design Science License: quella di evidenziare chiaramente l'autore e la provenienza dell'articolo originario.

17.03.02

Copyleft: OpenCola, OpenLaw e l'esperimento del New Scientist

Segnalazione in ritardo di qualche settimana (la trovate da qualche giorno su tutti i principali weblog). Internazionale pubblica la traduzione di un ottimo articolo di Graham Lawton apparso sul New Scientist. Lawton esplora l'applicazione delle teorie dell'open source a prodotti diversi dal software, citando tra gli altri OpenCola e OpenLaw.
Con lo stesso articolo, poi, fa un esperimento: la licenza con cui è tutelato l'articolo è copyleft. Alle condizioni della Design Science License non solo è possibile copiare, incollare, ripubblicare e stampare l'articolo, ma anche modificarlo a propri scopi, basta che la fonte venga citata e che il prodotto che ne risulta venga a sua volta distribuito con la stessa licenza.

03.03.02

Kahle e l’Internet Archive in lotta con le leggi sul copyright

Business Week intervista Brewster Kahle, uno degli eroi dell’era dell’informazione, gestore dell’Internet Archive e di Wayback, due iniziative mirate a dare ad Internet una storia, un senso del tempo.
Il suo progetto non privo di senso, di soldi e di un business model ha però un nemico giurato: le leggi sul copyright. E gli avvocati rischiano di far fallire il tutto.
Business Week - A Library as Big as the World

04.10.01

Copyright: due australiani hanno il tuo numero

Due compositori australiani, Nigel Helyer (noto come Dr Sonique) e Jon Drummond, hanno messo in atto un progetto quantomeno bizzarro. I due hanno registrato circa 100 miliardi di toni di altrettante sequenze di numeri di telefono.

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31.07.01

Alice e le meraviglie del copyright

E’ curiosa la sorte che spetta ad "Alice nel paese delle meraviglie" nell’edizione pubblicata da Adobe. Correva il rischio di restare intrappolata nei meandri di una licenza davvero curiosa. Il testo di Carrol, per quanto caduto il copyright, nella versione di Abobe non si può salvare in altro formato e non si può copiare se non in piccole parti.
Ne parla Zeus News.
Zeus News - Alice e le meraviglie del copyright

11.06.01

Copyright: da diritto d'autore a pratica monopolistica

Non aggiunge molto all'attuale dibattito sul copyright l'articolo apparso recentemente su ZdNet firmato dal giovane Joshua S. Bauchner. Sono comunque interessanti le sue considerazioni sulla perdita dell'originale scopo del diritto d'autore, ovvero quello di proteggere gli autori e non i gestori dell'informazione.
ZdNet - Technology and the corruption of copyright

22.05.01

L'informazione vuole essere libera, non la mia pero'!

Cosa succede quando le teorie sulle scambio libero delle informazioni vanno a cozzare contro i tuoi interessi? Il problema se lo e' posto Steven Levy quando ha visto a piu' riprese i suoi libri apparire gratuitamente in Rete ad opera di anonimi netziens. Dove finisce il desiderio dell'informazione di "essere libera" e dove iniziano gli interessi degli autori?
Newsweek - The Day I Got Napsterized

08.05.01

La nuova legge danese sul copyright cambia tutto. Forse no.

Una nuova legge, allo studio del governo danese, vuole consentire a chi acquista musica o la scarica da Internet una maggiore libertà di azione. I margini del provvedimento sono incerti, la reazione delle lobby non si è fatta attendere, con toni aspri e proposte discutibili.

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10.04.01

L'Unione Europea e il Diritto d'autore

Anche l'Unione legifera in materia di Diritto d'Autore, accogliendo gli emendamenti del Parlamento Europeo. E lascia spazio anche alla riproduzione delle opere purchè l'uso non sia commerciale.

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