"(...) under a sky like a gray-scale Chibachrome of a Turner print, too powerfully backlit." Pattern Recognition, 2003
"The sky above the port was the color of television, tuned to a dead channel." Neuromancer, 1984
Il cielo di William Gibson, 19 anni dopo, ha ancora qualcosa di artificiale. E' retrolluminato, luminescente, irreale. Il suo scenario invece si è trasformato. La matrice di Case il cowboy del cyberspazio è davanti agli occhi di tutti. Così l'inventore del cyberpunk decide di partire dalla Internet di oggi.
"Google Cayce and you will find a "coolhunter", and if you look closely you may see it suggested that she is a "sensitive" of some kind, a dowser in the world of global marketing." Pattern Recognition, 2003
"(...)(Case had) operated on an almost permanent adrenalin high, a byproduct of youth and proficiency, jacked into a custom cyberspace deck that projected his disembodied conciusness into the consensual hallucination that was the matrix." Neuromancer, 1984
Cayce Pollard indossa un bomber MA-1 dell'aviazione americana accuratamente riprodotto da una ditta giapponese. Boone Chu indossa un parka della Royal Air Force. Peter Gilbert è noto su Internet con il nome di Parkaboy. Questi sono alcuni dei personaggi, ognuno con la sua divisa, che ci accompagano nella ricerca dell'autore del "filmato".
Questo non porta a nulla in un romanzo dove gli oggetti contano. C'è la voglia di Gibson di dire, io ci sono, sono qui nel presente e voglio riprodurre la tua realta, caro lettore. E il lettore di Gibson è un feticista. I protagonisti si accompagnano ai loro giubbotti di nylon, satinato, liscio, luccicante. In una realtà fatta di sottoculture emergenti quanto evanescenti, di giochi più grandi di quanto lo sguardo possa abbracciare. Ricostruiti su frammenti.
Il cyberspazio è un forum, il Fetish:Footage:Forum. Dove troviamo esseri umani invece di "strutture di dati", dove ci si scambiano e-mail invece di cercare bit multicolori nelle maglie della matrice.
La continua, sorda paranoia di Case diventa l'attenzione alle coincidenze, la capacità di pre-visione di Cayce. La somiglianza dei due nomi, di alpha e omega, è dichiarata dall'autore come non intenzionale. Ma questo fa parte del rompicapo di quell'uomo che sulla quarta di copertina tocca le sue Converse di pelle con una mano. Dichiarandosi parte del presente del lettore.
I cercatori e i loro amici, il pericolo e l'intuizione restano come elementi comuni. Ma la prospettiva cambia. Come la natura della ricerca. Un pezzo d'arte cinematografica, anzi molti pezzi, tagliati e pubblicati nelle maglie di Internet senza una sequenza apparente.
"The footage", il girato, il metraggio, senza luogo né tempo, affascina i puri del forum, dove si sviluppano amicizie, alleanze, si scoprono nemici. Ma il mondo fuori dal Fetish:Footage:Forum è dominato dal marketing. Un marketing che attende solo di mettere un marchio sul "footage".
Le sacche di tossine nel corpo di Case gli impediscono di collegarsi al cyberspace deck. Cayce soffre di brand-fobia. Tommy Hilfiger la spiazza, l'omino Michelin la devasta. Case cerca un chirurgo che lo salvi. Cayce, nella ricerca, ripete il suo mantra.
"He took a duck in the face at two hundred and fifty knots".
Da qualche tempo verapeste è l'inviata di >skip intro nel mondo dello slash. Dopo la traduzione di "Sottintesi", si è cimentata in uno slash originale ed italiano. Per non essere da meno delle sue colleghe statunitensi ha scelto di prendere in prestito il celeberrimo commissario siciliano creato dal Sommo, Camilleri.
All'annuncio della scelta del protagonista a me è venuta una discreta acquolina. Acquolina che è stata poi completamente soddisfatta da un lauto pasto letterario in salsa montalbanesca.
Però prima di lasciarvi pasteggiare "Se una notte d'estate un commissario" vorrei chiedere scusa a verapeste per averci messo così tanto a pubblicare questo splendido racconto. Era finito in un buco nero della mia mailbox...

In questi giorni di corsi e di dispense per gli studenti non ho proprio avuto il tempo di seguire la preparazione di Culture Digitali. Non mi sarebbe dispiaciuto fuggire da Roma in questo giorno delirante, ma è andata così. Si possono seguire i lavori in streaming da qui e in foto da qui.
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